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Partiti vogliono il raddoppio delle firme per chiedere referendum

M5S: «cittadini nell’angolo»

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Partiti vogliono il raddoppio delle firme per chiedere referendum




ROMA. «Pd, Nuovo centrodestra, Lega e Forza Italia si preparano a mettere sempre più nell'angolo i cittadini».
Il blog di Beppe Grillo lancia l'accusa, con un post firmato dal gruppo del Movimento 5 stelle al Senato e annuncia che dopo le firme quintuplicate per presentare una legge d’iniziativa popolare (250 mila firme e non più 50mila) ora arriva il raddoppio delle sottoscrizioni per i referendum abrogativi.
Una proposta «inaccettabile», secondo i grillini, «che è non barattabile con un leggero abbassamento del quorum».
Infatti nella commissione Affari costituzionali del Senato i relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli hanno presentato un emendamento che porta da 500mila a 1 milione le firme necessarie per presentare un referendum abrogativo.
Tutti gli emendamenti sui referendum sono stati al momento accantonati, ma il Movimento Cinque Stelle annuncia battaglia: «è una proposta inaccettabile. Il M5S è per Quorum Zero, solo con l'abolizione di quest'ultimo è prefigurabile un aumento delle sottoscrizioni necessarie. Tra l'altro il Movimento 5 stelle aspetta ancora un emendamento promesso dai due relatori (ad oggi mai arrivato) che introduce tempi certi per la discussione delle leggi popolari e l'introduzione di referendum propositivi e deliberativi a garanzia del rispetto dello spirito delle leggi d'iniziativa civica nel caso queste vengano stravolte o non votate dal Parlamento».
«Il tradimento dei referendum e quindi dei cittadini - sostiene il gruppo M5S a palazzo Madama - è nel 'dna' dei partiti. Pensiamo in primo luogo a quello per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti del 1993».

LA GHIGLIOTTINA
La commissione ha approvato, poi, un emendamento dei relatori al ddl Riforme che modifica l’articolo 72 della Costituzione. La modifica prevede una corsia preferenziale per la discussione e l’approvazione in Parlamento dei disegni di legge indicati dal governo come “essenziali per l’attuazione del programma“: i ddl in questione dovranno essere posti in votazione entro 60 giorni dalla richiesta dell’esecutivo. Viene, in pratica, inserita in Costituzione la fattispecie della cosiddetta “ghigliottina“.