I DATI

«Lo stato di salute della sanità abruzzese migliora»

Lo dice il Report 2013 dell’Agenzia sanitaria regionale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1915

«Lo stato di salute della sanità abruzzese migliora»

Amedeo Budassi




ABRUZZO. Lo “Stato di salute” della sanità in Abruzzo e degli abruzzesi in generale non è poi così critico, secondo il Report 2013 pubblicato dall’Agenzia sanitaria regionale con molta tempestività e buona scelta di tempo.
La sanità abruzzese mostra segni di miglioramento negli aspetti organizzativi, dal numero dei posti letto che sono ormai sotto la soglia della media nazionale del 3,7 per mille, alla diminuzione della mobilità passiva che per il 2013 si attesta sui 51 mln di euro ed alla riduzione dell’ospedalizzazione.
I dati ufficiali raccolti sotto il coordinamento di Amedeo Budassi, direttore dell’Asr, mostrano infatti che rispetto al 2005 i ricoveri sono scesi del 36%, senza peraltro far aumentare quelli fuori regione che sono nel 2013 sono solo 3.384 in più rispetto ai 128.890 in meno che si registrano in Abruzzo.
Questo si traduce in un tasso di ospedalizzazione del 178 per mille, molto ridotto rispetto agli anni passati e abbastanza vicino al 164 per mille che è il dato nazionale e che rappresenta un obiettivo raggiungibile. 

Gli abruzzesi stanno meglio in salute?
Niente affatto, visto che la mortalità per patologia è stabile ed è la stessa di quella nazionale: è migliorato il tasso di appropriatezza del ricovero ospedaliero ed è raddoppiata l’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, senza dire che anche gli screening antitumorali si attestano su percentuali maggiori rispetto a quelli di altre regioni.
Ci sono naturalmente margini di miglioramento, visto che il tasso di soddisfazione  degli abruzzesi sulla sanità è di 15 punti inferiore a quello nazionale, che molti Pronto soccorso sono in difficoltà perché sono state attivate pochissime Uccp, le unità di cure complesse organizzate dai medici di famiglia e con orario prolungato e che il numero delle Residenze per anziani e disabili è ancora insufficiente.
Il tutto in una Regione in cui la popolazione ( 1.312.507 abitanti) cresce solo per l’aumento degli stranieri (+ 36 mila) e dove gli anziani sono il 22% della popolazione.

Sebastiano Calella