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Filovia Pescara, Acerbo: «non escludo un nuovo esposto»

Ieri la sentenza del tar che ha respinto due ricorsi

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Filovia Pescara, Acerbo: «non escludo un nuovo esposto»

Di Paola e Acerbo




 
PESCARA. Ieri il Tar Pescara ha bocciato i due ricorsi presentati da Wwf e residenti contro il Filò.
In particolare, gli ambientalisti avevano sollevato un dubbio di legittimità perché convinti che non sia possibile effettuare una valutazione “preventiva” di assoggettabilità a Via quando le opere sono già state eseguite. I giudici amministrativi hanno però evidenziato che «la procedura appare essere ancora interlocutoria» e che «le opere tutte progettate devono completare il loro iter procedimentale che indica, come passaggio, lo screening per la Via». Da qui la decisione di rigettare i ricorsi.
Inoltre nella sentenza si sostiene che la filovia interessa un lungo tratto chilometrico con migliaia di abitanti mentre il ricorso «è stato azionato da 16 residenti», lasciando fuori gran parte degli abitanti di Pescara e Montesilvano. Il problema, rilevano i giudici, non avrebbe dunque suscitato quell’allarme diffuso contestato da chi ha presentato il ricorso. Un’altra considerazione viene fatta in merito ai diritti di cui si lamenta la lesione: «non potrebbero essere valutabili», scrivono i giudici, «mancando quella che è l’attualità effettiva di una loro lesione e, quindi, la concretezza di una reale situazione soggettiva azionabile, atteso che il pericolo prospettato non trova riscontro in una situazione ambientale, non solo menomata ma neppure potenzialmente aggredita trattandosi di enunciazioni teoriche».
Soddisfatta la Gtm («emerge anche quanto sia inesistente l'allarme sociale su questo intervento», ha detto ieri Russo) ancora dubbioso l’ex consigliere comunale e regionale Maurizio Acerbo che aveva firmato uno dei ricorsi e che non esclude l’eventualità di presentare un nuovo esposto.
«Nel merito il Tar», spiega Acerbo, «conferma quanto abbiamo sempre sostenuto e non si ravvede nella sentenza alcun giudizio positivo sulla legittimità dell’iter come vogliono farci credere Russo e Testa. Rimane l’amarezza di constatare come sia andata avanti un’opera così costosa nonostante le palesi irregolarità procedurali».
Infatti, come chiarisce il Tar e come già hanno chiarito i periti della Procura e la stessa Unione Europea, l’opera si sta realizzando senza prima essere stata sottoposta a valutazione ambientale.
«Siamo di fronte di nuovo a una situazione paradossale», continua Acerbo, «i lavori vanno avanti come scrive il Tar senza un “provvedimento espresso concludente” e “le opere (…) devono completare iter procedimentale che indica come passaggio lo screening per la VIA”. Confido che Regione e Comune intervengano per la dovuta sospensione dei lavori. Comunque non escludo di presentare un nuovo esposto all’autorità giudiziaria dato che anche il Tar attesta che si sta continuando con un’opera priva di titolo autorizzatorio».
Frena gli entusiasmi della Gtm anche Loredana Di Paola: «vorrei rimarcare il fatto che non essendo concluso l'iter procedimentale dello Screening VIA (come sostenuto dal nostro ricorso e ammesso dallo stesso Tar)  le opere fin qui eseguite sono da considerarsi palesemente illegittime. infatti il Comitato VIA  ha emesso il suo ultimo pronunciamento (oggetto del ricorso) ai sensi dell'art. 29 (disciplina sanzionatoria) e in nessun passaggio autorizza la GTM a proseguire i lavori; cosa ignorata dalla GTM che in questi giorni ha addirittura tesato i cavi su metà del percorso».

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