LA POLEMICA

Aiuti di Stato, «Valle Peligna e Marsica fuori». Di Pangrazio: «non è possibile»

Proteste in corso ma Paolucci avverte: «Sulmona c’è»

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ABRUZZO. La Giunta regionale ha deciso di escludere dalle misure di sostegno dell'Unione europea Sulmona per la Valle Peligna e Avezzano per la Marsica.
Si alza un coro di proteste per l’esclusione da questi fondi concessi per favorire lo sviluppo economico di determinate zone svantaggiate all’interno dell’Unione Europea. Si tratta di aiuti di stato (a finalità regionale) a favore delle grandi imprese solo per investimenti iniziali finalizzati alla creazione di nuove attività economiche o alla diversificazione degli stabilimenti esistenti in nuovi prodotti o in nuove innovazioni di processo.
In prima fila tra i contestatori il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, esponente della maggioranza: «non è possibile», protesta Di Pangrazio, «mi attiverò personalmente sia con il presidente Luciano D'Alfonso che con il vice presidente Giovanni Lolli, affinché questa stortura venga immediatamente corretta. Marsica e Valle Peligna, infatti, sono zone colpite pesantemente dalla crisi economica degli ultimi anni e hanno il diritto di poter accedere a tutti gli strumenti di sostegno previsti dalla normativa europea, che non possono essere cancellati con un tratto di penna».

Scettico anche l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi: «Ma come si fa ad escludere la Valle Peligna dal beneficio del sostegno dei fondi europei? Anche il sociologo Aldo Bonomi che ha intrattenuto la giunta regionale alcuni giorni fa saprà che è la zona dell'Abruzzo con il più basso reddito pro-capite».
«Non è possibile escludere la Marsica dagli aiuti comunitari», protestano anche il capogruppo in Provincia dell'Aquila del Nuovo Centrodestra, Pasqualino Di Cristofano e della consigliera provinciale Felicia Mazzocchi. «Martedì in occasione del consiglio provinciale, porremo come Gruppo consiliare Ncd l'accento su questo problema e inizieremo una dura battaglia contro tale decisione - affermano i due esponenti provinciali - Ci preoccupa molto il fatto che questo territorio, sia stato depennato dalla Giunta regionale, senza considerare minimamente i rappresentati eletti in quest'area. Un vero schiaffo alla democrazia che, con atti di arroganza, dimostra come questo Governo di centrosinistra alla Regione Abruzzo non tenga in considerazione la Marsica. Se il buongiorno si vede dal mattino - continuano Di Cristofano e Mazzocchi - si nota come sia stata messa in atto una lucida strategia politica della sinistra, volta ad escludere la Marsica dalle decisioni più importanti, così come accaduto nella composizione della giunta regionale. Attraverso il nostro rappresentate in consiglio regionale, Giorgio D'Ignazio, presenteremo un'interrogazione consiliare - concludono - affinchè, D'Alfonso e la sua giunta, diano spiegazioni su questa scelta e se intendono rivederla come noi auspichiamo».

Ma dallo staff del presidente D’Alfonso tagliano corto: «per quanto riguarda la Valle Peligna», replica l’assessore Silvio Paolucci, «il consigliere Chiodi forse non ha letto bene la delibera dell’8 luglio scorso: in essa infatti la Conca Peligna è presente. In realtà è stata proprio la giunta di centrodestra che non ha voluto assumersi la responsabilità di prendere certe decisioni».
Dalla delibera tre sono le macro aree coinvolte dagli interventi economici. La prima interessa i comuni di San Salvo, Cupello, Monteodorisio, Gissi, Atessa, Paglieta e Mozzagrogna. La seconda aerea, decisamente più vasta, coinvolge i comuni di Chieti, Manoppello, Turrivalignani, Bolognano, Alanno Pietranico, Scafa, Pescosansonesco, Bussi, Salle, Collepietro, Navelli, Caporciano, Prata D’Ansidonia, San Demetrio, Poggio Picenze, Fossa, Scoppito, L’Aquila e Sulmona. La terza, invece, i comuni di Ancarano, Controguerra, Colonnella, Corropoli Sant’Omero, Torano Nuovo, Sant’Egidio alla Vibrata e Nereto.

ABRUZZO. DELIBERA DI GIUNTA. DGR468-2014