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Trasporti Abruzzo, in Gtm «promozioni a pioggia» e Arpa esce da Confindustria

Filt Cgil chiede un fermo intervento di D’Alfonso

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Michele Russo

Michele Russo

ABRUZZO. Il presidente di Arpa SPA Massimo Cirulli ha deciso la disdetta (a decorrere dal 2015) da Confindustria e in particolare da Asstra ovvero l’Associazione che rappresenta le imprese pubbliche di trasporto locale e che è attualmente impegnata nel tavolo di trattativa nazionale nel difficile compito di rinnovare il contratto collettivo degli autoferrotranvieri scaduto da sette anni. 

La denuncia arriva da Franco Rolandi della Filt Cgil Abruzzo che spiega: «sostanzialmente con questa decisione, assunta peraltro senza il benché minimo confronto con la proprietà (ovvero la Regione Abruzzo) e in un contesto di assoluto isolamento decisionale rispetto alle altre due aziende regionali di trasporto locale (Gtm e Sangritana), rimaste invece legate a Confindustria, la sola Società Arpa si ritroverà nella condizione di non avere più alcun punto di riferimento e nessun tipo di rappresentanza anche nel confronto in atto per il rinnovo del contatto collettivo che qualora dovesse essere mai rinnovato, porrebbe i circa 900 lavoratori dell'azienda regionale in uno stato di precarietà, non avendo più la garanzia sui livelli occupazionali e sull'applicazione del contratto di lavoro».
Ancora più «irrazionale ed immotivata», secondo il sindacato sarebbe la decisione se si pensa che il presidente Cirulli si appresta, come da lui stesso annunciato, a rassegnare a breve le proprie dimissioni.
«Ma soprattutto», insiste Rolandi, «risulta una decisione incoerente se si relaziona al fatto che gli stessi dirigenti aziendali ai quali il presidente Cirulli è intenzionato a riconoscere cospicui premi in denaro per gli "eccezionali risultati" (13 milioni di euro di perdite) conseguiti nel 2013, non fanno altro (ancora oggi) che rivolgersi alla stessa associazione datoriale dalla quale l'azienda ha inteso prendere le distanze, per ottenere continue consulenze e servizi di natura giuridica, economica-finanziaria e sindacale anche sulle questioni più elementari e sulle quali, in qualità di dirigenti aziendali, dovrebbero essere autonomamente in grado di operare».

«IN GTM PROMOZIONI A PIOGGIA»

Ma Rolandi punta il dito anche contro il presidente della Gtm Michele Russo: «fino a qualche giorno fa rilasciava interviste e dichiarazioni con le quali paventava i rischi di possibili esuberi (soprattutto nel personale amministrativo) derivanti dall’unificazione delle tre aziende regionali di trasporto, e adesso ha deciso di promuovere una serie di avanzamenti professionali nel settore amministrativo, individuando arbitrariamente i reparti e i soggetti beneficiari di sensibili aumenti di stipendio che in molti casi rasenteranno mediamente anche i 200/300 euro mensili fino a toccare importi anche decisamente più alti. Il tutto naturalmente in spregio ai più elementari principi di meritocrazia e trasparenza».
Il sindacato parla di «promozioni a pioggia», «molte delle quali», avverte Rolandi, «previste per figure apicali che andranno ad appesantire e complicare il lavoro di chi a breve si accingerà a mettere insieme gli organici delle tre aziende di trasporto Arpa, Gtm e Sangritana e che inevitabilmente con questa scellerata operazione, si troverà di fronte soprattutto nelle posizioni medio-alte, profili professionali duplicati e ai quali sarà difficile trovare una giusta collocazione».

«D’ALFONSO INTERVENGA»

La Filt chiede al governo regionale di intervenire: «D'Alfonso, titolare non a caso della delega governativa sui trasporti e sulle infrastrutture, deve intervenire per fermare questa continua emorragia di decisioni irrazionali di fine mandato per le quali non sono note le reali intenzioni e motivazioni. Si proceda senza indugi e senza perdere altro tempo a commissariare le società di trasporto (Arpa, Gtm Sangritana e Saga), una decisione utile peraltro a dare un segnale chiaro ed inequivocabile sulla volontà della Regione a perseguire con convinzione la riforma del settore ed in primis l'unificazione delle aziende regionali di trasporto».

ANCHE FAISA CISAL PROTESTA

Contesta la disdetta dell’Arpa da Asstra anche Luciano Lizzi (Faisa Cisal) secondo cui ci saranno «dubbie ripercussioni rispetto alle trattative in corso».

«Non pare plausibile», scrive Lizzi, «che questa decisione sia ispirata a criteri di parsimonia poiché basterebbe privare di parte del compenso gli amministratori per coprire i 60 mila euro annui necessari all’adesione. Anche Lizzi a nome della Faisa Cisal chiede un incontro urgente con D’Alfonso.