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L’Europa arruola i pescatori per ripulire l’Adriatico: finanziato progetto (ma l’Abruzzo non c’è)

Chioggia, Cattolica, Ancona, Molfetta i porti pilota in Italia

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L’Europa arruola i pescatori per ripulire l’Adriatico: finanziato progetto (ma l’Abruzzo non c’è)





BRUXELLES.  Piano d'attacco dell'Unione europea su vasta scala contro i rifiuti nel Mare Adriatico, con i pescatori in prima fila.
Ad 'arruolarli' è il maxi-progetto europeo DeFishGear, che arriva in Italia nei porti di Chioggia, Cattolica, Ancona e Molfetta. Con un finanziamento di oltre cinque milioni di euro, l'iniziativa unisce le forze di sedici partner in sette Paesi dell'area per porre le basi di una strategia comune per la riduzione, il riuso e il riciclo dei rifiuti marini, soprattutto plastica.
L'obiettivo è valutare quantità e tipologie di quello che finisce in mare, ma anche studiare gli effetti dell'inquinamento delle micro-plastiche sull'ambiente del Mare Adriatico.
«Imprese, comunità locali, istituti di ricerca e società civile dovrebbero creare un gruppo macro-regionale per la gestione e il riciclo dei rifiuti» ha detto il commissario europeo agli affari marittimi, Maria Damanaki, promuovendo l'idea del progetto Ue di impiegare i pescatori come «guardiani del mare» nell'ambito della strategia della macroregione adriatico-ionica.
«Saranno circa un migliaio in Italia, trecento solo a Cattolica, quelli che da quest'estate saranno impegnati in una vera e propria raccolta differenziata dei rifiuti marini a bordo durante l'attività di pesca» racconta Flavia Binda, esperta del Consorzio Mediterraneo, la struttura tecnico-scientifica di Legapesca, che coordina le attività operative del progetto DeFishGear con i pescatori.
In ognuno dei porti pilota «sarà presente un'area dedicata - spiega Binda - con i bidoni per plastica, legno sia naturale che lavorato, metallo, pneumatici, vetro, materiali che verranno gestiti e smaltiti».
 I pescatori, non solo in Italia ma anche in Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia, saranno inoltre coinvolti nel recupero di reti dismesse da destinare al riciclo e nell'individuazione e raccolta in mare delle cosiddette 'reti fantasma', che rimaste in acqua continuano a catturare pesci.
«Per fortuna la sensibilità dei pescatori sta cambiando, ma la cosa importante è creare delle possibilità a terra di smaltimento, che finora non hanno mai avuto» spiega Otello Giovanardi, responsabile della sede Ispra di Chioggia, uno dei sei partner italiani di DeFishGear.
In una recente osservazione in un'area di grande pregio fuori Chioggia «ci ha colpito il gran numero di reti e attrezzi che coprono il fondale duro della zona, ricco di biodiversità» racconta Giovanardi, secondo cui probabilmente si tratta «di materiali rimasti incagliati oppure gettati via».
 L'Ispra, che per il progetto Ue si occupa anche di campionamento e valutazione dei rifiuti marini in alto e medio Adriatico, può contare su un buon rapporto con i pescatori di Chioggia. Per questo nelle attività pilota del progetto Ue «l'obiettivo è di coinvolgere tutta la marineria, lavorando insieme per ripulire il mare» afferma Giovanardi.