UN BUCO NELL'ACQUA

Ombrina, la Regione prepara le osservazioni. Mazzocca: «siamo in zona Cesarini»

Per l’assessore «la situazione non è delle migliori»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2021

Mario Mazzocca

Mario Mazzocca




ABRUZZO. La Regione si attiva per manifestare le proprie determinazioni sullo stato dell'iter autorizzativo di "Ombrina Mare 2", il progetto della multinazionale Medoilgas che dovrebbe sorgere a circa 6 km dalla costa teatina, tra Ortona e Vasto, nell’ambito del Parco Nazionale della Costa Teatina.
Il presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore all’Ambiente Mario Mazzocca hanno convocato due incontri sulla questione. Il primo si è svolto ieri mattina ed è stato di natura tecnica tra l’assessore e tutti i soggetti di derivazione regionali e le direzioni direttamente o indirettamente interessate, finalizzato alla discussione e reperimento di tutti i rilievi tecnico-amministrativi affinché gli stessi possano essere trasformati in osservazioni al procedimento di VIA instaurato da tempo dal competente Ministero dell’Ambiente (c’è tempo fino al 29 luglio per presentarle).
Nel pomeriggio si è tenuto un secondo incontro di tipo istituzionale con i sindaci e i rappresentanti delle amministrazioni provinciali di Chieti e Pescara, territori interessati dal progetto della Medoilgas.

Il Ministero dell'Ambiente nei mesi scorsi ha chiesto l'espletamento di una valutazione ambientale più ampia, comprensiva di una procedura Aia. La Medoilgas si è opposta a questo provvedimento del Ministero facendo ricorso al Tar Lazio, il quale si è però espresso per il non accoglimento con decisione del 16 aprile 2014.
«Ci troviamo ad affrontare l’intera vicenda in una fase ormai conclusiva della seconda procedura di Valutazione impatto ambientale nazionale», fa notare l’assessore Mazzocca.
«La Regione si farà parte attiva e diligente nell’ambito della procedura, attiverà tutti gli strumenti al fine di avanzare le proprie diverse osservazioni, proponendosi per un doveroso ruolo di raccordo tra tutti i portatori di interesse (associazioni incluse) anche al fine di corroborare al meglio le proprie osservazioni tecniche che entro il 29 luglio anche gli stessi dovranno formalmente produrre al Ministero».

«LA SITUAZIONE NON E’ DELLE MIGLIORI»
«La situazione» prosegue Mazzocca «non è delle migliori. E non solo per l’entrata in campo dell’istituzione regionale, se non tardiva, comunque in piena 'zona Cesarini', ma anche e soprattutto per la posizione del governo sul progetto in questione».
Nel maggio scorso, infatti, la sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo, rispondendo alla interpellanza presentata dal deputato di Sel, Gianni Melilla, sullo stato dell'iter autorizzativo di Ombrina Mare 2 e sulla evidente incompatibilità tra questo progetto petrolifero e il Parco Nazionale della costa teatina, fornì argomentazioni assolutamente non rassicuranti.

Il ministero sottolineò come «la valutazione d'impatto ambientale dei progetti presentati non può essere preconcetta e basata esclusivamente sul 'sentito' dell'opinione pubblica e sulle pur legittime istanze degli amministratori territoriali locali. Essa è, piuttosto, la risultanza di una complessa istruttoria tecnica condotta da un organismo che opera autonomamente».
Il sottosegretario Velo ha, comunque, ricordato che in caso di esito positivo della fase propedeutica di valutazione di impatto ambientale, l’iter non potrà dirsi concluso ma il dicastero potrà avviare la conferenza dei servizi decisoria per acquisire gli ulteriori atti autorizzativi per la realizzazione del progetto.