NO AL PETROLIO

Abruzzo. Ombrina e Bussi: «quali rapporti tra la Edison e il Ministero dell’Ambiente?»

Interrogazione del deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca

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Abruzzo. Ombrina e Bussi: «quali rapporti tra la Edison e il Ministero dell’Ambiente?»

Vacca e Marcozzi




ABRUZZO. «Chiederò con una interrogazione parlamentare che relazioni ci sono tra le ultime concessioni per l'estrazione in mare, Ombrina e il piano di bonifica per Bussi, che vedono coinvolte il Ministero e la Edison».
E’ l’annuncio del deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca che sostiene che pensare che la Edison sia estranea alla vicenda Ombrina ed a tutto quello che sta accadendo nel mare Adriatico «è da ingenui».

Il 6 giugno scorso il Comitato Tecnico di Via ha emesso il parere n. 1514, positivo con prescrizioni, per il progetto di perforazione di nuovi pozzi di coltivazione e adeguamento degli impianti esistenti per l'ottimizzazione del recupero di idrocarburi dal giacimento offshore "Rospo Mare" proposti dalla Edison s.p.a.
La società, oltre ad avere la concessione di Rospo Mare, possiede anche il pozzo di produzione di gas Santo Stefano 9, lo stesso a cui sarà collegato Ombrina Mare 2 (e anche Rospo Mare) attraverso una condotta sottomarina. È un caso?, vuole sapere Vacca.
«Ciò che salta all’occhio», precisa il deputato del M5s, «è l’assalto all’Adriatico da parte delle multinazionali del petrolio con il benestare del Governo non curante dei grossissimi rischi ambientali e per la vita delle popolazioni che comportano queste attività produttive».
Tra l’altro Rospo Mare, come Ombrina Mare, era stato bloccate dal decreto Prestigiacomo, tant’è che i pareri di VIA risultavano negativi. Si attendevano solo i decreti di rigetto delle istanze, ma non sono stati mai emanati. «E’ arrivata, invece», ricorda Vacca, «la modifica del decreto Prestigiacomo ad opera del Ministro Clini, molto vicino alle società petrolifere come ben ricordiamo con le vicende delle lettere Medoil-Clini.

Il duo Clini – Passera, ben succeduti dal tandem Guidi – Renzi, non ha mai nascosto la volontà di trasformare i mari italiani, ed in particolare l’Adriatico, in distretto minerario di idrocarburi. Ciò che inquieta è la celerità e l’impegno con cui si procede quando si deve dare una “mano” agli sfruttatori del territorio mentre non si registra mai la stessa efficienza e velocità quando si tratta di bonificare e riparare ai danni ambientali provocati da queste attività. Un esempio calzante sono le mega discariche abusive di Bussi, figlie della stessa Edison dei pozzi Rospo Mare, ancora lì in attesa di messa in sicurezza e bonifica. Siamo curiosi di apprendere quali siano le prescrizioni del Comitato Tecnico di Via sulla concessione Rospo Mare e quali siano, soprattutto, le garanzie che questa Società (la Edison) non si comporti come a Bussi, cioè creando inquinamento massiccio e lasciando il costo ed il peso del danno ambientale allo stato e alle popolazioni».

Per il deputato «gli intrecci tra le concessioni di trivellazioni nel mare Adriatico e la discarica di Bussi meritano di essere approfonditi», e per questo presenterà oggi una interrogazione parlamentare al Ministero dell'ambiente. In particolare chiederà conto della trattativa in corso per un piano di bonifica parziale che preveda la creazione di una bonifica 'legale' sempre a Bussi, «un regalo di fatto alla Edison in termini di costi, e se questo piano per Bussi sia in relazione con le concessioni così celeri e probabilmente con diversi vizi di forma, sulle istanze di coltivazione di idrocarburi a vantaggio della stessa Edison. Il tutto, ovviamente, a vantaggio delle lobbies che sostengono questo governo, come i precedenti, e a svantaggio della cittadinanza».