LA PROTESTA

Animalisti contro la sagra del cinghiale: «è illegale, denunceremo gli organizzatori»

La carne non può essere venduta, al massimo deve essere offerta gratuitamente

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Animalisti contro la sagra del cinghiale: «è illegale, denunceremo gli organizzatori»





ABRUZZO. Tempo di ferie e di vacanze; e cosa c'è di più bello che organizzare e partecipare alle sagre di paese e di quartiere? Prodotti tipici e non, che per una sera diventano i protagonisti, una tradizione che caratterizza l'Italia nel mondo.
Ma non tutte sono legittime, sostengono gli Animalisti diretti dall’ex consigliere regionale dei Verdi, Walter Caporale, «soprattutto se la sagra è dedicata ad un animale selvatico che può essere catturato solo con la pratica della caccia e che per legge non può essere commercializzato».
«Annunciare la vendita di carne di cinghiale é illegale e perseguibile per legge», denuncia Caporale: «le forze dell'ordine hanno l'obbligo di bloccare ed interrompere la vendita di carne di animali selvatici, nelle sagre paesane. La carne degli animali uccisi per divertimento, per sadismo dai cacciatori non può e non deve essere venduta: deve essere offerta gratuitamente».
E Caporale cita la legge 11 febbraio 1992, n.157 che all'articolo 21, comma 1 lettera t, testualmente sancisce “E' fatto divieto commerciare fauna selvatica morta non proveniente da allevamenti per sagre e manifestazioni a carattere gastronomico”.
Dunque l'Associazione “Animalisti Italiani Onlus” annuncia che denuncerà tutti gli organizzatori delle numerose sagre del cinghiale e di tutte le altre specie cacciabili utilizzate per queste feste estive. Per il momento non sarebbe in programma nessuna azione dimostrativa a differenza di quello che accadde qualche mese fa a Torino in occasione della festa degli arrosticini organizzata dalla «Famiglia Abruzzese e Molisana». Come raccontò il quotidiano la Stampa un gruppo di vegani imbrattò i teloni con vernice indelebile e tranciò i cavi elettrici per fermare la festa.
Il danno fu ingente, ma l’assalto non fermò la festa che fece registrare circa 8 mila le persone, in tre giorni di evento, per un totale di 20 mila arrosticini distribuiti.