POLITICA

Consiglio regionale, M5S vuole la Vigilanza: «maggioranza dimostri che non facciamo paura»

Nei prossimi giorni la votazione. I grillini la spunteranno?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2971

Consiglio regionale, M5S vuole la Vigilanza: «maggioranza dimostri che non facciamo paura»

L'immagine postata su Fb




ABRUZZO. Lunedì scorso il Movimento 5 Stelle ha gridato all’inciucio  quando, al momento del voto, alcune preferenze della maggioranza di centrosinistra sono andate a Paolo Gatti, eletto vice presidente della giunta (con 10 schede) insieme a Lucrezio Paolini (Idv).
E’ rimasto a 6 voti, invece, Mercante, esponente del M5S. I grillini hanno protestato con forza, hanno abbandonato l’aula e denunciato quanto accaduto in una conferenza stampa convocata d’urgenza, mentre D’Alfonso enunciava in Consiglio i suoi punti programmatici.
Camillo D’Alessandro, ex capogruppo del Pd nella passata legislatura, oggi braccio destro di D’Alfonso, ha respinto però le accuse di inciucio e ha spiegato che i grillini sarebbero stati vittime di un vuoto normativo a cui la maggioranza presto porrà rimedio.
«Le regole ci sono e sono chiare», ribatte però Sara Marcozzi, «il voto di lunedì ha dimostrato che non solo c’era l’inciucio ad escludendum ma che alcuni consiglieri di maggioranza si sono prodigati nel fornire un soccorso al centrodestra, spaccato tra le ambizioni di Forza Italia e quelle del NCD».

«Il Regolamento c’è ed è chiarissimo», insiste ancora Marcozzi. «Per il presidente, vice presidente e segretari, ogni consigliere può esprimere un solo voto. La maggioranza vota il suo candidato, ma avendo voti più che sufficienti per eleggere il suo vice presidente, può tranquillamente votare per l’uno o l’altro dei candidati presentati dalle opposizioni. Infatti lunedì tre consiglieri di maggioranza hanno votato a favore del vice presidente proposto da Forza Italia. Se avessero voluto davvero garantire la presenza del M5S nell’ufficio di Presidenza avrebbero potuto votare, molto semplicemente, per il candidato del M5S alla carica di segretario. E invece, anche in quel caso, due consiglieri di maggioranza hanno votato per il candidato del centrodestra, onde evitare spiacevoli incidenti interni al centrodestra e con la piena coscienza di discriminare il M5S».

«Caro D’Alessandro», va avanti Marcozzi, «non ti nascondere dietro il regolamento che non c’è ma è da cambiare: il regolamento consentiva e consente di fare giustizia e voi avete scelto di affiancarvi gli oppositori a voi più affini».
Ora c’è in ballo l’elezione del presidente della Commissione di Vigilanza.
In questo caso lo Statuto prevede che la Commissione sia “presieduta da un Consigliere tra quelli indicati dall’opposizione”. Dunque le opposizioni propongono e la maggioranza vota e sceglie. Nessun divieto di voto, anzi la pluralità delle proposte (“tra quelli”) impone che la maggioranza si schieri e scelga.
Quel posto il Movimento 5 Stelle lo vorrebbe per sé «altrimenti tutti i cittadini saranno legittimati a definire questa una dittatura», avevano detto due giorni fa i pentastellati.
«Caro D’Alessandro, cara maggioranza, assumetevi le vostre responsabilità e garantite al M5S la Presidenza della Commissione di Vigilanza», dice oggi Marcozzi. «Non solo dimostrerete che avete a cuore la democrazia ma dimostrerete anche che non avete paura di qualcuno che, sicuramente, andrà ad aprire i tanti cassetti e i tanti armadi che attendono da anni di prendere aria».
Il centrodestra ha già annunciato che per la presidenza candiderà Lorenzo Sospiri. 

FEBBO: «I GRILLINI NON HANNO ESPERIENZA, MEGLIO SOSPIRI»

«Credo che il confronto con il M5S, già dalle prime battute, stia assumendo dei contorni che ricordano l'infanzia, quando chi portava il pallone, se lo riprendeva se le cose non andavano bene».

E' il commento del Capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo, che torna a fare alcune precisazioni sull'elezione dei componenti del nuovo Ufficio di Presidenza, fortemente criticata dagli esponenti del M5S. «Ho già spiegato in Aula - continua Febbo - che in Consiglio esistono due minoranze: una, quella del centrodestra, con 7 rappresentanti e l'altra, dei 5 Stelle, con 6 membri. Quelle dell'Ufficio di Presidenza sono cariche istituzionali, che devono essere da garanzia per l'intera Assemblea. E se alcuni Consiglieri di maggioranza, non solo del PD, hanno voluto indicare Gatti e D'Ignazio non vedo cosa ci sia da gridare allo scandalo, visto che si trattava di candidature di alto profilo. D'altronde, per lo stesso motivo, anche noi abbiamo votato Di Pangrazio come Presidente, avendolo già conosciuto e apprezzato negli anni scorsi».

Il Capogruppo di Forza Italia torna anche sul 'nodo' della Presidenza della Commissione di Vigilanza.

«Anche in questo caso - continua Febbo - vale la precedente riflessione: noi del centrodestra, dopo un ampio dibattito tra le varie forze, abbiamo scelto di convergere sul nome di Lorenzo Sospiri (inizialmente indicato per l'Ufficio di Presidenza), perché rappresenta la massima garanzia per le opposizioni, anche e soprattutto alla luce delle battaglie che ha condotto al Comune di Pescara e in Consiglio regionale nella passata Legislatura. Di qui il nostro invito anche al M5S, i cui esponenti non possono vantare sicuramente questa lunga esperienza di votare saggiamente per lui alla Presidenza della Vigilanza».