IN CONSIGLIO REGIONALE

Vigilanza, Marcozzi (M5S): «quel posto spetta a noi, nel centrodestra quasi tutti indagati»

Il presidente grillino rinuncerebbe ai 2 mila euro di indennità aggiuntive

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Vigilanza, Marcozzi (M5S): «quel posto spetta a noi, nel centrodestra quasi tutti indagati»




ABRUZZO. Il Movimento 5 Stelle non si arrende e continua a ribadire da giorni che la poltrona della presidenza della Commissione Vigilanza, riservata per Statuto alla minoranza, spetti a loro.
Non bastano le rassicurazioni del Pd e la modifiche statutarie che potrebbero arrivare per consentire un terzo segretario nella Presidenza del Consiglio per far accomodare un grillino.
Il centrodestra intanto ha già messo gli occhi sulla Vigilanza e ci vedrebbe bene Lorenzo Sospiri. «Ha di certo più esperienza dei grillini», ripete da giorni Mauro Febbo.
Sara Marcozzi non si arrende e crede ancora che la partita possa considerarsi aperta: «siamo l’unica forza credibile per quell’incarico, la maggior parte dei consiglieri di centrodestra in carica risultano attualmente indagati per peculato, truffa aggravata, e falso dalla Procura di Pescara nell’inchiesta sui rimborsi delle missioni istituzionali. Quella famigerata inchiesta – tutto da verificare, per carità – su tanti assessori indagati per aver goduto di un lungo elenco di alberghi a cinque stelle, voli transoceanici, mogli, amanti e spese pazze tutto con la carta di credito regionale».
Marcozzi ricorda anche che l’eventuale presidente a 5 stelle rinuncerà all’indennità mensile aggiuntiva di circa 2.000 euro. «Non siamo a caccia di poltrone»; continua la consigliera di minoranza. «Il partito unico se ne faccia una ragione e compia, per una volta, un gesto di responsabilità in favore dei cittadini abruzzesi e non – come ahinoi ci ha abituato – sempre e solo in favore dell’autoconservazione della casta».

LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO
Intanto ieri il Pd ha depositato una proposta di modifica del Regolamento e una dello Statuto per consentire di ampliare la composizione dell'Ufficio di Presidenza, nello specifico si parlerebbe di un altro posto da segretario che entrerebbe a mezzo “nuova elezione ad hoc” nel già costituito Ufficio di Presidenza con ciò dimostrando – a detta del consigliere D’Alessandro - che «nessuno ha mai escluso nessuno, anzi, abbiamo rifiutato ogni forma di inciucio, lasciando libertà di voto ai consiglieri regionali. Preso atto dell'esito della composizione dell'Ufficio di Presidenza, ci siamo fatti carico di modificare il regolamento che era stato immaginato per un sistema bipolare. Ora mi auguro che tutti si mettano a lavorare».
Ma il Movimento 5 Stelle attacca anche questa proposta: «perché inserire un terzo segretario e non anche o invece un terzo vice presidente? Per i grillini i criteri di composizione dell’Ufficio di Presidenza nulla avrebbero a che vedere con il bipolarismo o con il bipartitismo, come sostenuto da D’Alessandro ma con i concetti di maggioranza e opposizione.
Nelle attuali condizioni, l’Ufficio di Presidenza adotta le sue deliberazioni a maggioranza dei voti (art. 13. comma 2, regolamento), e dal momento che non c’è rappresentanza proporzionale tra maggioranza e opposizione, si potrebbe verificare il caso di una votazione due a due (presidente più segretario di maggioranza contro vice presidente più segretario opposizione). In tale evenienza il voto del presidente prevale, vale il doppio rispetto a quello degli altri. In tal modo viene garantito il volere della maggioranza in assenza di proporzionalità.
Con la proposta di modifica del Regolamento proposta dal PD - un segretario in più - tale meccanismo verrebbe sovvertito e le opposizioni avrebbero la maggioranza in seno all’ufficio di Presidenza.
«Rumors sulla proposta di modifica», rivela Marcozzi, «vedrebbero l’ufficio di presidenza ampliarsi di due unità ossia “un segretario per ogni forza politica di opposizione rimasta esclusa dall’ufficio di presidenza”».
Allo stato attuale, dunque, un segretario al M5S e uno ad Abruzzo Futuro: 4 per le opposizioni e 3 per la maggioranza (e il voto del Presidente vale doppio solo in caso di parità). Quindi, per pareggiare, bisognerebbe prevedere l’elezione di due altri segretari per la maggioranza. In tal caso però le forze politiche escluse dall’ufficio di presidenza sarebbero 4: SEL, Abruzzo Civico, Centro Democratico e Regione Facile. Due verrebbero comunque escluse.
«E per quale motivo», domanda Marcozzi, «se tutte le forze di opposizione hanno diritto ad essere presenti? E con quale meccanismo elettorale si sceglierebbero i due di maggioranza? E poi, perché aumenterebbero i segretari e non i vice presidenti?»