DISORDINE DEI CONTI

UdA, 18 rilievi pesanti del Ministero alla gestione amministrativa

Nuovo attacco al salario accessorio? Ma l’ex dg Napoleone tranquillizza

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UdA, 18 rilievi pesanti del Ministero alla gestione amministrativa




CHIETI. Ecco i rilievi del Mef (Ministero dell’economia e delle finanze) dopo l’ispezione alla d’Annunzio. La corposa relazione ispettiva di circa 130 pagine (anche in cd rom) è partita da Roma il 23 giugno scorso, è arrivata dopo quasi 20 giorni all’UdA ed è stata inviata oltre che al Rettore, alla Corte dei conti dell’Aquila ed al Miur (ministero istruzione, università e ricerca).
In burocratichese ha per oggetto: “Verifica amministrativo-contabile eseguita dal 21 ottobre al 13 dicembre 2013 presso l’università degli studi G. d’Annunzio di Chieti e Pescara”.
 Scrive la lettera di accompagnamento: i due dirigenti dei servizi ispettivi di Finanza pubblica hanno trovato «irregolarità e disfunzioni sintetizzate nell’unito elenco, in ordine alle quali si dovranno assumere le iniziative idonee a conseguirne la completa risoluzione», fermo restando che per ogni rilievo all’UdA dovrà fornire le controdeduzioni all’autorità vigilante.
Questa relazione, illustrata nell’ultima riunione del CdA, è stata inspiegabilmente secretata insieme all’elenco «di irregolarità emerse dalla verifica amministrativo-contabile»: in totale 18 rilievi, quasi tutti sull’attuale gestione amministrativa.
Infatti le irregolarità si riferiscono quasi tutte al periodo che va dal 2010 ad oggi. Si inizia dai ritardi nell’approvazione dei bilanci consuntivi, ai risultati d’esercizio negativi nel 2010 e 2012, all’elevato avanzo di amministrazione (espressione di non completa utilizzazione delle risorse), ai problemi del salario aggiuntivo e ad altro.

FORSE C’È UN NUOVO ATTACCO AL SALARIO ACCESSORIO DEI DIPENDENTI
Intanto per martedì prossimo il dg Filippo Del Vecchio ha convocato tutti i sindacati per illustrare loro i contenuti di alcuni rilievi dei «Revisori dei conti sull’accordo sindacale del 6 febbraio 2014 e le risultanze dell’ispezione del Mef».
 Ciò in quanto, da quello che si capisce, sotto accusa è ancora una volta il salario accessorio del personale tecnico-amministrativo, con la possibilità ventilata di un recupero dei soldi avuti in più in busta paga.
In realtà questo pericolo sembra infondato, non tanto perché non siano motivati sia i rilievi dei Revisori (anche questi inspiegabilmente tenuti riservati, anche se sono destinati ad essere conosciuti e discussi) sia quelli del Mef, quanto perché non è la prima volta che si cerca di delegittimare chi in passato ha deciso questo salario accessorio dal Rettore Franco Cuccurullo, al dg Marco Napoleone, al CdA allora in carica, ai sindacati che hanno firmato l’accordo della contrattazione decentrata.
Ma fino al 2010 tutto è stato chiarito ed accettato sia dal Mef che dal Miur.
«Il 2 febbraio 2010, una lettera del Mef, indirizzata anche al Miur, alla Corte dei conti dell’Aquila ed al Rettore approvò la scelta decisa dall’UdA per il salario accessorio – spiega Marco Napoleone, allora dg in carica – questa lettera, che è facilmente reperibile al protocollo, fa riferimento alla verifica amministrativa contabile che anche allora c’era stata. E dice testualmente: “quanto ai rilievi 14 e 15 sulla mancanza del prospetto delle voci per il fondo di produttività, il Miur, con nota 3760 del 7 novembre 2003, ha reso noto che le controdeduzioni hanno chiarito che l’obiettivo cui tende l’attuale linea di gestione riguarda i progressi reali della produttività che sono più significativi dei rilievi formali. Quindi l’obiettivo è condivisibile ed attuato, cioè l’Ima (salario accessorio) è ok, per cui si propone il superamento dei rilievi».
 Insomma il personale può stare tranquillo?
«Quando c’ero io e c’erano rilievi, inviavo le controdeduzioni (l’ultima sull’Ima era di circa 100 pagine) e tutto si chiariva – spiega Napoleone – allora l’accordo con i sindacati fu portato in Senato ed al CdA che lo approvarono, dando incarico alla Ragioneria di calcolare il quantum. Ora c’è la legge Brunetta che non ha cancellato quello che è stato deciso in passato, perché le nuove regole non possono essere retroattive. Sono curioso di sapere cosa contestano gli ispettori del Mef e quali saranno le controdeduzioni dell’UdA».

Sebastiano Calella

UDA, 18 CONTESTAZIONI DEL MINISTERO