CRISI

Mario Negri Sud, D’Alessandro: «svelerò i nomi di chi lo ha distrutto»

Ieri la contestazione dei sindacati per la sua nomina

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Mario Negri Sud, D’Alessandro: «svelerò i nomi di chi lo ha distrutto»

Camillo D'Alessandro




ABRUZZO. «Capisco i sindacati e soprattutto il disagio dei ricercatori per la condizione in cui versano ed in cui versa il Mario Negri sud, ma sbagliano il tiro e così fanno un cattivo servizio alla verità, che al Mario Negri va svelata fino in fondo».
Così Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del Pd e braccio destro di Luciano D’Alfonso, replica ai sindacati che hanno contestato la sua nomina all’interno del cda.
«E’ una nomina deludente, se confermata», avevano detto ieri Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Ernesto Magnifico (Fisascat Cisl) e Rita Candeloro (Cgil Abruzzo). «Non per la persona, ma perché abbiamo sostenuto e chiesto che si individuasse una persona autorevolmente “competente” per le attività che la Fondazione produce e per intervenire sul rilancio del Centro e della ricerca nella nostra Regione, affiancata da altrettanta competenza nelle analisi di bilancio».


D’Alessandro spiega che nel cda di giovedì non è stata assunta alcuna deliberazione circa la mobilità dei lavoratori: «il presidente Garattini ha comunicato l'esecuzione di due delibere del Cda , precedenti, di febbraio e Marzo, ben prima dell'insediamento della nuova giunta regionale: ovvero piano di risanamento e licenziamenti, decisioni già assunte , ma non eseguite in campagna elettorale». D’Alessandro sottolinea di aver contestato durante il Cda il piano di risanamento: «prevedeva solo tagli e nessuna indicazione di nuove entrate, ovvero nuove commesse , per le quali la nuova giunta avvia un tavolo tecnico per individuare possibili commesse, da proporre anche alle altre regioni del centro sud d'Italia».
Ma il consigliere regionale alza il tiro e attacca: «le modalità con cui la maggioranza di centrodestra ha deliberato, con legge, la partecipazione alla Fondazione è un imbroglio , ovvero c'è scritto che la partecipazione non comporta oneri aggiuntivi in capo al bilancio regionale, ciò significa che le perdite non possono essere ripianate, salvo con nuova legge ,con fondi da individuare».
Infine la promessa: «svelerò tutta la verità sul Mario Negri, di chi ha ridotto in queste condizioni il prestigioso istituto di ricerca a partire dall'incomprensibile trasformazione in Fondazione».