SANITA'

Ospedale L’Aquila, il reparto di Oncologia è nello scantinato

Le porte di emergenza sono ostruite da materiale sanitario e la cucina non ha finestre

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Ospedale L’Aquila, il reparto di Oncologia è nello scantinato





L’AQUILA. «E’ indispensabile un impegno concreto e immediato per restituire piena efficienza e funzionalità al reparto di Oncologia dell’ospedale dell’Aquila, che rappresenta un’eccellenza nel panorama dell’offerta sanitaria abruzzese».
A sostenerlo il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, che questa mattina ha visitato l’unità operativa del professor Corrado Ficorella e che nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione sulle difficoltà in cui versa la struttura.
«Questa visita – continua Pietrucci – mi ha profondamente colpito, sia per le condizioni in cui tutto il personale medico e paramedico è costretto a operare, che per la situazione dei pazienti, ammassati in stanze piccole e inadeguate, con rischi per la loro stessa incolumità in caso di emergenza. A questo si aggiungono le difficoltà logistiche».
Il reparto, infatti, è sistemato negli scantinati dell’ospedale, non ha stanze per i medici, ha una cucina e una medicheria senza finestre e di pochi metri quadrati. Le porte di emergenza sono ostruite da materiale sanitario che non trova altro posto, i medici al lavoro in corsia non sono reperibili dall’esterno perché non c’è copertura della rete telefonica cellulare, quella informatica e tecnologica è inesistente, gli ambulatori per il Day Hospital sono inadeguati e i medici non sanno dove ricevere i pazienti o i loro parenti.
Una situazione di grave disagio per medici e degenti questi ultimi già provati dalle loro condizioni fisiche.
Il consigliere si dice amareggiato per la situazione del reparto. «Dare dignità a pazienti e operatori – rimarca – è, prima di tutto, un dovere civile e sociale. Ma è anche una battaglia politica, che voglio portare avanti con forza, cercando ogni soluzione possibile. Non sarà certamente l’unica criticità da risolvere, ma certamente è una delle più urgenti».