DANNI DI IMMAGINE

Masciarelli, condannato a pagare 1 mln di euro l'uomo con 178 capi di imputazione

Il "Conte di Cavour" condannato dalla Corte dei Conti

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Masciarelli, condannato a pagare 1 mln di euro l'uomo con 178 capi di imputazione

Giancarlo Masciarelli



ABRUZZO. Un milione di euro: è questa la cifra che Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, dovrà versare alle casse della Regione come risarcimento dei danni di immagine arrecati con le inchieste che nove anni fa sconquassarono l’Abruzzo.
Lo ha deciso la Corte dei Conti (sposando totalmente la richiesta della Procura) che ha condannato in contumacia l’ex ‘Conte di Cavour’, mago delle cartolarizzazioni in salsa abruzzese, che non si è difeso e non si è presentato in udienza. Si tratta di una ennesima condanna per Masciarelli già in passato nel mirino dei giudici contabili
Negli anni scorsi l’ingegnere ha patteggiato la pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione: tra il 2005 e il 2006, come si ricostruisce nella sentenza di condanna, gli sono stati contestati ben 178 capi d’imputazione, 157 nell’ambito del procedimento sulla finanziaria regionale (il pm nella requisitoria finale parlò di «banda di truffatori» ritenuti responsabili a vario titolo di una truffa alla Regione e all'Unione europea da 16 milioni di euro)1 e altri 21 capi d’imputazione nell’inchiesta Sanitopoli.
Si parla di reati che spaziano dall'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro il patrimonio, truffe aggravate e continuate per il conseguimento di erogazioni pubbliche in danno della Regione e della Comunità Europea, ma anche contro la fede pubblica nonché contro la pubblica amministrazione, tra cui abuso d'ufficio e corruzione. 

Per 11 capi d'imputazione è stata dichiarata la prescrizione dei reati; per altri 2 reati è stato dichiarato il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste mentre per gli altri 165 Masciarelli ha chiesto ed ottenuto, come detto, una pronuncia di patteggiamento.
Ma oltre alla condanna penale la Procura regionale ha chiesto che l’ex presidente della Fira venisse condannato anche a pagare un risarcimento danni («non inferiore ad 1 milione di euro»), in favore della Regione Abruzzo. Danni d’immagine creati dal clamore delle due maxi inchieste.
L’accusa ha sottolineato che «i fondi pubblici destinati a sostenere gli investimenti regionali sarebbero stati, di fatto, sviati illecitamente tramite la simulazione di investimenti fittizi, mai realizzati e percepiti da una serie di soggetti che intrattenevano rapporti con il convenuto».
All’udienza del 3 giugno scorso Masciarelli non si è presentato. 

«Non v'è dubbio», scrivono i giudici della Corte dei Conti, che Masciarelli «si è reso responsabile di numerosi reati con vincolo di continuazione, molti consumati contro la pubblica amministrazione; in tale contesto viene ad emersione il danno all'immagine».
Il collegio giudicante rileva che Masciarelli, non essendosi costituito, «nulla ha dedotto o allegato circa l'insussistenza dei reati in contestazione e dei motivi della scelta in sede penale del “patteggiamento”. Non v'è motivo, dunque, per negare alla citata sentenza penale n. 331del 2011 il valore di una sentenza di “condanna” agli effetti specifici del conseguente ristoro del danno all'immagine dell'amministrazione pubblica. La Procura regionale, infatti, ha sufficientemente allegato e provato il danno da risarcire (documentando anche con articoli di stampa il “clamor fori”)».
«Deve darsi per assodato», si legge ancora, «che il danno all’immagine della Pubblica amministrazione (“non patrimoniale”), anche se inteso come “danno conseguenza”, è costituito “dalla lesione” all’immagine dell’ente, “conseguente” ai fatti lesivi produttivi della offesa».
«Appare senz'altro congrua, benché sottostimata», scrivono i giudici, «la somma complessiva di condanna di un milione, come richiesta dalla Procura, somma che a ben vedere costituisce solo una parte dell'importo iperbolico delle contribuzioni illecitamente sviate».
«A differenza del danno patrimoniale (che interessa tanto la Regione quanto la Fira)», sottolineano infine i giudici, «il danno all'immagine per sua natura può essere risarcito direttamente e per l'intero nei confronti della Regione, della quale Fira spa costituisce una semplice promanazione strumentale».
Masciarelli da anni si è eclissato continuando a lavorare lontano dalle cronache rimanendo in stretto contatto con lo studio Milia che lo ha difeso in tutti i processi.

Alessandra Lotti