LA BATTAGLIA

Taglio tribunali: Abruzzo presenta referendum in Cassazione

Dopo la bocciatura della Consulta le Regioni ci sperano ancora

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Taglio tribunali: Abruzzo presenta referendum in Cassazione

Sara Marcozzi




ROMA. E' stato presentato stamane presso gli uffici della Cassazione dai consiglieri regionali di cinque Regioni un referendum abrogativo del decreto legislativo sulla revisione della geografia giudiziaria (n.155 del 7 settembre 2012), che si prefigge il mantenimento delle sedi giudiziarie, tribunali e procure tagliate dal provvedimento.
Si tratta in particolari delle sedi di Mistretta, Modica e Niscemi in Sicilia (presentato da Toto Cordaro), delle sedi di Melfi e Pisticci in Basilicata (Francesco Mollica), delle sedi di Bitonto e Lucera in Puglia (Nicola Marmo), delle sedi di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona in Abruzzo (Sara Marcozzi, Luigi Milano e Maurizio Di Nicola), delle sedi di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi in Campania (Angelo Marino).
I consiglieri regionali sottolineano «l'importanza del mantenimento di queste sedi giudiziarie per una offerta più puntuale del servizio di giustizia e per la necessità di un presidio territoriale, a tutto vantaggio dell'utenza e degli addetti ai lavori, ben sapendo che le comunità che rappresentiamo hanno più volte protestato contro la loro chiusura».
In Abruzzo il taglio riguarda i tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona, per i quali però è stata disposta una proroga dell’attività fino al 2018, vista la parziale inagibilità dei palazzi di giustizia di Chieti e L’Aquila, danneggiati dal sisma del 2009.

A gennaio scorso la Consulta aveva bocciato il referendum dichiarando ‘inammissibile’ la richiesta. «Ci fa piacere», aveva commentato l’allora ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, «vuol dire che la nostra linea è giusta e che dobbiamo andare avanti su questa strada».
Immediata la reazione dei comitati promotori che avevano promesso battaglia. «Non ci fermeremo, andremo anche davanti alla Corte di giustizia europea, questa è una delle strade, noi cercheremo tutte quelle percorribili per contrastare questa riforma». Così oggi la nuova iniziativa.
Si tratta della prima volta, nella storia repubblicana, che un referendum viene proposto attraverso l'iniziativa delle Regioni: l'articolo 75 della Costituzione prevede infatti che proposte referendarie possono essere avanzate con la presentazione di 500mila firme raccolte tra i cittadini oppure su istanza di almeno 5 Consigli regionali.