AMBIENTE E PROTESTE

Bonifica Bussi. La Regione: «errori e scorrettezze istituzionali del Ministero»

Mazzocca: «la Regione non ha i documenti». De Sanctis: «ecco i valori della contaminazione»

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AREA INDUSTRIALE DI BUSSI

Area industriale di Bussi




BUSSI. «Appare oltremodo evidente come la procedura seguita non detiene elemento alcuno connotato da una doverosa correttezza sia formale che sostanziale; né, tanto meno, può essere invocata una correttezza procedurale».
 L’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca, è andato su tutte le furie quando è venuto a sapere di una convocazione al ministero per oggi, 15 settembre, per discutere del progetto di bonifica che riguarda in parte le proposte preliminari presentate da Solvay.
L’ira “istituzionale” è dovuta al fatto che il ministero convoca una riunione per “illustrare” un progetto di cui la Regione non sa nulla e che non è mai stato presentato prima all’ente locale.
Si conferma la tendenza: ogni volta che si parla di Bussi saltano fuori stranezze e dubbi circa la regolarità di procedure o operazioni poco chiare. E questa volta se tutto viene scritto nero su bianco in una lettera ufficiale vorrà pur dire qualcosa.
Già nei giorni scorsi si era parlato di progetti approvati e “benedetti” dal commissario Goio ma le carte non sono uscite e solo il Forum dell’Acqua ha fatto trapelare il verbale di un recente incontro ministeriale, non senza polemiche e strascichi. Anche il primo cittadino di Bussi ha illustrato a grandi linee il progetto presentato da Solvay obbligata in parte a finanziare la bonifica.
Ma oggi la notizia è il cortocircuito istituzionale che assomiglia quasi ad uno sgambetto del ministero in quanto –dice Mazzocca- per la Regione in mancanza di carte è difficile proporre modifiche, migliorie, apprezzare o contestare alcunchè.
 «Ad ogni buon conto», scrive Mazzocca, «oltre che prassi amministrativa corrente, sarebbe buona norma che codesta Direzione procedesse verso una preventiva e preliminare concertazione delle attività che incidono, come sopra ribadito, su scelte importanti per il territorio abruzzese. Pertanto, con la presente si diffida a procedere ex art.14-bis e 14-quater, Legge n. 241/90 e s.m.i., per le suddette motivazioni, invitando codesta Direzione a colmare le carenze, formali e sostanziali, della procedura tecnico-amministrativa avviata, prioritariamente per l’invio di tutta la documentazione oggetto della indetta CdS».
Intanto domani, 16 settembre, è prevista la riunione convocata all'Aquila dall'assessore alle Attività produttive, Giovanni Lolli, con i rappresentanti della Solvay, il Comune, le parti sociali. All'incontro parteciperà anche l’assessore Mazzocca per «fornire tutte le informazioni necessarie».

LA DIFFIDA DEL FORUM
«Pochissimi giorni di preavviso agli enti e, da quanto leggiamo sulla stampa, neanche la trasmissione dei progetti», denuncia anche il Forum.  «La convocazione non e' stata preventivamente segnalata sul sito specifico del Ministero dell'Ambiente e, per questo, la procedura attivata non ha alcuna forma di trasparenza per assicurare la partecipazione dei cittadini secondo gli obblighi fissati dalla Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia con una Legge nel 2001 (tra questi: comunicazione pubblica dell'avvio del procedimento; tempi per poter presentare le osservazioni; indicazione dell'autorita' procedente; chi prendera' la decisione finale e con quali tempi)». 
   Per questo stamattina l'Associazione Acqua bene Comune del Forum dell'Acqua ha provveduto ad inviare una diffida al Ministero dell'Ambiente «a proseguire l'iter attivato nelle forme e nelle modalita' non previste dalle leggi che tutelano la trasparenza e il diritto alla partecipazione dei cittadini ai procedimenti amministrativi, in particolar modo di quelli ambientali». L'Associazione Acqua Bene Comune Onlus, che ha inviato la diffida per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Pescara, «si riserva di agire presso ogni sede, compresa quella giudiziaria, qualora l'iter relativo ai progetti posti in discussione prosegua o sia oggetto a decisioni».
LA DIFFIDA DEL FORUM

«Pochissimi giorni di preavviso agli enti e, da quanto leggiamo sulla stampa, neanche la trasmissione dei progetti», denuncia anche il Forum.  «La convocazione non e' stata preventivamente segnalata sul sito specifico del Ministero dell'Ambiente e, per questo, la procedura attivata non ha alcuna forma di trasparenza per assicurare la partecipazione dei cittadini secondo gli obblighi fissati dalla Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia con una Legge nel 2001 (tra questi: comunicazione pubblica dell'avvio del procedimento; tempi per poter presentare le osservazioni; indicazione dell'autorita' procedente; chi prendera' la decisione finale e con quali tempi)».    Per questo stamattina l'Associazione Acqua bene Comune del Forum dell'Acqua ha provveduto ad inviare una diffida al Ministero dell'Ambiente «a proseguire l'iter attivato nelle forme e nelle modalita' non previste dalle leggi che tutelano la trasparenza e il diritto alla partecipazione dei cittadini ai procedimenti amministrativi, in particolar modo di quelli ambientali». L'Associazione Acqua Bene Comune Onlus, che ha inviato la diffida per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Pescara, «si riserva di agire presso ogni sede, compresa quella giudiziaria, qualora l'iter relativo ai progetti posti in discussione prosegua o sia oggetto a decisioni».

