LA SVOLTA

Fecondazione Eterologa: le Regioni approvano le linee guida

Costo stimato per il Servizio sanitario nazionale: 6,6 mln

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Fecondazione Eterologa: le Regioni approvano le linee guida



ROMA.  I presidenti delle Regioni sono andati dritti per la loro strada e, ignorando critiche e malumori, hanno approvato all'unanimità, stamane, le linee guida sulla fecondazione eterologa messe a punto ieri dai tecnici regionali e poi attentamente vagliate dagli assessori alla Sanità.
Ora ogni Regione dovrà recepirle con delibere proprie, ma molte annunciano che lo faranno già dalle prossime ore. E mentre stamane già partivano all'ospedale fiorentino di Careggi i primi appuntamenti per le coppie che desiderano intraprendere la fecondazione eterologa - la Toscana ha infatti fatto da apripista, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto alla fecondazione eterologa - i governatori, nelle stesse ore, decidevano di stabilire delle linee guida comuni, almeno in attesa che il Parlamento si decida a regolamentare la materia con una legge.
«Con le linee guida sull'eterologa le Regioni hanno mandato un segnale politico forte al Parlamento, a cui rivolgo un appello accorato perché legiferi», ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, in una conferenza stampa subito dopo la decisione dei governatori.
«Stamattina, con il vicepresidente Caldoro, ho incontrato il ministro Lorenzin - ha aggiunto Chiamparino - che si è detta del tutto d'accordo con le linee proposte, che peraltro hanno tenuto conto dei principi cardine del decreto che era stato predisposto, e ha condiviso anche l'ipotesi che vi sia un riconoscimento pieno all' interno del Dpcm di adeguamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) di tutte le tecniche per fecondazione medica assistita».
 Il ministro Lorenzin, alla festa dell'Unità, a Bologna, ha sottolineato la «necessaria approvazione di una legge, anche da un punto di vista pratico» ed ha evidenziato l'esigenza di un intervento parlamentare «per normare alcuni elementi, il primo dei quali è quello dello stanziamento dei fondi. C'è poi tutta una serie di problemi che senza un registro nazionale non si possono risolvere».
 Intanto, sul fronte cattolico, si levano gli scudi. «Sul piano strettamente logico, direi che si vuole giustificare una selezione - perché è inutile dire che questa non sia una selezione, c'è poco da fare - attraverso una distinzione che trovo assolutamente ingiustificata: quella tra coppie che adottano e coppie che chiedono l'eterologa...», ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un'intervista al Corriere della Sera sull'eterologa.
Per il quotidiano cattolico Avvenire «serve una legge dello Stato, unico strumento normativo in grado di tutelare, per quanto possibile, le coppie e i soprattutto figli che verranno. Il resto è solo propaganda politica».
«Finalmente si volta pagina, dopo anni di oscurantismo e di medioevo», ha esclamato il presidente della Puglia, Nichi Vendola.

 6,6 MILIONI L'ANNO STIMA COSTI PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
 Circa 6,6 milioni di euro. Questo, secondo una stima approssimativa, potrebbe essere il costo a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) se la fecondazione eterologa, come previsto, fosse inclusa nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero gratuita o con una compartecipazione economica da parte del cittadino. La stima è dell'avvocato Mariapaola Costantini, responsabile settore procreazione di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, la quale rileva come, in ogni caso, questo «rappresenterebbe un costo sostenibile».
 La stima si basa su un calcolo approssimativo ma dà l'idea del 'peso' economico che l'eterologa potrebbe avere per il Ssn: «Considerando - spiega Costantini - che il costo standard medio che la Regione deve affrontare per una fecondazione omologa è oggi pari a circa 2.500-2.700 euro, vanno calcolati i costi aggiuntivi legati all'eterologa, dal potenziamento necessario dei sistemi di crioconservazione dei gameti ai percorsi per i donatori. Su questa base, si può stimare il costo a carico delle Regioni per una eterologa come pari a circa 3.000-3.200 euro».
 A tale costo però, precisa, «va sottratta la compartecipazione attraverso il ticket da parte dei cittadini, che potrebbe prevedersi intorno ai 1.000 euro». Se si considera inoltre che, secondo le ultime stime dell'Osservatorio sul turismo procreativo, sono oltre 3.000 l'anno le coppie italiane che si recano all'estero per ottenere l'eterologa, afferma l'avvocato, «possiamo stimare in circa 6,6 milioni di euro il costo approssimativo che l'eterologa avrebbe per il Ssn».
Intanto, dopo il via oggi all'Ospedale Careggi di Firenze alle visite per le prime coppie che hanno richiesto l'eterologa, nelle altre Regioni si preparano ad effettuare la pratica i Centri di Cecos Italia (l'associazione che raggruppa i maggiori Centri italiani privati e convenzionati di fecondazione assistita). L'obiettivo, sottolinea la segreteria Cecos, «è garantire l'eterologa ai cittadini su tutto il territorio».