TRASPARENZA ZERO

Assessorato alla sanità: dopo due mesi niente documenti sui progetti obiettivo

Rimangono i misteri su cosa è stato fatto e come sono stati spesi i finanziamenti

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Assessorato alla sanità

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ABRUZZO. A due mesi dalla richiesta di accesso (ufficiale e protocollata) ai documenti per conoscere quanti e quali progetti obiettivo in sanità sono stati completati e rendicontati negli anni passati, la Regione tace.
Si tratta come noto di oltre 30 mln di fondi che il Ministero assegna ogni anno per finanziare attività in diversi settori della sanità, dalle ricerche sulle malattie rare all’incremento degli screening o allo studio di particolari aspetti normativi. Ma sui risultati di questi progetti cala il silenzio dopo l’assegnazione del finanziamento a questo o a quel primario o a quel funzionario Asl. Ed infatti a fine aprile – periodo in cui sono assegnati i fondi con le delibere delle singole Asl - era stato impossibile reperire informazioni all’assessorato regionale alla sanità che coordina il settore e che era risultato irraggiungibile.

In realtà il dirigente del servizio nella direzione regionale della sanità reagì molto piccato a questa segnalazione, accollò ai telefoni che non funzionavano le difficoltà di comunicazione e sostenne che la sua presenza in ufficio era continua. Nessun chiarimento, invece, arrivò dal direttore dell’assessorato che evidentemente non dette peso a questa richiesta di trasparenza.
Allora PrimaDaNoi.it, avendo tutte le porte sbarrate per avere documenti in tempi stretti è stato costretto ad  inoltrare una formale richiesta di accesso ai documenti, datata 2 maggio e restata senza risposta, nonostante un ulteriore sollecito.
La legge impone l’obbligo alla pubblica amministrazione di fornire i documenti entro 30 giorni e comunque entro lo stesso termine di motivare l’eventuale diniego.
Ieri PrimaDaNoi.it ha provato di nuovo a contattare in assessorato il dirigente del servizio ed una sua collaboratrice, ma forse anche ieri i telefoni non funzionavano. Il fatto è che sembra tornato di attualità il problema delle liste di attesa (su cui in passato ci sono stati progetti obiettivo per il loro abbattimento), quindi conoscere cosa è stato realizzato con i finanziamenti del ministero sarebbe stato importante. Come detto, però, non solo la richiesta di accesso è rimasta inevasa, ma i contatti con l’assessorato restano impossibili, anche se altri uffici rispondono alle chiamate e quindi i telefoni sono stati riparati.

Diverso ed ,invece, a buon fine il contatto con il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, che pure sta studiando le liste di attesa: «Stiamo raccogliendo i dati delle singole Asl – ha risposto Amedeo Budassi, che dirige l’Asr – e li dobbiamo confrontare con i dati degli anni passati per valutare se c’è stato miglioramento o no. Il lavoro non è ancora pronto, ma siamo a buon punto».
 Il problema però è che il quadro statistico sui tempi delle prestazioni fotografa la situazione per singola Asl e non chiarisce quello che si fa a livello locale, dove le Asl procedono in ordine sparso.
Servirebbero, forse, un coordinamento regionale di questo settore ed un segno di discontinuità rispetto al passato, anche per la trasparenza.
Insomma la sensazione che il nuovo assessore alla sanità faccia cambiare stile alla gestione dell’assessorato, non solo perché ogni mattina fa il giro degli uffici a salutare personalmente i dipendenti.

Sebastiano Calella