OPERE CONTESTATE

Elettrodotto Villanova-Gissi: il Comune di Orsogna ci ripensa e dice no

Chiesto un incontro urgente con la società

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ORSOGNA. Il Comune di Orsogna ci sta ripensando e non è più tanto convinto dell’elettrodotto “Villanova-Gissi”.
Il 26 giugno scorso il sindaco Fabrizio Montepara ha avviato, insieme alla sua giunta, la procedura di annullamento del protocollo d’intesa con Abruzzo Energia e pare pronto a schierarsi dalla parte dei propri cittadini rinunciando anche alla compensazione ambientale pattuita di 60 mila euro.
«Non si evince con chiarezza», si legge nella delibera firmata l’estate scorsa, «se il Comune sia o meno esonerato da qualsiasi richiesta di eventuali danni diretti ed indiretti da parte dei cittadini o se tale responsabilità resterà in capo ad Abruzzo energia e terna o altre ditte a loro collegate».
«Così come non si evince», si legge ancora nel documento, «la quantificazione delle minori entrate tributarie che avrà il comune per la determinazione dei minori valori dei beni immobili che ricadranno nell’area dei 500 metri».

La giunta per il momento ha richiesto un incontro urgente con i responsabili della società per valutare cosa fare. Ad agosto un altro stop era arrivato dal Consiglio regionale che ha approvato una risoluzione che impegna il presidente D’Alfonso ad adoperarsi per far sospendere le procedure di esproprio, l’eventuale inizio dei lavori.
Da mesi gli espropriati residenti nei comuni coinvolti dall’opera protestano e chiedono un giusto indennizzo: secondo loro le somme stabilite per cedere i terreni non sarebbero proporzionate all’entità del danno della servitù coattiva. Il perito Antonio Di Pasquale in questi mesi ha calcolato varie situazioni di danno derivante dalla diminuzione del valore reale e commerciale delle proprietà e degli immobili prossimi alla linea.
I Comuni hanno accettate denaro a fronte della compensazione ambientale ma Di Pasquale dice chiaramente che quei denari non sono sufficienti e stima 105 milioni di euro di danni a carico dei cittadini.
Qualche giorno fa proprio Di Pasquale ha inoltrato una diffida ad interrompere i lavori di costruzione dell'infrastruttura, lavori iniziati ufficialmente il 5 maggio scorso.
Di Pasquale insiste sull’ingente danno patrimoniale che la costruzione dell’infrastruttura arrecherà a tutti gli immobili che si troveranno entro i 500 metri di distanza «nonché i rilevanti rischi per la salute, a tutti coloro ai quali l’opera può arrecare pregiudizio, e considerato altresì che non sono state previste sufficienti misure per compensare tali danni».
Ma la societò per il momento dorme sonni tranquilli: «la realizzazione dell’elettrodotto è stata autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente».

DELIBERA G.C. NR. 59 DEL 26.06.2014