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Stoccaggio gas nel Chietino: «19 Comuni vivranno con l'incubo del terremoto»

Il Forum acqua: «negli atti emergono passaggi paradossali sui rischi per la popolazione»

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Stoccaggio gas nel Chietino: «19 Comuni vivranno con l'incubo del terremoto»




CHIETI. Lo scorso 19 giugno il Ministero dell'Ambiente ha firmato il decreto 195 con il quale ha rilasciato la Valutazione di Impatto Ambientale positiva per lo stoccaggio di gas nel sottosuolo denominato Poggiofiorito ma ricadente nel comune di San Martino sulla Marrucina in provincia di Chieti da parte della società Gas Plus Storage.
Una scelta contestata dal Forum abruzzese dell’acqua che ha fatto notare come nelle prescrizioni si sottolinei che «qualora la microsismicità riconducibile alle attività di esercizio dello stoccaggio eguagli o superi la Magnitudo Locale 3.0 (Richter, ndr), dovranno essere adottati dal soggetto gestore responsabile tutti gli accorgimenti opportuni atti a riportare la Magnitudo Locale massima dei sismi a valori inferiori a 2.0».
«Decine di migliaia di cittadini», denuncia il Forum, «per decenni dovranno convivere con il rischio sismico derivante dallo stoccaggio gas». In profondità saranno stoccati fino a 157 milioni di metri cubi di gas, immesso nel sottosuolo in pressione in estate e pompato in superficie in inverno.

Come è noto sono molte le variabili da considerare nel determinare gli effetti a distanza di un sisma. Il Forum Acqua ha provato a contare i comuni abruzzesi che ricadono in un raggio di 10 km dal punto di re-iniezione, una distanza relativamente piccola nel campo dei terremoti.
«Siamo arrivati alla cifra di 19 comuni per 44.000 abitanti», spiega Augusto De Sanctis. «Ci sono Guardiagrele, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, S. Martino sulla Marrucina, Filetto, Orsogna, Bucchianico, Arielli, Ari, Canosa Sannita, Poggiofiorito, Villamagna, Giuliano Teatino, Vacri, Crecchio, Roccamontepiano, Rapino, Pretoro, Casalincontrada. Il capoluogo di Chieti è situato a soli 11 chilometri. In realtà il risultato sarebbe stato ancora più preoccupante considerando non già il punto in cui saranno scavati i pozzi ma i confini dell'area di concessione che è vasta circa 1.050 ettari».
Infatti nel sottosuolo il gas occuperà una superficie molto ampia espandendosi anche lateralmente rispetto al punto di immissione in sottosuolo. «Pertanto, se si tiene conto di questo aspetto, il centro abitato di Chieti viene a trovarsi a 8,6 km dal perimetro della concessione. Ne consegue che i cittadini residenti in tutta quest'area assommano a quasi 100.000», fa notare De Sanctis

Ma leggendo il parere del comitato VIA nazionale gli ambientalisti hanno scovato altri passaggi quanto meno paradossali che aumentano la preoccupazione.
«L’applicazione del cosiddetto "Principio di Precauzione" lascia interdetti: da un lato sembra mettere le mani avanti sottolineando che "in osservanza di tale Principio non viene reso un parere positivo alla realizzazione dell'opera ma viene semplicemente dichiarata la compatibilità ambientale di operazioni atte ad ottenere informazioni più dettagliate sul sito". Appare quindi come un parere interlocutorio in vista di approfondimenti. Poi però, poco oltre, autorizza integralmente lo stoccaggio operativo».
Per il Forum dell'Acqua si tratta di incongruenze che la popolazione interessata deve conoscere «quanto prima e nei dettagli» per le ripercussioni che questo progetto potrebbe avere sulla loro vita.
Il Forum ribadisce l'appello ai sindaci affinché informino capillarmente la popolazione e diano mandato agli avvocati per proporre ricorso al TAR del Lazio. «Lo stesso faccia la Regione Abruzzo».

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