STATISTICHE

Istat, ecco come è cambiato l’Abruzzo in 10 anni

Cresce a due cifre il non profit, arretra la Pa, si ristruttura l’impresa

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1551

Istat, ecco come è cambiato l’Abruzzo in 10 anni





ABRUZZO. Rispetto al censimento del 2001, cresce il numero delle imprese rilevate e – in misura minore – quello degli addetti; si accentua quindi la frammentazione del sistema imprenditoriale abruzzese, in cui prevalgono imprese di piccole e piccolissime dimensioni.
Si ridimensiona l’occupazione nelle attività industriali mentre si consolida il processo di terziarizzazione del sistema produttivo; incrementi significativi si registrano nel settore Commercio, alberghi e ristorazione
 e in quello dei Servizi alle imprese.
E poi c’è il  non profit abruzzese che cresce a due cifre nell’ultimo decennio, sia in termini di istituzioni sia per numero di addetti. L’incidenza di istituzioni rispetto alla popolazione residente pone l’Abruzzo al terzo posto rispetto alle restanti regioni del Sud Italia (55,6 istituzioni ogni 10mila abitanti), ben al di sopra del dato di ripartizione e con un’incidenza maggiore di quella nazionale.

L’Istat, in collaborazione con Unioncamere nazionale, ha presentato una sintesi dei principali risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, arricchita da confronti territoriali.
Innovativa nel metodo e nelle tecniche di rilevazione, l'operazione censuaria si è caratterizzata per un uso capillare del web da parte dei soggetti coinvolti nella compilazione dei questionari.
La rilevazione sulle imprese e quella sulle istituzioni non profit sono state affidate alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, che hanno costituito gli Uffici Provinciali di Censimento.

    IMPRESE: DIECI ANNI DI TRASFORMAZIONI

Al 31 dicembre 2011, le imprese attive in Abruzzo sono 100.784, il  13% in più rispetto al 2001 (+8,4% la variazione a livello nazionale). Sotto il profilo territoriale, la crescita relativamente più sostenuta si rileva nella provincia di Pescara (+16,9%). Le micro-imprese con 0-9 addetti costituiscono il 95,9% del totale e assorbono il 56% degli addetti.
Le imprese della regione occupano 197.138 lavoratori dipendenti, 112.887 indipendenti, 5.644  esterni e 3.261  temporanei. Gli addetti nelle unità locali ubicate nella regione sono più numerosi di quelli complessivamente impiegati dalle imprese abruzzesi: ciò indica la presenza in Abruzzo di unità produttive con centro direzionale localizzato altrove. La dimensione media delle imprese abruzzesi (3,1 addetti per unità locale) è inferiore al valore nazionale (3,4) ma superiore al dato del Sud Italia (2,8).
Le innovazioni legate a questa tornata censuaria consentono, per la prima volta, di restituire informazioni sulle caratteristiche demografiche dei dipendenti e sulle principali modalità del loro rapporto di lavoro: il 63,2% dei dipendenti delle unità locali ha la qualifica di operaio, il 30,4% di impiegato e il 2,3% di dirigente/quadro. La maggiore quota di operai registrata in Abruzzo rispetto all’analogo valore nazionale (53,6%) riflette la struttura produttiva che caratterizza la regione.
Le imprese con struttura aziendale (almeno 3 addetti) che operano su mercati non esclusivamente locali sono il 37,5%; il 25,2% estende la sua azione sul mercato nazionale e il 12,3% è presente anche su quello internazionale.

    CRESCE IL RUOLO DEL NON PROFIT, IL COMPARTO PIÙ DINAMICO DELLA REGIONE

Le organizzazioni non profit attive in Abruzzo al 31 dicembre 2011 sono 7.261 (+32,5% sul 2001, anno dell'ultima rilevazione censuaria del settore). Nelle 8.156 unità locali insediate nel territorio regionale operano
9.395 addetti, 4.429 lavoratori esterni e 91.904 volontari. Rispetto al 2001, il personale dipendente cresce del 27,7%.
Cultura, sport e ricreazione è il settore di attività di gran lunga prevalente nel quale si concentrano 5.090 istituzioni, pari al 70,1% del totale. I tre principali settori per numero di addetti delle unità locali sono: Assistenza sociale e protezione civile, Sanità, Sviluppo economico e coesione sociale; essi impiegano - nel complesso - il 71,6% degli addetti.
La forma giuridica più diffusa nel non profit abruzzese, in linea con il resto del Paese ma con una maggiore dinamica espansiva, è quella dell’associazione non riconosciuta (69,7% delle istituzioni). Rispetto al 2001, sono le “altre forme giuridiche” a presentare la dinamica più sostenuta del numero di istituzioni (+120%); seguono le fondazioni (+94,2%).

I volontari sono un elemento cardine del non profit abruzzese; il 75,2% di essi è concentrato in due soli settori: Cultura, sport e ricreazione, Assistenza sociale e protezione civile. Il più alto numero di volontari per unità locale si registra invece nel settore Ambiente (20,8).

    L’INVERSIONE DI TENDENZA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Al 31 dicembre 2011 si contano sul territorio abruzzese 439 istituzioni pubbliche, con una flessione pari a
-16,5% rispetto alla precedente rilevazione del 2001. In linea con il dato nazionale la diminuzione degli addetti (-11,6%). Aumentano i lavoratori esterni (+87,8%) ma quelli temporanei (ex interinali) diminuiscono del 18,7%; nel complesso il personale effettivo in servizio registra una contrazione pari a -7,7%; i volontari si riducono di circa un terzo (-31,6%). Nel decennio intercensuario cala anche il numero delle unità locali, da 2.774 a 2.646 (-4,6%).
Nel 2011, i dipendenti attivi nelle unità locali sono oltre 62mila (-15,7%), al netto dei militari e delle forze di polizia. Forti contrazioni del numero di addetti si registrano per le “altre istituzioni pubbliche” (-34%), la Regione (-24,8%) e i Comuni (-18,4%) nonché per le sedi periferiche degli Organi costituzionali o a rilevanza costituzionale e dell’Amministrazione dello Stato (compresa la scuola) che operano nella regione (-17,0%).

+++ TUTTI I DATI