LA CONTAMINAZIONE DELL’AREA E DI VELENI SCOPERTI
 Affrontare dettagliatamente i progetti di riqualificazione e bonifica è un aspetto non secondario perché dopo il primo scempio del territorio non si possa assecondarne un secondo.
Il punto centrale rimane la contaminazione delle aree che saranno soggette ad interventi di bonifica e riqualificazione: le tre discariche ed i siti industriali.
 Augusto De Sanctis, del forum della Acque, nei giorni scorsi ha messo in evidenza come siano dieci i parametri oltre i limiti di legge nei terreni che sarebbero coperti sotto una soletta di cemento nel polo chimico di Bussi. Tra queste diverse sostanze tossiche (ad esempio il mercurio è notoriamente un potente neurotossico, causando paralisi cerebrale, ritardo mentale e seri problemi al sistema nervoso centrale.; il cloroformio è tossico per il fegato) e cancerogene (benzene e cloruro di vinile sono cancerogeni certi per l'uomo; il cloroformio e il tricloroetilene cancerogeni probabili secondo l'agenzia dell'ONU sul cancro IARC),
Il Commissario delegato dal Governo Adriano Goio lo scorso 14 agosto ha inviato al Ministero dell'Ambiente una proposta per l'utilizzo dei fondi che la Legge 10/2011 destina al Sito nazionale di bonifica di Bussi per la bonifica finalizzata alla reindustrializzazione. Si tratta di circa 50 milioni di euro recuperati dai fondi del terremoto aquilano. La proposta sarebbe concordata con Solvay, attuale proprietaria dell'area industriale.
La proposta commissariale prevede nell'area denominata ex Medavox, all'interno del polo industriale, esclusivamente un intervento di impermeabilizzazione dell'area senza la bonifica dei terreni che, quindi, rimarrebbero coperti al di sotto di una soletta di cemento su cui verrebbe realizzato un nuovo opificio industriale.
«Il Piano di caratterizzazione dell'area, presentato nel 2004 da Solvay a tutti gli enti coinvolti e aggiornato negli anni successivi», spiega De Sanctis,«contiene l'esatta distribuzione della contaminazione dei suoli dell'area industriale di Bussi, attraverso lo scavo di decine sondaggi e piezometri e l'analisi su centinaia di campioni di suolo e di acqua di falda raccolti a diversa profondità».

 LA CONTAMINAZIONE DELLA MEDAVOX
Per quanto riguarda l'area Medavox indicata dal Commissario delegato Adriano Goio il piano  individua superamenti dei limiti di legge per i terreni per dieci parametri: cloroformio; tricloroetilene, mercurio, benzene, xilene, toluene, sommatoria aromatici, idrocarburi pesanti, idrocarburi leggeri e cloruro di vinile.
Su 11 sondaggi realizzati nell'area –spiega De Sanctis- 8 presentano almeno un superamento dei limiti di legge per i terreni, dalla superficie fino a 11 metri di profondità. Il mercurio è presente con valori anche 16 volte la soglia indicata dalla legge per le are industriali. Il benzene mostra un superamento di 23 volte. Oltre a questi contaminanti il Piano, con analisi effettuate nel 2006, ha individuato la massiccia presenza di scarti di lavorazioni di alluminio fino a 7-8 metri di profondità.
Dunque sono terreni che presentano una contaminazione diffusa, in particolare da mercurio, solventi e idrocarburi, tutte sostanze estremamente pericolose.
 «La reindustrializzazione non può avvenire a discapito del diritto dei cittadini dell'intera Valpescara a vivere in un ambiente non inquinato», commenta De Sanctis, «tra l'altro è incredibile che a Bussi esistono aree non inquinate che potrebbero essere immediatamente utilizzate a scopi artigianali ed industriali che da due anni aspettano un mero atto burocratico per lo svincolo da parte del Ministero dell'Ambiente. Siamo arrivati al punto che il Ministro Galletti davanti al parlamento ha negato l'esistenza di atti che sono pubblicati nei verbali disponibili sul sito del ministero stesso.  Non si vuole curare la malattia ma solo provare ad agire sui sintomi».