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Regione Abruzzo: la legge è «sbagliata» ed il Consiglio regionale si inceppa

Di Pangrazio: «rivedere ripartizioni»

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Regione Abruzzo: la legge è «sbagliata» ed il Consiglio regionale si inceppa

Di Pangrazio




ABRUZZO. «E’ auspicabile rivedere le modalità con cui la legge elettorale regionale ripartisce i seggi tra maggioranza e minoranza. Ritengo pertanto necessario un confronto in Consiglio regionale su questa materia».
A dirlo è il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. La nuova composizione dell’Assemblea, stabilita dalla legge elettorale regionale approvata nella primavera dello scorso anno, assegna 18 seggi alla maggioranza e 13 all’opposizione.
Una legge molto discussa già alla vigilia del risultato elettorale che provocò non pochi problemi per l’assegnazione dei seggi. E infatti subito dopo l’elezione il centrosinistra ha annunciato che sarà necessario metterci mano. Di Pangrazio fa capire precisamente dove bisognerà intervenire perché il rischio di ritrovarsi con un Consiglio regionale paralizzato, a quanto pare, sarà abbastanza frequente.
A luglio scorso il Consiglio regionale ha istituito, votando un documento all'unanimità, una commissione speciale che avrà il compito di esaminare ed elaborare proposte di modifica alla legge del centrodestra, ma anche allo Statuto e alle leggi di attuazione dello stesso. L'organismo resterà in carica per un anno, prorogabile a due.
Uno dei punti da non sottovalutare, dunque, a quanto pare sarà proprio la distribuzione dei seggi, in modo da riuscire ad ottenere una maggioranza più numerosa e per questo più solida. 

«E’ questo aspetto che potrebbe creare rallentamenti e problemi ai lavori e al dibattito consiliare – osserva Di Pangrazio – basta, infatti, che due assessori siano impegnati a Roma a un tavolo ministeriale e che altri due Consiglieri di maggioranza siano assenti per qualunque ragione, anche per un banale malanno, per bloccare l’Aula. E’ evidente, dunque, che un correttivo vada introdotto per il futuro, a garanzia di qualunque schieramento politico governi la Regione».
Non solo, rileva il presidente. «La modifica garantirebbe soprattutto i cittadini abruzzesi, che hanno il diritto di poter contare su una macchina regionale efficiente e in grado di rispondere alle loro istanze. Modifica che – aggiunge il presidente – produrrà, in ogni caso, i suoi effetti a partire dalla prossima Legislatura».
In attesa che le cose cambino Di Pangrazio si appella «al senso di responsabilità dei Consiglieri regionali, anche se sono sicuro che il mio invito sia superfluo, perché questa consapevolezza già esiste all’Emiciclo. E’ mio preciso dovere istituzionale – conclude Di Pangrazio – chiedere a tutti una presenza costante e puntuale alle sedute, perché il Consiglio è la massima istituzione regionale ed è all’Assemblea che spetta il compito, unico e insostituibile, di tradurre in leggi il programma di Governo del Presidente della Giunta».