CORSI E RICORSI

Pescara si trasferisce a L’Aquila, è Grippo l’ultimo arrivato eccellente

Cambiano ruoli ma non le persone e dopo anni sono tutti nel capoluogo abruzzese

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5578

Pescara si trasferisce a L’Aquila, è Grippo l’ultimo arrivato eccellente



L’AQUILA. E alla fine si ritrovano tutti lì, a L’Aquila, amici e nemici di un tempo. E’ l’ultimo fenomeno del periodo dalfonsiano appena all’inizio. Del nuovo corso o ciclo storico che ha chiuso la parentesi dedicata al centrodestra.
Fino a sei anni fa lavoravano a Pescara, in un raggio di qualche chilometro: si incrociavano, si inseguivano, si stimavano o si facevano la guerra. Poi le scelte lavorative, personali e giudiziarie li hanno separati.
Adesso, passato qualche anno, per decisione propria o imposta dall’alto, continueranno a lavorare, più o meno a braccetto, per il capoluogo di Regione.  
Il primo ad ‘emigrare’ è stato Nicola Zupo, a Pescara capo di quella Squadra Mobile che arrestò  l’allora sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso. Oggi Zupo è capo di gabinetto della questura aquilana, insomma non indaga più. Il suo spostamento avvenne subito dopo l’inchiesta che fece tanto rumore e che poi è finita in primo grado in una clamorosa assoluzione per tutti. L’investigatore Zupo fu promosso e rimosso e non esiste più.
Oggi D’Alfonso è ‘sindaco’ d’Abruzzo e per lui la strada è tutta in discesa e tutti lo invocano come ascoltatore di centinaia di istanze che arrivano dalla società civile in grosse difficoltà.

Zupo e D’Alfonso avranno occasioni magari per incrociarsi ed inevitabilmente il ricordo andrà a quella sera del 15 dicembre 2008, la sera delle elezioni regionali che portarono in vetta il centrodestra e agli arresti il futuro governatore.
Ma nel capoluogo amministrato dal sindaco Pd, Massimo Cialente,  è arrivato da sei mesi anche l’ex procuratore capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi. Dopo la pensione si è buttato in politica e a gennaio ha accettato l’invito del primo cittadino. Oggi è il vice sindaco e ha anche la delega alla polizia municipale.  L'ex procuratore famoso per la maxi inchiesta  Sanitopoli che ha inguaiato Ottaviano Del Turco rimane defilato e critico, ci tiene a non essere definito “uomo del Pd” ma di fatto ha ruoli importanti e operativi voluti dai più influenti vertici del centrosinistra che lo hanno chiamato per rilanciare il Cialente dimissionario che aveva minacciato di far saltare la sua amministrazione.
Tra qualche giorno arriverà anche l’ex comandante della polizia municipale di Pescara, Ernesto Grippo. Nei giorni scorsi il sindaco Massimo Cialente lo ha scelto per ricoprire l’incarico fino febbraio scorso svolto dal comandante Eugenio Vendrame.

Un incarico fiduciario di sei mesi, prorogabile, dopo aver comparato i curricula di 8 candidati. L’ha spuntata Grippo. Tra gli altri in corsa c’erano tre aquilani Eugenio Vendrame, Patrizia Galassi, Lucio Di Berardino ma anche Salvatore Ficili comandante di Mazara e Vito Antonio Musto, commissario della Polizia Municipale di Torino.
Grippo, 52 anni, pescarese, ha lavorato a Pescara fino ai Giochi del Mediterraneo proprio al fianco dell’allora sindaco D’Alfonso che lo scelse e lo stimava.
Il suo era un incarico fiduciario e dunque è stato a capo della Polizia Municipale da aprile 2006 fino al 30 giugno 2009. Il nuovo sindaco Luigi Albore Mascia gli prorogò il contratto di 15 giorni in occasione dei Giochi del Mediterraneo per evitare la nomina del nuovo comandante in un periodo di estrema complessità per l’ordine pubblico.
Al suo posto arrivò a Pescara, da L’Aquila, Carlo Maggitti che oggi, in uno strano intreccio di corsi e ricorsi, il Comune aquilano cita con un decreto ingiuntivo per recuperare 3.500 euro che l’ex comandante dei vigili avrebbe percepito indebitamente nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2010. Grippo invece dopo l’addio alla sua città è andato a Vasto (amministrazione Pd del sindaco Lapenna) per circa un anno.
Tentò di restare a Pescara e infatti ad agosto del 2009 presentò un ricorso in via d'urgenza al Giudice del Lavoro, chiedendo la tutela cautelare, per ottenere la propria reintegra in servizio, in qualità di Comandante del Corpo, o, in via subordinata, il pagamento di tre anni di mensilità.
Ma il tribunale rigettò la richiesta. La sua attività in città venne spesso contestata dall’allora minoranza di centrodestra per la raffica di multe. Solo ad agosto 2008 vennero elevati quasi 7 mila verbali. Dopo la breve esperienza vastese si è trasferito a Cesena dove ha lavorato negli ultimi 4 anni. Adesso torna in Abruzzo ed è in buona compagnia.
a.l.