INFRASTRUTTURE

Abruzzo. Accelerata sulle infrastrutture: Val di Sangro e ferrovie le priorità della Regione

Oggi incontro con i vertici nazionali di RFI

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Abruzzo. Accelerata sulle infrastrutture: Val di Sangro e ferrovie le priorità della Regione
 ABRUZZO. La strada come infrastruttura essenziale per il rilancio. La Regione riparte da qui per rimettere in sesto il sistema produttivo e nello specifico l’area che un tempo fu prezioso motore dell’economia regionale: la Val di Sangro. Così il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, chiama a raccolta governo e tutte le istituzioni locali per un summit ed un sopralluogo per capire da dove ripartire. L’appuntamento potrebbe essere per il prossimo 4 luglio proprio sulla Fondovalle Statale 652. L’invito-convocazione è stato spedito al presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, al ministro per le infrastrutture Riccardo Nencini, al sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini e alle altre istituzioni locali e naturalmente all’Anas.

 La Fondovalle Sangro è la strada lungo la quale nei decenni caldi dello sviluppo abruzzese (anni ’70-80) sono sorte le grandi fabbriche che sfruttarono anche le agevolazioni per il rilancio del Sud. Gran parte di quelle realtà -quando non sono terminate del tutto- si sono di gran lunga ridimensionate. Quella arteria, però, è rimasta nei fatti una incompiuta e presenta problemi mai risolti all’altezza del viadotto “Barche” nel comune di Bomba. C’è poi la variante di Quadri i cui lavori hanno subito qualche problema nel recente passato ma che secondo la Regione oggi devono costituire una testa di ponte per poi raccordarsi di fatto con la viabilità veloce che porta a Napoli. Il tutto per poi poter spendere la carta dell’imbarco agevolato nel Mediterraneo alle merci prodotte in Abruzzo o a quelle materie prime che arrivano nella nostra regione. Al momento i lavori vengono stimati in 120milioni di euro, di cui 50 milioni già disponibili in seguito all’intervento normativo del sottosegretario Giovanni Legnini. Anche in questo caso l’impressione è quello di partire spediti e di imporre tempi e lavori serrati.



E che il tema delle infrastrutture sia primario per il neo presidente lo dimostra anche l’altro consenso incassato dai vertici delle Ferrovie che accettano oggi un incontro con la Regione per affrontare i nodi irrisolti del trasporto ferroviario che tanti problemi creano ai pendolari. Sul piatto c’è la linea ferroviaria Pescara-Roma ma anche l’alta velocità sul versante Adriatico che è di là da venire e fortemente legata a finanziamenti europei che non potranno che giungere (se tutto andrà bene) a medio termine.
Ci sarà poi da risolvere il problema delle difficoltà legate al raddoppio ferroviario tra Termoli e Capomarino dove vincoli paesaggistici e ambientali hanno finora impedito qualunque intervento di potenziamento della linea. Da quanto emerge dai tecnici quell’ “imbuto” potrebbe frenare e rallentare -se non di fatto vanificare- qualunque opera di velocizzazione dei convogli sulla dorsale adriatica che lì dovrebbero di fatto frenare e cedere il passo. L’argomento sarà trattato nella riunione con i vertici della Ferrovia e in seguito con il presidente del Molise per studiare una soluzione. A parole c’è la volontà di interloquire e di aprire un dialogo, che è già qualcosa.

 LA REGIONE ADRIATICO-IONICA
Intanto a proposito di larghe vedute e infrastrutture, proprio oggi c’è stato a Bruxelles il via libera all'unanimità del Comitato delle Regioni Ue al parere sulla strategia europea per la regione adriatico-ionica. Un passo che segna l'imprimatur politico alle linee guida del testo del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, in cui l'Europa punta l'attenzione sul suo fianco Sud orientale. «La nascita della strategia è un processo che parte dal basso, con una governance che dovrà essere multilivello», ha spiegato Spacca. In questo contesto «il Comitato delle Regioni Ue - aggiunge il presidente della Regione Marche - ha funzionato da elemento di sintesi dell'analisi del processo di consultazione che ha coinvolto città, regioni, Camere di commercio, università». Ora per attuare il piano d'azione della strategia la palla passa ai progetti concreti. Secondo Spacca «la scelta di focalizzare su quattro aree il piano d'azione favorisce il lavoro di enti locali e regioni, che hanno già le piste tracciate: sicurezza ambientale del Mar Adriatico e Mar Ionio; economia blu; attrazione del turismo sostenibile; connettività, con infrastrutture materiali ma anche comunicazione». Ma non sono tutte rose e fiori il cammino da percorrere e acnora lungo e quello che arriva da Bruxelles appare più un perimetro entro il quale costruire progetti e iniziative. Proprio Luciano D’Alfonso in campagna elettorale ha strappato un importante accordo di stretta collaborazione con il presidente della Regione confinante.