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Balneazione Abruzzo, via libera per 22 spiagge ma 19 restano ancora interdette

Ultimi rilevamenti dell’Arta

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MARE




ABRUZZO. L'Arta ha completato le analisi di laboratorio sui campioni di acque marine prelevati nel mese di maggio 2014 secondo il calendario stabilito dalla Regione Abruzzo.
Lungo la costa abruzzese sono 144 i punti di osservazione individuati lungo i 126 chilometri di fascia costiera regionale - in media si effettua quasi un prelievo per chilometro - e il calendario della campagna di monitoraggio (anch’esso disponibile on line) prevede per il periodo aprile-settembre 6 campionamenti con cadenza mensile, in alcuni casi quindicinale.
Per quanto riguarda le acque balneabili, le stazioni di campionamento interdette alla balneazione perché interessate nel primo prelievo di maggio da superamenti dei limiti di legge sono tornate balneabili. Si parla di 22 tratti di costa tra Martinsicuro, Alba Adriatica, Roseto, Pineto, Francavilla, Ortona, Torino Di Sangro e Vasto che alla prova del nove hanno superato l’esame.
Fa eccezione l'area denominata "300 m Nord foce fiume Saline", nel comune di Città Sant'Angelo, per la quale si è provveduto ad effettuare un'ulteriore verifica analitica lo scorso 3 giugno. A giorni, quando arriveranno i risultati si riuscirà a capire se la situazione è migliorata o è rimasta stazionaria.
Sempre dal sito dell’Arta si scopre che nell’ultimo campionamento valori sopra il limite (sia di Enterococchi che E.coli) sono stati rilevati nell’area ‘50 metri a sud della foce del Torrente Piomba’ a Città sant’Angelo, ‘50 metri a nord da fosso Cintioni’ ad Ortona, o nella zona prospiciente il molo nord del porto ad Ortona (ultimo rilevamento 19 maggio).
Dati sopra la soglia anche a 400 metri a nord della foce del fiume Arielli ad Ortona, a 350 metri a nord della foce del fiume Foro, a 300 metri a nord del molo del fiume Pescara a Pescara e la zona antistante via Balilla.
E coli sopra la media a 200 metri a sud della foce del fiume Vibrata ad Alba Adriatica, migliorata invece la situazione Enterococchi rispetto al rilevamento del 22 maggio.

ACQUE NON BALNEABILI
Non ci sono novità, invece, sul fronte delle acque non balneabili riportate nell'allegato B della D.G.R. 223/2014, quelle cioè attualmente interdette alla balneazione per motivi igienico-sanitari e soggette a misure di miglioramento o perché classificate di qualità "scarsa" a seguito di fluttuazioni dei dati e di recenti episodi di inquinamento.
Si tratta in tutto di 19 punti: 2 a Roseto (300 metri sud foce Tordino; 300 metri nord foce Tordino); 2 a Pineto (400 metri sud foce fiume Vomano e in corrispondenza del km 424,100 Statale 16); 1 a Pescara (300 metri nord fiume Pescara), 5 ad Ortona (400 metri a nord e 200 a sud della foce del fiume Arielli; 350 metri a nord e altrettanti a sud del fiume Foro; 200 metri a nord della stazione di Tollo ), 2 a san Vito (50 metri a sud fosso Cintioni; 100 metri nord foce Feltrino); 1 a Torino di Sangro (300 metri sud foce fiume Sangro); 3 a Vasto (800 metri sud fosso Lebba, zona antistante fosso della Paurosa e fosso Marino), 1 a Martinsicuro (200 metri nord fosso fiume Vibrata), 1 ad Alba Adriatica (200 metri sud foce Vibrata); 1 a Francavilla al Mare (zona antistante fosso San Lorenzo).

EMERGENZA SALMONELLA
Negli ultimi giorni, inoltre, l’Arta ha trasmesso i risultati analitici delle acque del fiume Trigno al Comune di Celenza sul Trigno . Il risultato è stato impietoso. In diversi tratti secondo quanto riportato dall'ordinanza sindacale del Comune di Celenza sul Trigno ci sarebbe la presenza diffusa di salmonella. Oltre a Celenza diversi altri comuni hanno emesso ordinanze urgenti per vietare l'uso dell'acqua del fiume. «la presenza della Salmonella appare cronica in questo fiume», ha denunciato Augusto De Sanctis del Forum dell’Acqua, «visto che era stata ritrovata anche nel 2012. Allora, inspiegabilmente, non vi fu alcun provvedimento d'urgenza da parte delle amministrazioni pubbliche a tutela della salute dei cittadini».

BALNEATORI PREOCCUPATI

«I dati – afferma Tomei della Cna Balneatori– gettano una luce inquietante sull’avvio della stagione turistica, con ben 21 punti della costa classificati come “scarsi” e 16 in cui restano i divieti. Sconfortante, in particolare, il caso di Alba Adriatica, in cui il divieto di balneazione rischia di diventare una condanna definitiva per tutta la stagione balneare, con danni incalcolabili per l’economia turistica locale».
A detta di Tomei, «l’Abruzzo paga una gestione dissennata dell’ambiente costiero e dell’inquinamento dei fiumi.  La politica dello struzzo, certificata dalla decisione di far slittare al 2027 l’applicazione delle normative comunitarie in materia di qualità delle acque di balneazione. Una politica del rinvio che affida alla sola speranza, e non all’azione consapevole e duratura delle istituzioni, il problema del risanamento; con i bollettini dell’Arta che finiscono così, inevitabilmente, per trasformarsi in altrettante sentenze che pendono sul capo degli operatori». Di qui la richiesta al neo eletto Governatore di mettere in campo una decisa azione straordinaria.