POLITICA

Forza Italia alla resa dei conti, Pagano: «sbagliato tanto, ora dobbiamo cambiare passo»

«Notizie infamanti ci hanno danneggiato»

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Nazario Pagano

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PESCARA. Si è svolto ieri a Pescara il comitato regionale di Forza Italia.
C’erano i parlamentari, i consiglieri regionali e i candidati non eletti delle ultime regionali. E’ stato un momento di scontro dopo le schermaglie sui giornali dei vari esponenti con Mauro Febbo che da giorni chiede la testa di Nazario Pagano. Secondo lui l’ex presidente del Consiglio regionale dovrebbe fare come il ct della nazionale Cesare Prandelli: dimettersi.
E proprio ieri Pagano ha fatto una analisi su quelle che siano oggi le condizioni di salute del partito e soprattutto ha suggerito una ‘medicina’ per tornare in forma come un tempo.
Ha annunciato che a breve ci sarà una grande assemblea pubblica regionale aperta non solo agli eletti e agli addetti ai lavori (ridotti drasticamente di numero) ma soprattutto ai cittadini, «a quelli che ancora credono in noi e nel nostro simbolo, ai nostri ancora tanti sostenitori», ha detto Pagano ricordando che alle scorse elezioni il partito ha raccolto 112 mila preferenze. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare indicazioni anche da Silvio Berlusconi che starebbe studiando una strategia fino a questo momento ancora top secret.

«RITROVIAMO L’ENERGIA»
«Mi è chiaro», ha detto Pagano, «anche e soprattutto alla luce della recente sconfitta elettorale, sia nazionale che regionale, bisogna ritrovare tutte le energie possibili per mantenere integra l'unità di Forza Italia».
Il presidente ha analizzato la sconfitta: «le dimensioni nette del divario di consenso elettorale tra noi e il centrosinistra sono apparse del tutto inaspettate, visto che il governo di centrodestra lascia in
eredità dopo 5 anni, un Abruzzo migliore, risanato, che certamente può guardare al futuro in maniera più serena rispetto alla situazione drammatica che avevamo ereditato dal governo di centrosinistra».
Secondo Pagano gli elettori abruzzesi non avrebbero compreso «quanto di straordinario è stato fatto» ma il partito comunque deve confrontarsi, ha chiesto il presidente, «per capire come cio' sia potuto accadere, affinché, se vi sono stati degli errori, questi vengano compresi e mai più ripetuti».
Se errori ci sono stati, «questi sono stati soprattutto di autorefenzialità del gruppo dirigente di centrodestra e
di scarsa e inefficace comunicazione alla nostra cittadinanza di quanto si stava operando per il bene di tutti», sostiene ancora Pagano.

«ACCUSE INFAMANTI CHE CI HANNO DANNEGGIATO»
«La mia nomina a presidente del comitato regionale avvenuta a metà gennaio sulle macerie del defunto Pdl», ha continuato, «è avvenuta quindi in un contesto politico e ambientale difficilissimo. Nel giro di pochi giorni , piuttosto che occuparci della costruzione di una strategia elettorale che ci potesse condurre ad una nostra riconferma, abbiamo dovuto difenderci da accuse infamanti che, agli occhi della pubblica opinione hanno prodotto un danno inimmaginabile. In quei giorni si è diffusa fra i nostri dirigenti la convinzione e la voce diffusa che avremmo perso e questo clima di sfiducia autolesionistico ha indotto molti di quegli amministratori, che definirei "border line", ad abbandonare la "nave che affonda", cosi come fanno i topi».
Alla conta finale del 26 di maggio fra i 25 e i 30 mila voti di preferenza, «sono stati trasferiti dal centrodestra al centrosinistra da spregiudicati amministratori pronti al cambio di casacca ad ogni cambio di
vento», ha attaccato Pagano.

«DA ROMA NEMMENO UN EURO»
Un altro motivo non tenuto in considerazione nell'analisi del voto di maggio, secondo il presidente, è quello relativo alle risorse economiche necessarie per affrontare una buona campagna elettorale. «Purtroppo da Roma, mentre 5 anni fa arrivarono ingentissime risorse, questa volta non è arrivato un solo euro, in cassa non c'era un soldo, i consiglieri regionali e i Parlamentari non hanno versato contributi. Mi sono personalmente fatto carico, non solo dell'organizzazione delle manifestazioni di FI, ma persino dei costi necessari per realizzarle. Ho dovuto provvedere personalmente all'affitto della sede del partito e persino
dell'acquisto di bandiere e di distintivi per i rappresentanti di lista. Solo per fare qualche esempio».
«Per noi oggi si è concluso soltanto un ciclo, piaccia o no, la storia è questa. Ne apriremo un altro. Ora dobbiamo tornare a lavorare tutti insieme, ricostruire la casa dei moderati cosi come ha dichiarato il nostro leader, con l'obiettivo di tornare ad affermare il nostro buon governo e i valori liberali. A FI serve un cambio di passo».
Secondo Pagano la strada da seguire è chiara: lavorare per l'unità del partito e non per dividerlo, migliorare il rapporto e la collaborazione tra il partito, i territori e gli enti locali, far nascere decine di club.