LA PROTESTA

Rifiuti dal Lazio in Abruzzo. Il M5s contro Aciam ed i sindacati: «è un errore che penalizza»

Sarebbe stata compromessa la vocazione territoriale

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Rifiuti dal Lazio in Abruzzo. Il M5s contro Aciam ed i sindacati: «è un errore che penalizza»

Gianluca Ranieri



ABRUZZO.  «L'accordo siglato tra Aciam spa e il Comune di Roma è per noi una scelta incomprensibile dal punto di vista strategico, tanto per il territorio marsicano, quanto per la regione Abruzzo nel suo insieme».
La critica arriva dal consigliere regionale M5s Gianluca Ranieri che contesta l’incongruenza della decisione che cozzerebbe contro «la vocazione territoriale, agricola e turistica, sbandierata dagli amministratori marsicani» una vocazione sbandierata anche di recente pubblicamente durante l'incontro con il Presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso.
«Solo propaganda, solo tutto strumentale» dice Ranieri, «se così non fosse, alla richiesta del Presidente di scegliere se accettare o no i rifiuti del Lazio, si sarebbe risposto con un secco: no! Costruire un futuro basato sull'eccellenza delle produzioni agricole e sulla qualità dell'offerta turistica, significa ridurre la produzione di rifiuti in generale e di rifiuti indifferenziati in particolare attraverso una filiera locale di alto livello sia nella gestione della raccolta che in quella del trattamento».
La scelta invece è stata ben accolta dalla Cisl per il fatto che, con l’arrivo di 100 tonnellate al giorno per un anno, l’impianto Aciam di Aielli può rimanere produttivo e dunque impiegare addeti che altrimenti sarebbero stati considerati esuberi.

«Non è pensabile che per mantenere produttivi impianti», è il commento del consigliere M5s, «evidentemente sovradimensionati, si decida di raccogliere rifiuti dove capita, soprattutto ove questo venga fatto per lungo tempo, come qualcuno sembrerebbe auspicare: si può anche dare una mano a chi si trova in difficoltà, ma non certo nell'ottica di sostenere un business che rischia di portare molti più danni che benefici. Il futuro dell'impianto di Aielli è nel potenziamento della capacità di trattamento dell'organico, non nell'importazione di rifiuti indifferenziati. Una specializzazione (e conseguente riduzione del trattamento dell'indifferenziato) assolutamente necessaria e compatibile con quella industria agro-turistica che dovrà costituire il fulcro della nostra economia. Il fatto poi, che qualcuno evochi lo spettro della cassa integrazione, quale triste alternativa alla stipula dell'accordo, fa apparire la vicenda ancor più squallida e degna della peggiore propaganda di regime: oltre al fatto che fino ad oggi non si era mai prospettata l'ipotesi di licenziamenti, strano che se ne parli ora che fa comodo, mi risulta che sia attivo un bando dell'azienda per l'assunzione di nuovo personale. Quindi delle due l'una: o non c'è bisogno di licenziamenti - conclude Ranieri - o questa sarà l'ennesima assunzione clientelare».