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Regione Abruzzo. Contenziosi per 855mln di euro: ecco tutti i numeri

D’Alfonso chiede e le direzioni regionali rispondono nel dettaglio

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Palazzo giunta regionale Abruzzo

 
ABRUZZO. Dopo la richiesta, formulata nelle scorse settimane dal presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, è arrivata la risposta sui debiti potenziali della Regione.
Si sfiora il miliardo di euro: è quanto emerge dalla delibera di giunta 558 firmata ieri.
Il 19 giugno scorso come primissimo atto D’Alfonso aveva richiesto un report «dettagliato e legibilissimo»  alle direzioni e alle strutture regionali per avere a disposizione una sorta di ‘curriculum vitae’ della Regione dal quale risultassero tutte le informazioni necessarie per affrontare e risolvere le problematiche di carattere economico-finanziario o di contenzioso, derivanti da pretese di terzi nei confronti dell’Ente.
Dunque D’Alfonso voleva conoscere non solo i debiti già accertati ma anche la sussistenza di posizioni potenzialmente ‘pericolose’ che potrebbero esplodere da un momento all’altro. Uno screening a 360 gradi oltre che dei debiti anche dei rischi che l’ente corre.
Meno di due mesi dopo la richiesta è arrivata la risposta, analitica. Infatti le direzioni hanno fornito una «dettagliata relazione, con un quadro sinottico» dal quale si evince la consistenza precisa dell'esposizione debitoria dell'ente.
Dunque sulla base dei dati forniti, la Giunta regionale ha approvato ieri il provvedimento con il quale prende atto che l'importo rilevato delle posizioni di rischio è pari a euro 855.601.443,22.
Si va dai quasi 195 milioni di euro segnalati dalla struttura speciale di supporto all’Avvocatura regionale ai 190 milioni della direzione Lavori Pubblici.
Cifre che sembrano enormi anche per il bilancio della Regione.
E poi ancora, poco meno di 116 milioni per la direzione risorse umane e strumentali e 85 milioni della direzione Trasporti.
Sempre dallo specchietto della determina emergono 50 milioni di potenziale esposizione per la direzione Sviluppo Economico, 46 milioni per la direzione politiche attive del Lavoro, 42 milioni di esposizione per la direzione Politiche Agricole, 37 milioni per la direzione Politiche della Salute, 33 milioni della direzione Riforme istituzionali, 31 milioni per la struttura di supporto sistema informativo regionale,  e 26 milioni per la direzione affari della Presidenza. Infine 585 mila euro per la struttura speciale di supporto controllo ispettivo.
Zero tondo, invece per la struttura speciale di supporto controllo e gestione e Tutela della salute .
Questo importo sarà adesso sottoposto ad approfondimento e verifica da parte di un gruppo di lavoro appositamente costituito che in 21 giorni (i soliti tempi contingentati di D’Alfonso).
«Il presente provvedimento», si legge nella delibera di giunta, «non costituisce allo stato, neppure indirettamente, riconoscimento di debito per la Regione».
Inoltre l’atto non tiene conto della consistenza del deficit, del debito e delle situazioni potenzialmente debitorie di pertinenza delle Partecipate o
 

LE VOCI PIU’ PESANTI
 Nel dettaglio non mancano sorprese e le 57 pagine preparate dalle direzioni regionali pullulano di ricorsi al Tar, cause penali, civili, contenziosi per lavori pubblici o con ex dipendenti.
Indefinita la somma che la Regione prevede di dover sborsare per la procedura di infrazione per l’attività di bonifica dei siti dove ci sono delle discariche o per il mancato adeguamento delle discariche stesse.  Come detto gli uffici regionali non sanno indicare un importo preciso ma segnalano che per tutta Italia è prevista una maxi sanzione da 56 milioni di euro per tutta Italia.
Ci sono poi 2 milioni di euro che la Regione deve rimborsare ai Comuni per le scorse elezioni regionali e altri 250 mila euro per il referendum sull’accorpamento di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Il servizio genio civile annota anche  12,5 milioni di euro per richieste risarcitorie per danni da parte dei familiari delle vittime del terremoto ai quali vanno sommati oltre 3 milioni di euro per debiti maturati per l’ospitalità resa agli sfollati nelle strutture alberghiere.
Ci sono poi i famosi 100 milioni per la Ria, una cifra che rappresenta la stima della somma richiesta dai dipendenti come retribuzione individuale di anzianità. L’avvocatura indica però per questa voce un importo molto diverso: 20 milioni di euro.
Poco meno di 1 milione, invece, è associato alla voce ‘ricorsi‘ davanti ai tribunali regionali di dipendenti co.co.co che chiedono riconoscimento del lavoro subordinato. Un paio di milioni, invece, per il ricorso delle Naiadi il cui gestore ha incardinato un contenzioso e vuole il rimborso spese per le opere sostenute come interventi di manutenzione straordinaria
Ci sono poi 300 mila euro per un decreto ingiuntivo in favore della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia per l’anno 2011. I soldi al momento sono bloccati nelle casse della Regione  che ha presentato un ricorso. Come sono bloccati in attesa di capire se ‘spenderli’ o meno (lo deciderà il Consiglio di Stato) i quasi 2 milioni di euro per il mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione relativi ai permessi dei lavori di ampliamento dell’interporto di Manoppello.
Ci sono anche 3 milioni che la Regione deve alle Province  per i danni alle colture dai cinghiali dal 2009 al 2012.  Ma l’ente temporeggia: gli uffici avvertono che sono stati accertati danni per 4,5 milioni ma l’Ente regionale ha trasferito al momento solo 1,4 milioni. Per finire ci sono 5 milioni che attende il Ciapi e 29 milioni per un ricorso civile per mancati pagamenti di commesse realizzate da Abruzzo Engineering.
 

LA DOTAZIONE ORGANICA
Con la delibera 557, invece, la giunta ha preso atto della ricognizione dell’organico in Regione. In pratica D’Alfonso voleva avere un dato preciso su quanti dipendenti ci siano nell’ente che amministra. Il totale è di 1.475 lavoratori. Di questi 1.431 sono a tempo indeterminato e 44 a tempo determinato; 68 i dirigenti.  Il numero record di dipendenti spetta alla Struttura Politiche agricole: ben 451 (6 i dirigenti).

Alessandra Lotti

CONTENZIOSO DELLA REGIONE ABRUZZO (SETTEMBRE 2014)