POLITICA ED ESPERIENZA

Abruzzo. Romantici, ‘scordarelli’ e laureati: ecco i curricula della giunta D’Alfonso

Il presidente sta per prendere la terza laurea ma ha dimenticato un ‘particolare’

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Abruzzo. Romantici, ‘scordarelli’ e laureati: ecco i curricula della giunta D’Alfonso

La giunta D'Alfonso



ABRUZZO. C’è l’amante della sintesi, il didascalico, il sentimentale («mi sono sposato il giorno di San Valentino»), il coerente («socialista da sempre»), quello che si incensa da solo e pure lo ‘scordarello’ (in realtà sono due) che dimentica di menzionare recentissime e importantissime parentesi della propria carriera politico amministrativa.
Sono i curricula del presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e dei suoi assessori presenti da qualche giorno sul sito istituzionale. Tutti laureati, tranne Lolli che a quanto pare ha mancato solo la tesi dopo 5 anni passati sui libri, tutti con un passato di amministratori pubblici di prima o seconda fila.
Ineguagliabile il curriculum del presidente, ben sei pagine. Agli altri è bastata una facciata di un foglio A4.
Così si legge che D’Alfonso vola verso la terza laurea dopo quella conseguita in Scienze Politiche nel 1999 a Teramo (110) e quella di Filosofia nel 2004 a Chieti (110). Il prossimo traguardo sarà la laurea in Giurisprudenza all’Università di Campobasso dove per il momento ha già fatto 20 esami con la media del 28,5. Ancora studente, dunque, ma già docente universitario, più volte dal 2000 ad oggi tra Teramo (facoltà di Scienze della comunicazione e Scienze politiche ) e Chieti (Scienze della Formazione, Architettura, e Filosofia nel 2004-2005, poco dopo essersi laureato e non mancarono polemiche).
 D’Alfonso è stato nominato Cavaliere della Repubblica nel 2002 e Commendatore nel 2005, è cittadino onorario di Ramallah oltre che di Manoppello, Abbateggio, Moscufo, Salle e Lettomanoppello.
Ha cominciato a lavorare nel 1991 (e fino al 94) come esperto full time alle dipendenze del Ministero del Lavoro e contemporaneamente anche consigliere di amministrazione del Ciapi. Dal 1999, e ancora oggi, è assunto come esperto alle dipendenze dell’Anas dove si occupa di «programmazione e di assistenza ai vertici societari per la gestione delle iniziative strategiche»
Tra le esperienze politiche è ben evidente, però, un buco, ovvero il presidente non ha menzionato la sua seconda elezione al Comune di Pescara, quella del 2008, finita tragicamente con l’arresto. Ovviamente non ci sono indicazioni sulle sue vicende processuali, ma sarebbe stato strano il contrario. Così la quasi laurea in giurisprudenza resta  l’unico particolare che definisce l’esperienza recente con la materia giuridica dell’attuale presidente.
C’è un buco anche nel curriculum di  Donato di Matteo, 56 anni, laureato in medicina, medico di base e guardia medica a San Valentino, già assessore ai Trasporti nell’era Del Turco. Oggi si occupa di Lavori Pubblici, Urbanistica, Parchi, Riserve e Montagna, Emigranti e Impiantistica Sportiva. In passato è stato anche  presidente dell’Aca spa (dal 1994 fino al febbraio 2005) anche se nel documento pubblicato nella pagina dell’assessore non vi è alcuna traccia.

Una dimenticanza o una censura?, chiede Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.
Eppure le vicende dell’Aca sono state una spina nel fianco di Di Matteo fino a qualche mese fa quando proprio Rifondazione lo giudicava «incandidabile» e lui sventolava il suo proscioglimento nell’ambito dell’inchiesta sull’acqua avvelenata di Bussi.
Dal processo Di Matteo si è salvato spiegando che non leggeva la posta che arrivava nel suo ufficio.
«I cittadini abruzzesi, tutti, hanno il diritto di conoscere fino in fondo le “esperienze amministrative” pregresse della nuova giunta regionale alle dipendenze di Luciano D’Alfonso o no?», chiede Di Sante. 

L’unico assessore che non può vantare il celebre ‘pezzo di carta’, come detto, è il vice presidente Giovanni Lolli, 63 anni, sposato.
Nel suo curriculum racconta di aver frequentato la Facoltà di Medicina, presso l'Università degli studi di Bologna, fino al quinto anno, sostenendo tutti gli esami del Piano di studi. Ha poi abbandonato «per intraprendere la carriera politica». Nell’85 diventa consigliere comunale a L'Aquila, è stato Segretario regionale del PCI in Abruzzo, deputato per una legislatura e adesso è l’unico esterno (non eletto) della squadra di D’Alfonso.

E’ laureato  in architettura, invece, Mario Mazzocca, 53 anni, che si definisce  «socialista dalla nascita».
Dal 1998 è progettista, pianificatore urbanistico e consulente tecnico prevalentemente nel settore degli enti locali e nell´ambito della provincia pescarese. E’ stato per 10 anni (dal 2004 al 2014) sindaco di Caramanico.

Silvio Paolucci, il super assessore alla Sanità, Programamzione, Risorse Umane e Rivoluzione della Pubblica Amministrazione,  37 anni, si è laureato alla Bocconi. Il suo è uno dei curriculum più informali, scritto in prima persona, con un occhio ai sentimenti: «vivo a Tollo, paese con gente laboriosa, che ha saputo realizzare una economia legata al lavoro della terra e costruire strutture di livello nazionale», «mi sono sposato con Maria Pia il giorno di San Valentino del 2009. Dal nostro matrimonio sono nati Giuseppe e Matteo. Con la mia famiglia condivido la passione per lo sport e la montagna».  
 Dal 2002 al 2003 ha lavorato presso il Settore Economico Finanziario della Provincia di Pescara come Consulente mentre dal 2003 fino al 2009 nel Settore Politiche Attive del Lavoro e della Formazione Professionale come Consulente Amministrativo.  Iscritto al PDS nel 1998 e poi ai DS dal 1999, «mi occupo da sempre di politica».  Dal 2009, dopo gli arresti che sconvolsero il Pd, ha preso le redini del partito.

Poi c’è Dino Pepe,  45 anni, laureato in economia ad Ancona, ha vissuto 9 mesi in Francia nel periodo dell’Università. Dal 1998 è dipendente della Banca Picena Truentina. Sindaco di Torano Nuovo nel 2004 e riconfermato nel 2009 ha scritto nel curriculum: «i migliori testimoni del suo operato politico sono gli abitanti di Torano che hanno trovato un interlocutore sempre attento e disponibile. Indifferente alle polemiche sterili e diatribe vive la politica come servizio alla cittadinanza».
Chiude Marinella Sclocco, 37 anni, laureata in Psicologia a Chieti dove è stata anche assistente di cattedra di Psicologia del lavoro e di Statistica sociale. Consigliere di quartiere e presidente Commissione Cultura del Comune di Pescara è stata prima consigliere provinciale (2004) e poi regionale (2008). Oggi gestisce l’assessorato alle politiche sociali, suo cavallo di battaglia.

E forse ha ragione il presidente D’Alfonso quando dice: «io non guardo i curricula perché parlano del passato, a me interessa il futuro e quello che una persona saprà fare».

Alessandra Lotti