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Abruzzo. Fermo biologico, Melilla al Ministero: «scatti la deroga per la marineria di pescara»

Dopo i problemi del dragaggio i pescatori rischiano un nuovo stop

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ABRUZZO. Dall’11 agosto al 22 settembre scatta il fermo pesca per tutte quelle imbarcazioni munite dell’attrezzatura per l’attività “a strascico”.
Per tutte le altre della piccola pesca è consentita l’attività solo sotto costa. Il provvedimento che il ministero delle Politiche Agricole si appresta a firmare è quasi una replica degli ultimi anni: un fermo pesca nel pieno dell’estate (l’anno scorso dal 5 agosto e nel 2012 il 6 agosto ), con danni enormi all'economia marittima e turistica.
Il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha protocollato una interrogazione al Ministero delle Politiche agricole per chiedere che la marineria pescarese ottenga una proroga e si eviti che il fermo biologico coincida con il periodo dell'alta stagione turistica della costa adriatica.
La zona di pesca che va da Pesaro a Brindisi sarà congelata dall’11 agosto al 21 settembre e nelle dieci settimane successive sono previsti due giorni di stop. L’area che va da Trieste a Rimini si fermerà invece dal 28 luglio al 7 settembre. In tutto 42 giorni di stop, secondo i piani di gestione, per garantire il ripopolamento della specie ittica. Gli indennizzi per il fermo pesca 2013 sono stati solo da poco sbloccati.
In una nota le Associazioni dei pescatori segnalano che il fermo biologico fu applicato per la prima volta nel 1986 ed è poi diventata una legge che non ha portato risultati o vantaggi, né per il mare né per gli operatori. 

Secondo gli armatori, il Governo, dovrebbe consentire alle imprese di stabilire i 40 giorni di fermo nell'arco dell'intero anno.
Pochi giorni fa il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha sbloccato 30 milioni di euro della cassa integrazione per i fermi biologici 2013 e 2014, dando precedenza all’anno scorso e secondo gli operatori sono assolutamente insufficienti.
«L’anno scorso alla marineria di Pescara, a causa dei problemi di insabbiamento del porto, fu riconosciuta una deroga del fermo biologico con uno sconto di 8 giorni: deroga che quest’anno non c’è», ricorda Melilla.
Le associazioni dei pescatori pescaresi ricordano che nel 2013 fu un disastro perchè dopo 11 mesi di stop forzato, ci fu pure il fermo biologico . «Ora si conferma un fermo per altri 40 giorni e questo complica ulteriormente le cose per un settore economico già in ginocchio da anni per le note vicende del prolungato blocco del Porto di Pescara a seguito del mancato dragaggio», denuncia Melilla. «Il danno all'economia marittima si trasferisce al settore turistico, alberghiero, balneare e della ristorazione strettamente legato alla fornitura del pesce fresco che subirà rincari e difficoltà logistiche nell'approvvigionamento che si ripercuoteranno inevitabilmente sui turisti».