SPESA E SALUTE

Sanità Abruzzo, Cisl Fp: «far slittare il ticket sulla riabilitazione»

Chiesto un confronto a D’Alfonso, mentre gli altri tacciono

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Davide Farina

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ABRUZZO. La Cisl Fp dice no alla “compartecipazione” (cioè il ticket) che dal 1 ottobre scatterà a carico degli utenti delle strutture di riabilitazione ex art. 26, di quelle dei malati psichici e degli anziani non autosufficienti, così come previsto da due decreti del Commissario alla sanità Luciano D’Alfonso.
In termini pratici si annuncia un vero e proprio salasso per le famiglie dei malati costrette a pagare dai circa mille euro per gli anziani non autosufficienti, ai mille e quattrocento euro per i malati psichici e due mila euro per i disabili privi di sostegno familiare.
Ma il no della Cisl Fp, come sostiene il segretario regionale Davide Farina, «non è un no strumentale, è solo una richiesta di far slittare per qualche mese l’adozione del provvedimento per consentire un confronto sull’argomento e per correggere alcune inesattezze contenute nei decreti. Tra l’altro – continua Farina – i due decreti sono in contrasto con le indicazioni del nuovo “Patto per la salute 2014/2016” che all’art. 8 prevede “una revisione/introduzione del sistema della partecipazione alla spesa sanitaria che tenga conto che la stessa non costituisca e rappresenti una barriera per l’accesso ai servizi ed alle prestazioni da parte del cittadino utente».
In sostanza la Cisl Fp scende in campo non per un’opposizione sterile, ma per un appello alla condivisione di queste scelte che sono state imposte dalle riforme del sistema sanitario nazionale e dal Piano di rientro dai debiti e che in Abruzzo risalgono almeno al 2009, dai sub commissari Luigi Redigolo, a Giovanna Baraldi e a Giuseppe Zuccatelli, quindi da prima di Chiodi e di D’Alfonso. 

Semmai la Cisl Fp si sorprende che sulla prossima adozione di questo ticket ci sia silenzio, non solo dei politici che prima facevano sentire la loro voce a sostegno dei più deboli (Marinella Sclocco, Claudio Ruffini, Camillo D’Alessandro), ma anche delle altre sigle sindacali, delle associazioni dei disabili, del Tribunale del malato, dei pensionati e delle associazioni datoriali che hanno accettato i decreti con “un silenzio tombale”. Insomma – chiede la Cisl Fp – «la battaglia per l’universalità e l’accessibilità al servizio sanitario è sempre valida per tutte le stagioni politiche o, diversamente, è possibile affermarla solo in alcuni contesti di governo e non in altri? La Cisl Fp chiede perciò agli stessi interlocutori del passato come mai oggi non sia possibile mettere in campo la stessa trasversale mobilitazione di allora».
Ma c’è di più. Secondo una lunga serie di eccezioni tecniche a cura del sindacato, «i decreti presentano nel loro contenuto diversi profili di illegittimità che li espongono alla possibilità di essere impugnati».
Di qui la richiesta di uno slittamento dell’applicazione del ticket e di un confronto, anche per dare tempo all’adozione e all’operatività del Piano extraospedaliero della residenzialità e semiresidenzialità, e all’attualizzazione delle tariffe dei diversi setting (compresi quelli di nuova istituzione) rendendole compatibili con le possibilità economiche delle famiglie/comuni a cui esse si indirizzano. Anche perché tutte le strutture oggetto dei decreti, già sottoposte dal commissario Chiodi a tagli indiscriminati, hanno iniziato a convocare i sindacati per ufficializzare lo stato di crisi aziendale, da cui si passerà alla messa in mobilità del personale sanitario e ad eventuali esuberi e/o licenziamenti.
s. c.