POLITICA

Referendum Nuova Pescara, Costantini dà la sveglia a D’Alfonso: «ancora 15 giorni di tempo»

Venerdì convegno a Francavilla, la città vorrebbe aderire al progetto

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Referendum Nuova Pescara, Costantini dà la sveglia a D’Alfonso: «ancora 15 giorni di tempo»






PESCARA. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha ancora a disposizione 15 giorni di tempo per proporre al Consiglio regionale un disegno di legge sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Gli abruzzesi sulla questione si sono già espressi votando al referendum del 25 maggio scorso. Il risultato è stato netto: il sì alla fusione ha vinto con il 63% (a Pescara il 70,32%; Montesilvano il 52,23% e Spoltore il 51%).
I 60 giorni di tempo dalla proclamazione del risultato stanno correndo via veloci ma al momento non si registrano movimenti. Possibile che si lascia cadere la questione nonostante il voto popolare?
Per il promotore della fusione, Carlo Costantini, presidente del Comitato Nuova Pescara, non c’è tempo da perdere.
Intanto domani a Francavilla (hotel Mare Blu, ore 18) si svolgerà il convegno dal titolo ‘Grande Pescara: quali opportunità per Francavilla”. L’evento è stato organizzato dalle associazioni “Arianuove” e “Codacons Chieti”. Parteciperanno Costantini, l’avvocato Vittorio Ruggieri e Daniele Angiolelli, redattore nell’anno 2011 dello studio di fattibilità sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Secondo Ruggieri la fusione di Francavilla nella Grande Pescara «porterebbe a una razionalizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali per dare luogo ad una migliore e più efficiente gestione complessiva del territorio. L’aggregazione di municipalità potrà facilitare la semplificazione delle procedure e degli iter burocratici (medesimi regolamenti, uguali adempimenti), consentendo di programmare e gestire una crescita equilibrata su un’area vasta riuscendo a cogliere nel migliore dei modi le opportunità che si presenteranno. La fusione, altresì, darà la possibilità di usufruire degli incentivi finanziari previsti dalla vigente legislazione regionale e statale, creando i presupposti per un incremento dei livelli di welfare locale».

Il convegno di venerdì «è il primo evento sul processo di fusione che ha recentemente coinvolto oltre 100.000 cittadini», spiega Costantini, «e capita - forse non a caso - in un territorio amministrato da un sindaco, l’avvocato Luciani, che, ad oggi unico tra tutti quelli direttamente o indirettamente coinvolti nel progetto, ha dichiarato senza se e senza ma” l’interesse della propria comunità a prendere parte da protagonista a questo progetto. Sarà di certo l’occasione per fornire nuovo slancio al procedimento in itinere».
Secondo il comitato promotore con la fusione dei tre Comuni si riuscirebbe ad ottenere un risparmio in termini di minori spese relative agli organi politici di circa 1,3 milioni all’anno «il che consentirebbe di pianificare interventi strategici per il territorio».
La “nuova città” conterebbe una popolazione comunque inferiore ai 250.000 abitanti e, quindi, in base alla previsione normativa, gli organi politici (ed i relativi staff) sarebbero numericamente gli stessi di quelli previsti a tutt’oggi per il Comune di Pescara (32).
«Una ulteriore economia», si legge nello studio, «si otterrebbe anche attraverso la diminuzione quantitativa degli organi tecnici» per un risparmio di 5 milioni di euro l’anno.