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Abruzzo. Rischio idrogeologico. Prima riunione della nuova struttura

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Abruzzo. Rischio idrogeologico. Prima riunione della nuova struttura


ABRUZZO. Prima riunione, ieri pomeriggio all'Aquila, dei membri della Struttura di Supporto del Presidente della Regione Abruzzo - Commissario straordinario delegato alla mitigazione del rischio sismico, costituita il 26 agosto scorso con decreto dello stesso presidente Luciano D'Alfonso.
Il Commissario straordinario delegato alla mitigazione del rischio sismico, le cui competenze sono disciplinate dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, è tenuto ad attuare le procedure necessarie alla realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di programma sottoscritti tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni italiane.
Fanno parte della Struttura di supporto referenti della Regione Abruzzo, nonché del Servizio Genio Civile regionale di Pescara e dell'Aquila. Tra gli impegni più importanti che la neo struttura è chiamata a svolgere, D'Alfonso ha indicato la realizzazione di una dettagliata mappa del rischio idrogeologico dal quale sia possibile individuare i livelli di pericolosità dei diversi territori provinciali, in modo da definire rapidamente modalità e tempi di intervento.
D'Alfonso: «da oggi inizieremo a dettagliare il percorso di lavoro dal punto di vista conoscitivo, documentale e tecnico per poi muoverci verso la ricerca dei finanziamenti, ben sapendo che abbiamo anche una risorsa aggiuntiva parlamentare di 20 milioni di euro che noi vogliamo spalmare su quelle situazioni di maggiore rischio e di maggiore pericolosità».
«La Struttura commissariale si muoverà sulla base delle indagini geologiche e di rilevazioni confidando sull'apporto di tecnici che stanno redigendo una mappa della maggiori situazioni di pericolosità su cui noi agiremo all'insegna del principio della diligenza e della completa copertura finanziaria».
 Oltre ai 20 milioni di derivazione parlamentare, il Commissario delegato dispone di un ulteriore finanziamento statale di 40 milioni di euro.

«URGENTE MAPPA PERICOLOSITA’»

Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e il capo della struttura tecnica di missione a Palazzo Chigi, Mauro Grassi, saranno invitati a partecipare in Abruzzo ai «numerosi sopralluoghi» per la constatazione dei principali stati di pericolosità legati al rischio idrogeologico.

«Dovranno rendersi conto di persona delle maggiori criticità nei comuni della nostra regione», ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, incaricato dal Governo del ruolo di commissario governativo per la mitigazione del rischio idrogeologico.

«Su questo tema io non mollo di un millimetro», ha avvertito introducendo i lavori della riunione per la mappatura dei principali rischi idrogeologici, largamente partecipata dai sindaci della provincia di Pescara, riuniti nella sala Tinozzi dell'Ente provincia.

Il presidente D'Alfonso, coadiuvato dagli assessori Mario Mazzocca e Donato Di Matteo, è stato il consegnatario dei rilievi tecnici legati ai rischi idrogeologici, depositati dai Sindaci; dati che saranno poi lavorati dalla struttura regionale e dai geni civili, comparati e poi graduati rispetto al grado di pericolosità. «Tra novembre e dicembre   ha anticipato il presidente   avremo a disposizione 40/50 milioni di euro su questo fronte, mentre 20 già sono stati stanziati per noi dal Parlamento". Si tratta quindi di utilizzare le risorse per "risanare e non per abbellire».

Il motivo della riunione, che inaugura a Pescara il metodo del confronto, ha l'obiettivo di pervenire ad una mappatura del rischio idrogeologico, ricavata dalle richieste dei Sindaci, con la finalità di aggiornare i dati del Piano di assetto idrogeologico (Pai) risalenti al 2005.

«Abbiamo rilevato una disabitudine a disporre di livelli adeguati di conoscenza, che veicoli la disponibilità dei dati in sede tecnica. Noi dobbiamo redigere una graduazione della pericolosità dei nostro assetto territoriale; dobbiamo dare robustezza alle richieste che abbiamo fatto pervenire alla struttura tecnica di missione governativa».

Con i dati si arriverà a costruire un catasto delle priorità e gravità, utile per dirottare in modo coerente le risorse, catalogare le priorità secondo una graduazione più stringente, e creare un sistema informativo territoriale che faccia in tempo reale la diagnosi degli eventi franosi. I sindaci, che hanno tutti apprezzato il «metodo introdotto dal presidente D'Alfonso», hanno evidenziato le maggiori problematicità come i rischi legati alla esondazione dei fiumi, ai movimenti franosi, alla irregimentazione delle acque meteoriche.