REFERENDUM

Grande Pescara, tempo scaduto. Costantini, «si perdono 45mila euro al giorno»

L’11 settembre scorso termine previsti da legge regionale

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Grande Pescara, tempo scaduto. Costantini, «si perdono 45mila euro al giorno»




PESCARA. Sono scaduti alla mezzanotte dello scorso 11 settembre i 60 giorni che l'articolo 30, comma 2 della Legge Regionale 44/07 metteva a disposizione del presidente della Regione e del Consiglio Regionale per avviare l'esame e auspicabilmente approvare la legge per la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, dopo il consenso espresso dagli elettori con il Referendum dello scorso 25 maggio.
Lo ha detto Carlo Costantini, promotore del progetto di fusione delle tre municipalità che ai giornalisti, stamani, ha mostrato le proprie perplessità.
«Ogni giorno di ritardo per la fusione, costa alla collettività circa 45 mila euro».
Per questo motivo sul sito del comitato, all'indirizzo www.pescaramontesilvanospoltore.it, è stato installato una sorta di countdown attraverso cui - ha spiegato Costantini - tutti possono consultare e vedere quanto costa ogni secondo, minuto, ora o giorno di ritardo della fusione.
Il calcolo viene costantemente aggiornato da un sistema che divide l’importo che lo studio di fattibilità pubblicato sullo stesso sito stima come perdita secca annua derivata dalla mancata fusione (costituita dalle maggiori spese non eliminate e dai maggiori introiti non percepiti), con il tempo che scorre inesorabilmente, senza che nessuno si muova per dare corso a quello che i cittadini hanno già deciso.
«Al momento, in poco più di un giorno», ha spiegato Costantini, «abbiamo già bruciato quasi 70mila Euro. La cifra, se messa in relazione alla insostenibile pressione fiscale imposta dalle amministrazioni comunali ed ai continui tagli operati a spese per servizi essenziali, rende davvero insostenibili ritardi ulteriori».
Se poi a tutto questo, ha spiegato ancora Costantini, si aggiungono anche i benefici indiretti ed indotti che deriverebbero dalla fusione «allora davvero verrebbe da pensare che Consiglio Regionale e Consigli Comunali dovrebbero riunirsi anche di notte, pur di accelerare questo processo».
Il comitato promotore ha fatto l’esempio del rischio di veder sparire a Pescara, oltre alla speranza della sezione staccata della Corte d’Appello, anche la sede del Tribunale Amministrativo, dopo aver perso negli anni tutto ciò che era possibile perdere.

«Dovrebbero farlo», ha insistito Costantini, «anche per rispetto delle volontà popolare che, per la prima volta nella storia della nostra Regione, ha avuto modo il 25 maggio di esprimersi».
L’auspicio del comitato è che il contatore diventi virale sulla rete e compaia sui siti e sui profili del maggior numero di persone, con il valore e la funzione di “monito quotidiano”, rivolto a chi è chiamato nelle istituzioni a dare seguito all’esito del Referendum.
«Chiediamo - ha aggiunto Costantini - che la politica comprenda come la fusione dei tre comuni comporti un risparmio per minori spese annue di 15 mln di euro, senza considerare i benefici indiretti che ne deriverebbero, pensando al rischio di vedere sparite a Pescara la sede del Tar e la possibilità di avere una sezione staccata della Corte d'Appello».
Anche il presidente della Provincia Guerino Testa ha sottolineato i benefici eventuali della fusione dei comuni «anche perché si andrebbe a gestire un risparmio per la collettività enorme, considerando che lo scorso 25 maggio c'è stato un referendum che ha visto la maggioranza dei cittadini dei tre comuni esprimersi in maniera favorevole alla fusione. Sarebbe importante - ha concluso Testa - che le istituzioni preposte diano seguito alla volontà popolare espressa»