CONI D'OMBRA

Abruzzo. Obbligatorio pubblicare documenti delle società partecipate ma…

Il caso del presidente Fira e sindaco Micucci che si è sempre opposto

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Abruzzo. Obbligatorio pubblicare documenti delle società partecipate ma…

La Fira



ABRUZZO. Ora diventa obbligatoria la pubblicazione dei documenti nei siti internet anche per tutte le società partecipate da enti pubblici. Lo stabilisce una norma anticorruzione che al momento risulta inattuata in Abruzzo.
Dopo l’abbuffata della campagna elettorale è ora di passare alle vie di fatto. Nel suo ininterrotto peregrinare, il neo governatore della Regione camion munito, Luciano D’Alfonso, ha voluto più volte porre l’attenzione sul tema della trasparenza, indicando nuove vie e logiche di “avvicinamento” verso gli abruzzesi. Belle parole che attendono vengano seguite dai fatti.
Fatti che purtroppo per varie ragioni sono mancati nei 5 anni precedenti per vari aspetti pur in presenza di un record assoluto di pubblicazione di documentazione mai avvenuta prima (ma solo per effetto obbligatorio delle leggi).
Sono i “documenti pesanti” in realtà a mancare e questo proietta coni d’ombra che generano dubbi e curiosità.
Un caso emblematico, per esempio, del quinquennio di centrodestra è stato quello della Fira dell’era di Rocco Micucci che ha gestito non senza qualche polemica la finanziaria regionale. Delle promesse degli esordi si è visto poco e del “nuovo corso” (quello che doveva distinguersi nettamente dalla stagione delle inchieste targata Masciarelli) ancor meno.
Di scandali giudiziari, per fortuna, non ce ne sono stati e nemmeno inchieste, nonostante scontri anche duri con i consiglieri regionali di opposizione che non sono stati messi nelle condizioni di controllare cosa facesse la finanziaria le cui azioni sono comunque detenute dalla Regione.
Fino all’assurdo che la stessa giunta, con il vice presidente Alfredo Castiglione (non rieletto), ha dovuto ammettere che la Regione non era tenuta al controllo. Una posizione più che strana, pericolosa, che ha generato solo qualche mugugno.
Ora però con D’Alfonso le cose dovrebbero cambiare e ci sono già ipotesi sulla successione. Si vedrà se la trasparenza ne gioverà.
La Fira a differenza di altre aziende partecipate da enti pubblici di documenti non ne ha pubblicati se si escludono solo lusinghieri articoli di stampa sui risultati raggiunti. Né è stato possibile ad alcuno spulciare documenti relativi agli appalti o alla gestione di centinaia di milioni di euro che la finanziaria gestisce su incarico spesso diretto della Regione.
Per 5 anni il neo sindaco di Rapino Micucci, ritornato in municipio dopo una pausa, ha guadagnato poco meno di 100mila euro all’anno per gestire la Fira senza controllo e soprattutto difendere con tutti i mezzi, le unghie e l’appoggio della giunta, i documenti di gestione che sono rimasti di fatto segreti.
Si ricordano “battaglie epiche” finite in Consiglio regionale senza riuscire a scalfire la torre d’avorio della Fira.
Eppure quella di Micucci è destinata ad essere una vittoria di Pirro visto che ora una parola definitiva e chiara (era già tutto chiaro anche prima) la dà l’Autorità nazionale anticorruzione che impone la pubblicazione degli atti sui siti internet di qualunque società che abbia partecipazioni pubbliche. Una logica che non fa una piega visto che gli enti pubblici mantengono poteri di nomina nei cda.  Magari anche dai quei documenti si certificherà "l’ottima gestione" di Micucci che lui ha propagandato in questi anni.
Che la trasparenza sia un suo pallino lo prova -semmai ce ne fosse bisogno- il suo nuovissimo curriculum pubblicato da poco sul sito istituzionale del Comune di Rapino dove è diventato nuovamente sindaco.
Un curriculum che la dice lunga sulla carriera di Micucci che si riviolge ai suoi compaesani in… latino.
Il documento che deve obbligatoriamente essere pubblicato non è altro che il testo standard riempitivo che si utilizza fin dal 1500 e che storpia un testo originale di Cicerone e che vuol dire così come riprodotto abbastanza poco…
Troppo poco. Come sempre.

LE CONTESTAZIONI

Rocco micucci fa chiamare dal suo avvocato Manuela De Monte contestando cifre dei compensi e chiedendo dove il curriculumin latino appaia.
Forniti i chiarimenti ed i rispettivi link De Monte precisa che l’indicazione fornita dalla Regione si riferisce a due annualità dunque 96.000 lorde in due anni che equivalgono a 240.000 euro per i cinque anni.
«Per quanto riguarda il " curriculum"», speiga De Monte, «è evidente che ciò che compare cliccando sul "link" non è il curriculum del neo Sindaco ma una pagina "tipo" inserita dalla  società che gestisce il sito e che non rappresenta il curriculum.
Ciò è facilmente verificabile .
La modifica del nominativo del sindaco è avvenuta solo qualche giorno fa e si procederà ad inserire il "reale" curriculum del Sindaco non appena la società  metterà in condizione la nuova amministrazione di potere interagire con tutte le parti del sito».


NOTA DEL DIRETTORE. E’ curioso constatare come ogni volta che si parli di Micucci ci siano problemi.
L’unica cosa che si capisce è che non si è proprio abituati alla trasparenza perché quando c’è o è ambigua o è colpa di altri.
Farebbe bene Micucci a capire che in quanto sindaco così come presidente della Fira è responsabile a prescindere.
a.b.



Curriculum Sindaco Rocco Micucci