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Ex Cofa, dopo demolizione serve indagine ambientale completa

Arta: «criticità nelle coibentazioni e nei serbatoi che probabilmente contengono amianto»

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Ex Cofa, dopo demolizione serve indagine ambientale completa




PESCARA. Va avanti la procedura per definire la demolizione del complesso Ex Cofa.
Sabato Everina Di Filippo, responsabile dell’Ufficio Amministrazione beni immobili, e l’ingegnere Daniele Torrecchia hanno rimesso una relazione dettagliata al presidente Luciano D’Alfonso che vorrebbe arrivare quanto prima alla demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo. 
Sul futuro dell’area c’è ancora incertezza, si è parlato di una sede di Eataly di Oscar Farinetti, l’imprenditore vicino a Matteo Renzi, ma anche altri imprenditori abruzzesi sarebbero interessati all’area e nei giorni scorsi si sono registrati timidi segnali di interessamento, come alcuni sopralluoghi per visionare la zona.
All’inizio del mese è stata inviata la documentazione tecnica ai Vigili del Fuoco per una loro definizione della stima dei costi. Saranno infatti loro a dover procedere all’abbattimento. E’ stato chiesto all’Arta, invece, un sopralluogo finalizzato alla predisposizione dello studio preliminare dell’area.
Il 10 luglio scorso i tecnici dell’Agenzia regionale, Giuseppe Ferradini, Marco Giansante, Rocco Carlucci e Mauro Campanella hanno rilevato che le criticità sono concentrate nella sala macchine, «dove occorre eseguire delle analisi preliminari ai liquidi presenti in alcune buche e al terreno».
Inoltre, i tecnici hanno indicato che bisogna smantellare i macchinari, le tubazioni di distribuzione e gli impianti elettrici prima della demolizione della struttura. Visionando la sala macchine sono state segnalate criticità nelle coibentazioni delle tubazioni e nei serbatoi che probabilmente contengono amianto. Altri elementi contenenti amianto potrebbero emergere durante le demolizioni e dunque l’Arta consiglia di prevedere la presenza di una ditta specializzata in rimozione amianto durante le operazioni di smantellamento.

Per quanto riguarda i rifiuti presenti nell’area, si ritiene debbano essere trattati come rifiuti solidi urbani e pertanto smaltiti attraverso l’azienda municipalizzata preposta.
I tecnici hanno anche rilevato che prima di un qualsiasi uso futuro dell’area, occorrerà provvedere ad un indagine ambientale completa, in quanto la zona risulta a valle di un sito contaminato (l’area Di Properzio).
Relativamente alle demolizioni dei manufatti si è proceduto ad una verifica dello stato delle coperture dei capannoni. Da un esame a vista è emerso che le coperture sono realizzate in laterizio prefabbricato, «montati in opera a conci e senza caldana superiore». Si è proposto di interessare il Servizio Tecnico Regionale dei Lavori Pubblici (che si occupa della redazione e dell’aggiornamento del Prezzario Regionale) per effettuare un’analisi dei prezzi specifica per la demolizione dei padiglioni.
Si è poi calcolata la cubatura reale delle macerie dei padiglioni per avere dei valori più precisi da inserire in computo.