AMBIENTE

Abruzzo. Bonifica di Bussi: «futuro incerto, decisioni in privato e noi all’oscuro di tutto»

Le carte non ci sono o non escono. Pochi gli attori coinvolti

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Abruzzo. Bonifica di Bussi: «futuro incerto, decisioni in privato e noi all’oscuro di tutto»

Goio, Chiodi e Lagatta


ABRUZZO. Ma un bel convegno dove si mostrano carte e progetti? E se proprio vogliamo far vedere che siamo forti noi in Abruzzo un sito internet ad hoc (open source dunque gratis) per pubblicare tutta la documentazione e favorire la partecipazione e la trasparenza?
Idee troppo complicate per il governo e per il commissario straordinario Adriano Goio (i principali attori della riqualificazione di Bussi e la sua conseguente reindustrializzazione futura).
Cosa, come, quando tutto questo avverrà, con quali soldi e pagati da chi, rimane un mistero non edificante per l’Abruzzo che pure vuole sapere quali e quanti interessi aleggiano dietro il futuro dell’area industriale massacrata dalla Montedison.
A sollevare il problema della mancata concertazione è l’associazione Bussiciriguarda che sostiene:
«non è più possibile, in un momento fondamentale per il futuro dell’intera vallata, Bussi compresa, che non ci sia un tavolo pubblico condiviso di dati, di progetti e di responsabilità trasparenti, e si continui a decidere in stanze separate e private».
La riflessione scaturisce da una missiva del sindaco di Bussi Salvatore Lagatta che nella volontà di fare chiarezza in mezzo a poche informazioni (magari non sempre esatte) vuole fornire il suo contributo.
Così dalla fonte autorevole emergono ulteriori dati circa il progetto di Goio e della sua maxi soletta di cemento per isolare i rifiuti.

LE INFORMAZIONI CHE DIVULGA I SINDACO
«Le notizie di cui dispone la nostra Amministrazione rispetto ad un progetto di massima predisposto dai tecnici del Commissario Goio e dai tecnici Solvay da sottoporre al Ministero dell’Ambiente sono le seguenti», spiega Lagatta. «per quanto riguarda le aree interne il Commissario interverrà sul sito ex MedAvox . Il progetto prevede la bonifica e/o messa in sicurezza dei sottoservizi, il Commissario predisporrà la pulizia-rimozione –inertizzazione dei sottoservizi che possono essere fonte di contaminazione».
Sempre per le aree interne ci sono anche azioni previste a carico della Solvay e nello specifico sono: «ricognizione e mappatura dei sottoservizi. Le indagini conoscitive e di rilievo degli stessi saranno eseguite dai tecnici della struttura Commissariale e dai tecnici Solvay l’impermeabilizzazione dell’area verrà realizzata solo dopo la bonifica dei sottoservizi e solo successivamente sarà realizzato una soletta in calcestruzzo. Ciò consentirà l’uso dell’ area per futuri investimenti industriali. A completare l’intervento sulle aree interne si sta realizzando un potenziamento del TAF (circa 3,5 Mln di euro per il controllo e il trattamento delle acque di falda».

LE AREE ESTERNE
«L’obiettivo principale presente nel progetto prevede l’allontanamento di tutti i rifiuti pericolosi dal sito», spiega Lagatta, «gli interventi coordinati a carico di Solvay e a carico del Commissario Goio prevedono l’allontanamento immediato dei rifiuti pericolosi in una discarica esterna (non nel territorio di Bussi) autorizzata, i rifiuti non pericolosi saranno messi in riserva in condizioni ”controllate“ oppure saranno avviati a smaltimento in discariche esterne autorizzate (….decine di discariche per rifiuti speciali non pericolosi presenti in Abruzzo e in Italia) per evitare stoccaggi temporanei. Il ripristino dell’intera area sarà realizzato con materiale pulito proveniente dagli scavi e/o da cave esterne».
La bonifica delle aree esterne sarà fatta a danno di Edison.

Secondo il primo cittadino di Bussi tuttavia «è errato affermare che i 50 milioni di euro dovrebbero essere usati per il totale risanamento delle aree, tutti sanno che 50 mln sono insufficienti e rappresentano una minima parte delle risorse finanziarie necessarie per una bonifica totale delle aree ricomprese nel sito. Il decreto legge dice in modo chiaro che i 50 mln sono vincolati ad una bonifica finalizzata alla reindustrializzazione. La discarica Tremonti dovrà essere totalmente bonificata dalla Edison. La gestione del TAF sarà finanziata dagli utili della centrale idroelettrica, che insieme ai siti passerà di proprietà del Comune».
Il sindaco ribadisce inoltre che è obiettivo prioritario la bonifica totale e completa delle aree e per questo servono altri soldi.
«L’Amministrazione di Bussi ritiene che se si dovesse continuare a posticipare (anche strumentalmente) gli interventi di bonifica e/o messa in sicurezza si correrebbe il rischio di perdere i fondi pubblici oggi disponibili», conclude Lagatta.

«Il passaggio che ci fa drizzare i capelli», commenta il comitato Bussiciriguarda, «è: “le indagini conoscitive e di rilievo saranno eseguite dai tecnici della struttura commissariale e dai tecnici Solvay” Ohibò! Totalmente spariti Ministero e istituti terzi. E chiunque altra autorità di controllo o amministrativa. Evidentemente Goio intende fare il bis dopo quanto praticato per la Tre Monti, i cui risultati analitici di qualche mese fa sono derivati da prelievi fatti direttamente dall’ufficio commissariale, senza alcun controllo su come e su dove, solo successivamente portati all’Arta e pubblicizzati come positivi dall’ingegnere che ha realizzato i lavori di capping. A casa nostra lo chiamiamo il gioco delle 3 carte».
«Crediamo veramente insostenibile, da cittadini inquinati», commenta Edwige Ricci del comitato, «continuare ad accettare decisioni prese al riparo di ogni controllo, in modo “privato” e separato da parte di un signore, che, arrivato come Commissario per la messa in sicurezza della discarica Tre Monti, del tutto inadempiente dopo ben 6 anni di commissariamento, licenziato dalla spending review di Monti , richiamato in Abruzzo da Chiodi e Gabrielli, continua ad aggirarsi come un extraterrestre in Valpescara…».