AMBIENTE

Bussi: D'Alfonso: «ferita che contrasta con rilancio dell’Abruzzo»

«Sulla bonifica siamo ancora alla pre-impostazione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1474

AREA INDUSTRIALE DI BUSSI

Area industriale di Bussi




PESCARA. «Come facciamo a rilanciare la nostra regione se poi abbiamo queste ferite?».
Se lo è chiesto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, nel corso di un incontro organizzato dalla Camera del Lavoro di Pescara, a proposito della vicenda della megadiscarica dei veleni della Valpescara, sottolineando che per la bonifica «500 milioni di euro sono una finestrella».
«Quella di Bussi - ha aggiunto - è una vicenda che andrebbe giudicata andando in marcia indietro a piedi. Vi pare possibile che sia stata la Corte d'Assise a richiedere l'istituzione del registro dei tumori e grazie al clamore della stampa noi capiamo che quella è la priorità? - si è chiesto il governatore -. Sul fronte bonifica siamo ancora alla fase delle pre-impostazioni», ha chiuso D'Alfonso.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il segretario generale della Filctem, Emilio Miceli, quello regionale, Giovanni Timoteo, quello provinciale, Domenico Ronca, e la segretaria provinciale della Cgil, Emilia Di Nicola.
«Bisogna ripartire da una visione strategica di sviluppo sostenibile in cui l'industria si colleghi bene a tutti gli altri settori, dal terziario all'agricoltura, dal turismo alla cultura - ha sottolineato Ronca - bisogna avere la capacità di spendere le risorse disponibili: questa è la vera emergenza per il nostro territorio. La precedente Giunta ha impiegato solo il 40% dei fondi Ue a disposizione e ne ha spesi ancora meno».
«Ci sono poi - ha proseguito - gli ultimi negativi provvedimenti della vecchia amministrazione, come la cancellazione della zona Vestina dalla possibilità di ottenere finanziamenti europei. C'è, infine, la questione Bussi, madre di tutte le vertenze: il sito va bonificato e reindustrializzato».
«Per noi - ha detto Di Nicola - è fondamentale capire come ci muoviamo all'interno di una logica regionale di sviluppo, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Non sottovalutiamo - ha concluso - che in Abruzzo abbiamo 32 milioni di euro per il progetto 'Garanzia Giovani'. E' fondamentale capire come sfruttare al meglio queste risorse».

LE CONSULTAZIONI POPOLARI A BUSSI
Intanto a Bussi ieri sera il Consiglio comunale ha approvato il regolamento comunale per le consultazioni popolari in attuazione dell’articolo 33 dello Statuto. L’istituto previsto in tale articolo è uno dei principali strumenti di partecipazione popolare mai attuati sino ad oggi che permette di rendere giuridicamente rilevante e dunque obbligatorio per il Consiglio comunale l’esame di questioni, proposte, indicazioni e consultazioni derivanti da assemblee popolari convocate dal sindaco o dai cittadini stessi.
Il regolamento era già previsto dallo Statuto ma nessuna amministrazione comunale di Bussi, prima d’ora, aveva pensato di approvarlo e rendere così l’istituto della consultazione popolare effettiva e funzionante. Il regolamento approvato disciplina in via di dettaglio due forme di consultazione popolare che ora sono diventate possibili: l’assemblea popolare e le indagini (o sondaggi) a campione. Quanto all’assemblea popolare, il regolamento pone delle norme che garantiscono la partecipazione popolare e il metodo democratico voluto dalla Costituzione nelle forme associative che realizzano la persona umana; istituisce figure neutrali di facilitazione e di garanzia come il coordinatore e il reporter; stabilisce le principali modalità di svolgimento di un’assemblea che presenti caratteri di democraticità; obbliga il Consiglio comunale ad esaminare, discutere ed assumere atti sui deliberati delle assemblee regolarmente svolte, nel primo Consiglio comunale successivo alla loro rimessione da parte dei reporters.