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Sanità Abruzzo: due Asl, nuovi manager e 40 mln in più da Roma

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Sanità Abruzzo: due Asl, nuovi manager e 40 mln in più da Roma

Paolucci e D'Alfonso




ABRUZZO. Due Asl invece di quattro: sarà questo il leit motiv dell’estate sanitaria abruzzese.
Chieti e Pescara unite, Teramo e L’Aquila pure, due manager al posto dei quattro in servizio oggi, con contestuale riduzione delle spese e con l’unificazione di molti servizi comuni, ad esempio il Cup (al di la dell’esito finale del ricorso al Consiglio di Stato per il Cup unico da quasi 60 mln), la banca del sangue, i laboratori analisi ed una serie di reparti doppioni.
Ma l’unificazione delle Asl sarà il classico “due piccioni con una fava” in quanto consentirà la sostituzione indolore dei manager in carica, nominati dal centrodestra.
Il che di fatto ripete una tecnica già usata da Gianni Chiodi e dal senatore Fabrizio Di Stefano che in questo modo “licenziarono” Michele Caporossi (Lanciano) e Mario Maresca (Chieti), nominati dal centrosinistra. In realtà ci potrebbe essere una variante: mentre le azioni di Francesco Zavattaro (Asl Chieti) sono in caduta libera, sembrano resistere quelle di Claudio D’Amario (Asl Pescara) che potrebbe restare in carica come manager delle due Asl unificate, fino alla fine ormai prossima del suo mandato.
Teramo e L’Aquila fanno storia a parte: il manager Paolo Rolleri si è già dimesso quando Chiodi è uscito di scena e Giancarlo Silveri cerca di resistere, ma le critiche sono tante. Toccherà dunque alla nuova Giunta D’Alfonso trovare la soluzione al problema, anche se sembra definitivamente tramontata l’ipotesi ventilata sulla possibile unificazione di Lanciano e Vasto con Castel di Sangro-L’Aquila, forse sponsorizzata da alcuni consiglieri regionali locali.
In realtà il punto di riferimento della possibile riforma delle Asl abruzzesi è l’operazione già avvenuta negli anni scorsi nelle Marche, dove è stata creata un’unica Asl regionale che però non ha funzionato troppo bene. Infatti poi la Regione è stata costretta a nominare i direttori di area vasta per rispondere più da vicino alle richieste del territorio. Non si dovrebbe correre perciò questo rischio, se le Asl in Abruzzo saranno due, proprio per rispondere alla specificità del territorio regionale.
Ma su questo l’assessore Silvio Paolucci per il momento non si pronuncia. Più loquace è invece sull’arrivo di nuovi fondi alla sanità abruzzese con la ripartizione prevista dei fondi nazionali dal nuovo Patto per la salute appena approvato. «La novità più importante – spiega l’assessore alla sanità – è che il Patto prevede per tutte le regioni un tasso di crescita concordato che va dal 2,2 al 3,2%. Questo significa in soldoni che all’Abruzzo toccheranno questa’anno dai 40 ai 50 mln in più e si passerà dai 2 miliardi e 349 milioni a 2 miliardi e 365-390 milioni. Il che assicurerà una crescita equilibrata dell’assistenza sanitaria. Ne faremo buon uso».
Sebastiano Calella