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Regionali: ancora lontana la proclamazione degli eletti

Sospiri attacca D’Alfonso: «presuntuoso e impreparato»

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L'AQUILA. Potrebbe esserci tra lunedì e martedì, quindi a 15 giorni dalle elezioni regionali del 25 maggio scorso, la proclamazione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali che comporranno la nuova assemblea regionale.
Trentuno i componenti del nuovo Consiglio, compresi il presidente e il candidato presidente arrivato secondo, in questo caso rispettivamente Luciano D'Alfonso e l'uscente Gianni Chiodi.
Tutto ciò nonostante all'ufficio regionale centrale, la commissione elettorale insediata nella Corte d'appello dell'Aquila che deve emettere i verdetti, non sia ancora cominciato il lavoro di esame della documentazione e nonostante sia annunciata una serie di ricorsi da parte di candidati consiglieri non eletti per una manciata di voti che chiederanno il riconteggio dei voti. Comunque, la Corte d'Appello non è entrata ancora in azione perché le commissioni circoscrizionali centrali in seno ai tribunali di Pescara e Chieti non hanno terminato il lavoro di verifica dei risultati degli spogli fatti nei vari seggi e quindi non hanno inviato i faldoni.
Come invece hanno fatto le commissioni circoscrizionali dell'Aquila e Teramo. Secondo quanto si è appreso, il mancato completamento del lavoro è da ricercare nel fatto che a Pescara ci sono state anche le comunali e il referendum sulla città metropolitana e a Chieti i molti comuni al voto.
Intanto il consigliere regionale (riconfermato) di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, difende la nuova legge regionale abruzzese e attacca D’Alfonso che nei giorni scorsi aveva annunciato che la normativa sarà presto rivista. «D’Alfonso non smentisce la sua natura presuntuosa e impreparata», attacca il consigliere di minoranza, «prima di puntare il dito sulla legge elettorale approvata dalla precedente legislatura, dovrebbe ricordare che è la Corte d’Appello che proclama gli eletti, non la Regione Abruzzo che dunque non ha alcun ritardo. Soprattutto invito D’Alfonso a rileggere le carte, partendo dalle date: la nuova legge elettorale è stata approvata un anno prima della scadenza del mandato. Prima di fare la ‘cicala’, impari a essere formica, a governare e a portare a casa risultati e non le solite chiacchiere da salotto».
«E’ una fesseria», va avanti Sospiri, «dire che abbiamo sbagliato una legge con la quale abbiamo ridotto del 40 per cento il numero dei consiglieri, passati da 45 a 31. Se l’approccio di D’Alfonso alle tematiche dello sviluppo e del lavoro sarà identico a quello avuto alla legge elettorale, povero».