SANITA'

Abruzzo. Masci e i conti della sanità: «il buco c’è, ma non c’è»

«Debiti pagati, il tavolo romano chiede di bloccare i soldi in cassa»

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Chiodi e Masci

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ABRUZZO. «Ma quale buco nei conti della sanità… non c’è nessun buco né da 150 mln né di altro. E l’Abruzzo sanitario paga i suoi fornitori a 59 giorni. Se il neo assessore ed il centrosinistra cercano di accreditare l’idea che loro sono bravi e noi no, hanno sbagliato argomento».
Non ci sta Carlo Masci, ex assessore al bilancio della Giunta Chiodi, a passare per un amministratore che fa il gioco delle tre carte e ribadisce la correttezza dei conti presentati a Roma e cioè il pareggio raggiunto in sanità e quindi la sostanziale uscita dal commissariamento, che è poi quello che preoccupa di più anche la Giunta D’Alfonso.
Ma insomma, questi 150 mln sono un’invenzione allarmistica del neo assessore Silvio Paolucci?
«Si tratta di entrare meglio nei meccanismi del Tavolo di monitoraggio romano, che sui conti della sanità è molto rigido – spiega Masci – i 150 mln che mancherebbero in realtà non mancano. Si tratta di leggere bene i verbali di questi “esami” o di risalire alle cronache di quegli incontri (in particolare quelli di novembre e di aprile). Da sempre i tecnici del Ministero dell’economia e delle finanze insistono nel dire che i soldi della sanità debbono stare nella cassa della sanità. Noi da sempre – e sull’argomento ci fu uno scontro importante a novembre –  sosteniamo che quando nella cassa delle Regione arrivano soldi, sopra questi euro non c’è scritto sanità, trasporti, agricoltura o altro. Cioè se nella cassa della sanità ci sono 150 mln ed in quel momento servono soldi per pagare altre spese, questi 150 mln vengono usati, salvo poi rimetterli dove erano destinati. Così fanno tutti gli amministratori, ma questo al Tavolo romano non piace. E ci chiede di far restare fermi i 150 mln. Si tranquillizzi Paolucci e si prepari a scontrarsi con questi meccanismi romani. I soldi ci sono».
Allora il buco c’è, ma non c’è?
«Si tratta di tecniche contabili, ma i funzionari del bilancio avevano segnalato questo problema di mancanza di liquidità che stavamo superando. Ma è inutile addentrarsi ora sulla discussione per la competenza o per la cassa: l’importante è che i debiti ce li siamo lasciati alle spalle».

Sebastiano Calella