ECONOMIA

Imprese d’Abruzzo, aumentano i fallimenti ma tasso di crescita superiore alla media italiana

Nell’ultimo nate 2.450 attività, 1.435 quelle cessate

Redazione Pdn

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COMMERCIO, CRISI, NEGOZIO, CHIUSURA FALLIMENTO




ABRUZZO. Lievi segnali di ripresa per le imprese abruzzesi nel secondo trimestre 2014. Crescono i fallimenti mentre diminuiscono i concordati preventivi.

Il Registro delle Camere di commercio ha rilevato in Abruzzo la nascita di 2.450 imprese e la cessazione di 1.435, con un saldo trimestrale +1.015 (al netto delle cancellazioni di ufficio) che portano a 148.370 il totale dello stock di imprese esistenti al 30 giugno 2014 e producono un tasso di crescita dello 0,69, superiore a quello italiano (+0,59) e al quarto posto tra le regioni. E’ quanto riportato nel Cresa Informa n. 3-2014 che analizza i dati Infocamere, il Sistema informativo delle Camere di Commercio.
«Riguardo al territorio, durante il trimestre la provincia di Pescara ha manifestato la maggiore vivacità con un incremento del tessuto imprenditoriale di 350 unità e un conseguente tasso di crescita pari a 0,97, che la pongono al 4° posto nella graduatoria delle province italiane. Tutte le altre province hanno registrato risultati positivi tra i quali spicca il tasso di crescita di Teramo (+0,71) e il saldo di Chieti (+256). Anche L’Aquila mostra andamenti in aumento ma meno rilevanti» afferma il presidente del Cresa Lorenzo Santilli.

Considerando lo stock di imprese registrate si osserva che l’andamento congiunturale è stato positivo per tutti i settori: agricoltura (+109 imprese pari al +0,4%), costruzioni (+ 19 pari al +0,1%), imprese manifatturiere (+62 pari a +0,4%) commercio (+301 pari al +0,9%), alloggio e ristorazione (+132 pari al +1,3%). Considerando invece le variazioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si nota che persistono ampie sacche di difficoltà evidenziate da andamenti abbastanza differenziati, negativi, tra gli altri, per agricoltura (-3,4%), attività manifatturiere (-1,1%), costruzioni (-2,1%) e positivi, ad esempio, per commercio (+0,6%) e alloggio e ristorazione (+1,7%).
Per l’artigianato il secondo trimestre 2014 sembra aver segnato una fase di lievissimo recupero considerando che le 521 nuove iscrizioni hanno superato le 515 cancellazioni, dando luogo a un tasso di crescita leggermente positivo (+0,02), minore di quello medio nazionale (0,14), ma in ripresa rispetto a quello negativo del I trimestre (-1,80). Se si considera però lo stock di imprese registrate si osserva che sono arrivate a 33.333 unità, con un lieve calo rispetto al trimestre precedente (-35 imprese pari a -0,1%).

Con maggiore dettaglio territoriale, le province hanno fatto rilevare valori generalmente negativi delle variazioni trimestrali dello stock di imprese registrate e dei tassi di crescita, con situazioni difficili a Chieti (-10 imprese pari a un tasso di crescita di -0,10) e Pescara (-15 imprese, -0,19).
Riguardo ai singoli settori si evidenzia che l’andamento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è negativo per la quasi generalità di essi (ad es: agricoltura: -3,0%; costruzioni: -4,7%; attività manifatturiere: -3,2%; commercio -1,6%), mentre quello congiunturale presenta più diffuse variazioni positive quali, tra le altre, l’alloggio e ristorazione (+0,3%).
«I dati Infocamere danno informazioni anche sull’andamento dei fallimenti e dei concordati preventivi. Tra aprile e giugno 2014 in Abruzzo i fallimenti sono stati 89, in aumento del 34,8% rispetto allo stesso trimestre del 2013 (in Italia: +15,5%) mentre i concordati preventivi (13) sono diminuiti del 38,1% (in Italia: -21,7%)», sottolinea il direttore del Cresa Francesco Prosperococco.