CONSIGLIO REGIONALE

L’Abruzzo ambizioso di D’Alfonso e le risorse per lo sviluppo

Ieri il dibattito in consiglio regionale che avvia ufficialmente la X Legislatura

Redazione Pdn

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L’Abruzzo ambizioso di D’Alfonso e le risorse per lo sviluppo



ABRUZZO.  «Voglio un Abruzzo ambizioso che si ingegni ad attivare nuovi interessi». Così il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha rilanciato la sua idea di Abruzzo intervenendo nel dibattito in Consiglio regionale sul programma di legislatura illustrato nella seduta di apertura della Decima Legislatura. «Non voglio un Abruzzo - ha rilanciato - che si accasci e rimanga passivo sugli attuali interessi, ma penso invece ad un Abruzzo che abbia la forza e la volontà di aprire nuovi orizzonti di crescita e di sviluppo».
 Tra i numerosi interventi anche quello dello sfidante di D'Alfonso, il presidente uscente e candidato del centrodestra, Gianni Chiodi: «Innanzitutto desidero congratularmi con il Presidente della Giunta Regionale per il risultato elettorale ed augurargli 'buon lavoro' nell'interesse della nostra terra - ha spiegato Chiodi - per quanto mi riguarda sono profondamente grato a tutti gli abruzzesi per il privilegio e l'onore che mi hanno concesso: quello di essere il loro Presidente per cinque anni e mezzo. Anni invero durissimi: tra catastrofi naturali, crisi economica, sanità da ricostruire, indebitamento gigantesco. Comunque, quello abbiamo cercato di fare e che in gran parte siamo riusciti a fare, è stato nell'interesse di ogni abruzzese, anche se non nell'interesse di ogni categoria, corporazione e gruppo di pressione».
 Secondo Chiodi, «dobbiamo dire a chi lavora duramente che questa non è più la Regione dei privilegi, da oggi inizia una nuova legislatura che vede il centrodestra all'opposizione. Personalmente continuerò a servire l'Abruzzo da un altro ruolo e la mia opposizione sarà sì quella di un 'Presidente emerito' ma sarò, anzi saremo, un baluardo affinché certe pratiche del passato non riemergano».
Nell’aula consiliare da parte del centrodestra è stato sventolato ancor auna volta lo spettro dei poteri forti che in qualche modo avrebbero impedito o ostacolato l’agire della giunta Chiodi. Lo stesso Chiodi più volte nei passati 5 anni ha più volte denunciato pressioni e interventi non meglio identificati di lobbies e popteri occulti senza mai essere preciso e denunciare fatti e persone.
E come già in passato Chiodi sul punto è stato fermato e redarguito pesantemente da Camillo D’Alessandro che ha chiesto per l’ennesima volta all’ex presidente di «fare nomi e denunciare per fermare questi poteri forti, altrimenti è solo una scusa per non essere riusciti a fare»

PIOGGIA DI FONDI PER LO SVILUPPO
Intanto piovono finanziamenti per lo sviluppo in Abruzzo che saranno utilizzati in vari settori in crisi.
432 milioni di euro arrivano dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
«Il percorso per definire la nuova programmazione prosegue con una serie di incontri con partenariato, mondo agricolo e sindacale e a breve sarà presentata in Commissione europea», spiega l'assesore all'Agricoltura Dino Pepe
Si tratta dello strumento che mette a disposizione delle imprese agricole una serie di misure a sostegno degli investimenti al fine di orientare lo sviluppo rurale della Regione secondo gli obiettivi delle politiche comunitarie. Il programma di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 ha a disposizione esattamente 432,8 milioni di spesa pubblica con una compartecipazione del fondo europeo agricolo di sviluppo rurale di 207 milioni (48%) dello Stato per 157 milioni (36,4%) e della Regione per 67 milioni (15,6%). Sei sono le priorità: innovazione e formazione, competitività del sistema e redditività delle aziende agricole, organizzazione di filiera e gestione del rischio, ambiente: valorizzazione degli ecosistemi agricoli e forestali, gestione efficiente e sostenibile delle risorse, diversificazione delle economie rurali (occupazione, servizi alle persone).
Per i prossimi sette anni l’Abruzzo potrà contare su oltre due miliardi di euro divisi in cinque programmi operativi.