REVISIONE

Consiglio regionale, centrosinistra accelera sulla revisione della legge elettorale

Commissione speciale che dovrà esaminare ed elaborare le proposte

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Consiglio regionale, centrosinistra accelera sulla revisione della legge elettorale




L’AQUILA. La maggioranza di centrosinistra accelera sulle questioni, annunciate nelle scorse settimane, della revisione della legge elettorale che tanti problemi ha causato nella proclamazione degli eletti delle recenti elezioni regionali e delle modifiche allo statuto regionale, in particolare per ampliare la rappresentanza delle opposizioni nell'ufficio di presidenza.
Il Consiglio regionale, nella seduta di oggi, la seconda della decima legislatura, ha istituito, votando un documento all'unanimità, una commissione speciale «con il compito di esaminare ed elaborare proposte di modifica allo statuto, delle leggi di attuazione dello stesso, nonché di procedere alla revisione della legge elettorale».
L'organismo ha la durata di un anno, prorogabile a due: ora sarà la conferenza dei capigruppo ad indicare i componenti che poi eleggeranno il presidente che sarà comunque di maggioranza.
La nuova istituzione sospende «la corrispondente competenza della commissione permanente, limitatamente all'esame degli affari trattati dalla stessa commissione speciale».
Nel documento approvato dal Consiglio tra le altre cose si ritiene «opportuno e necessario procedere alla revisione della legge elettorale alla luce del mutato assetto politico a livello nazionale e regionale». La decisione di istituire un nuovo organismo, sia pure per un massimo di due anni, nonostante la presenza di una commissione permanente, secondo quanto si è appreso, è legata alla necessità di velocizzare l'approvazione delle varie modifiche.
«Sulla mia proposta si sono trovati d'accordo le altre forze politiche - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio - dobbiamo fare un ragionamento per una legge elettorale più chiara e snella alla luce del nuovo scenario politico ma anche per trovare le modalità far partecipare le forze politiche regionali, espressione dei cittadini, alla vita di ogni organismo in seno alle istituzioni del consiglio regionale».
Intanto sempre in merito al tema elettorale il centrodestra aspetta di conoscere il responso del ricorso al Tar presentato (sarà discusso ad ottobre) per chiedere l’annullamento dell’esito delle scorse regionali perse da Chiodi e i suoi e vinte da Luciano D’Alfonso. Si contesta, tra le altre cose, la corretta applicazione della legge elettorale regionale promossa proprio dal centrodestra e si evidenzia una «idiosincrasia costituzionale» tra la legge regionale e la legge nazionale (la cosiddetta Tatarella) nel sistema di assegnazione dei seggi. Inoltre viene contestata l’illegittimità dell’ammissione delle candidature dell’attuale governatore e delle liste collegate perché «i nomi dei candidati sarebbero stati trascritti successivamente alle firme degli elettori presentatori». Il centrodestra ha denunciato anche un «difetto di compatibilità cronologica» , notando che «tutti i collegamenti recano la data del 24 o 25 aprile 2014» mentre le firme sarebbero state apposte prima della dichiarazione di apparentamento.