POLITICA

Consiglio regionale Abruzzo, M5S grida all’inciucio e abbandona l’aula: «spettacolo vomitevole»

Marcozzi: «o la Vigilanza andrà a noi o è dittatura»

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Consiglio regionale Abruzzo, M5S grida all’inciucio e abbandona l’aula: «spettacolo vomitevole»

Consiglieri regionali M5s




L’AQUILA. L'elezione del vicepresidente del Consiglio d'Abruzzo espressione delle opposizioni, Paolo Gatti (centrodestra) ha scatenato la reazione del Movimento 5 Stelle.
In Consiglio regionale gli esponenti del centrodestra della coalizione di Gianni Chiodi, sconfitta alle elezioni, hanno sette consiglieri, il M5S sei. Paolo Gatti ha ricevuto 10 voti, e il grillino Mercante 6: è evidente che tre voti 'a soccorso' della candidatura di Gatti, sono giunti dalla maggioranza.
Ecco perché il Movimento 5 Stelle è insorto parlando di «inciucio». I grillini si sono alzati e hanno lasciato l’aula, furiosi, non presenziando dunque nemmeno al discorso di insediamento del presidente D’Alfonso andato avanti per circa 40 minuti.
«Noi ci abbiamo provato, abbiamo provato a ragionare sul fatto che all’interno dell’Ufficio di Presidenza tutte le forze di opposizione dovessero essere equamente e proporzionalmente rappresentate», ha spiegato Sara Marcozzi in conferenza stampa mentre il Governatore in aula annunciava i punti programmatici.
«Il M5S è la prima forza politica di opposizione con il 21,27%... ma, come al solito, Pd e Fi, perfettamente allineati al modus operandi in voga in Parlamento, si sono mostrati fintamente divisi in campagna elettorale e solidalmente uniti nella spartizione degli incarichi e, soprattutto, delle indennità aggiuntive».

Adesso resta da assegnare la presidenza della Commissione di Vigilanza: «dovrà necessariamente andare al M5S», avverte Marcozzi, «altrimenti potrete tutti tranquillamente parlare di dittatura». Ma il centrodestra ha già lanciato il nome di Lorenzo Sospiri.
«Abbiamo assistito, con l'elezione di Gatti e dei segretari dell'ufficio di Presidenza del Consiglio, a uno spettacolo deprimente e vomitevole. Siamo stati esclusi da ogni tutela, ora vedremo per la Vigilanza», ha denunciato il consigliere M5S eletto nella circoscrizione di Pescara, Leandro Bracco.
«E' una vergogna», ha detto anche il deputato Gianluca Vacca. «Quando serve, il centrosinistra va in aiuto del centrodestra, ma è un quadro ormai delineatosi dappertutto, c'è un unico schieramento: noi contro loro. E i 'noi' siamo noi del Movimento. Quando serve fanno fronte comune contro, ormai in questa logica gli schieramenti finti di cui parlano sono saltati in aria - prosegue Vacca -. In Parlamento accade tutti i giorni, solo che ormai anche in Abruzzo il gioco salterà perché i cittadini sono in Consiglio e non molleranno la presa».

D’ALESSANDRO: «CAMBEREMO NORME NOMINE»
Prova a spegnere il bollore dei grillini l'ex capogruppo Pd alla Regione Abruzzo, e attuale braccio destro di D'Alfonso, Camillo D'Alessandro. Dopo la mancata elezione degli esponenti M5S nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, D'Alessandro ammette «cambieremo il regolamento per permettere a tutte le coalizioni di essere presenti. Il vecchio regolamento era stato disegnato prevedendo due poli, mentre ora ce ne sono tre». 
D'Alessandro rafforza la sua idea spiegando che quanto accaduto ai grillini «è un'ingiustizia sulla base di un regolamento che non c'è». Come cambiare il regolamento è presto detto. «Spetta alla Giunta del regolamento, che per me - prosegue D'Alessandro - può anche essere affidata all'opposizione. I tempi? Possiamo farcela anche prima della pausa estiva». Mentre D'Alessandro conversa con l'Ansa sul caso di giornata, passa Luciano D'Alfonso che dice la sua: «Le regole vanno parlamentarizzate. Il nuovo regolamento lo faremo, mi impegno a cambiarlo».
FEBBO: «MA QUALE INCIUCIO»
«I voti in piu' che i candidati proposti dal centrodestra hanno ottenuto nelle elezioni del Vice Presidente e del Consigliere segretario, sono la dimostrazione non di 'inciuci' tra PD e Forza Italia, ma della validita' di quelle stesse candidature», replica il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo. 
«Quei voti - continua Febbo - non erano certo necessari a far eleggere Paolo Gatti e Giorgio D'Ignazio, che ce l'avrebbero comunque fatta. La verità e' che il centrosinistra ha riconosciuto il loro valore, cosi' come noi abbiamo scelto di votare Giuseppe Di Pangrazio come Presidente, alla luce dell'opposizione leale che ha portato avanti nella scorsa Legislatura, quando eravamo noi a governare». 
Il Capogruppo parla anche delle candidatura di Lorenzo Sospiri alla carica di Consigliere segretario, che era circolata negli ultimi giorni. «Come partito - conclude Febbo - abbiamo preferito scegliere lui per la Presidenza della Commissione di Vigilanza, alla luce della grande esperienza amministrativa che ha maturato in tanti anni a diversi livelli»
D’ALESSANDRO: «CAMBIEREMO NORME NOMINE»

Prova a spegnere il bollore dei grillini l'ex capogruppo Pd alla Regione Abruzzo, e attuale braccio destro di D'Alfonso, Camillo D'Alessandro. Dopo la mancata elezione degli esponenti M5S nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, D'Alessandro ammette «cambieremo il regolamento per permettere a tutte le coalizioni di essere presenti. Il vecchio regolamento era stato disegnato prevedendo due poli, mentre ora ce ne sono tre». D'Alessandro rafforza la sua idea spiegando che quanto accaduto ai grillini «è un'ingiustizia sulla base di un regolamento che non c'è». Come cambiare il regolamento è presto detto. «Spetta alla Giunta del regolamento, che per me - prosegue D'Alessandro - può anche essere affidata all'opposizione. I tempi? Possiamo farcela anche prima della pausa estiva». Mentre D'Alessandro conversa con l'Ansa sul caso di giornata, passa Luciano D'Alfonso che dice la sua: «Le regole vanno parlamentarizzate. Il nuovo regolamento lo faremo, mi impegno a cambiarlo».

FEBBO: «MA QUALE INCIUCIO»

«I voti in piu' che i candidati proposti dal centrodestra hanno ottenuto nelle elezioni del Vice Presidente e del Consigliere segretario, sono la dimostrazione non di 'inciuci' tra PD e Forza Italia, ma della validita' di quelle stesse candidature», replica il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo. «Quei voti - continua Febbo - non erano certo necessari a far eleggere Paolo Gatti e Giorgio D'Ignazio, che ce l'avrebbero comunque fatta. La verità e' che il centrosinistra ha riconosciuto il loro valore, cosi' come noi abbiamo scelto di votare Giuseppe Di Pangrazio come Presidente, alla luce dell'opposizione leale che ha portato avanti nella scorsa Legislatura, quando eravamo noi a governare». Il Capogruppo parla anche delle candidatura di Lorenzo Sospiri alla carica di Consigliere segretario, che era circolata negli ultimi giorni. «Come partito - conclude Febbo - abbiamo preferito scegliere lui per la Presidenza della Commissione di Vigilanza, alla luce della grande esperienza amministrativa che ha maturato in tanti anni a diversi livelli»