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Rifiuti, l’Italia rischia multa da 80 milioni di euro

La Penisola non ha dato esecuzione di una sentenza del 2007

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Rifiuti, l’Italia rischia multa da 80 milioni di euro




ROMA. Si è svolta oggi dinanzi alla Grande sezione della Corte di giustizia Europea l’udienza nella causa C-196/13, Commissione Europea contro Italia.
Il 26 aprile 2007, con la sentenza C-135/05 l'Italia era stata dichiarata inadempiente agli obblighi a cui è tenuta ai sensi della legislazione Ue sui rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti.
La Commissione ha chiesto ora alla Corte di condannare l'Italia a versare alla Commissione una penalità giornaliera pari a 256.819,20 euro per il ritardo nell’esecuzione della sentenza dal giorno in cui sarà pronunciata la sentenza nella presente causa fino al giorno in cui non si metterà in regola. In alternativa si chiede una somma di 28.089 euro al giorno per il numero di giorni di persistenza dell’infrazione dal 26 aprile 2007 fino a quando non sarà pronunciata la sentenza nella causa. In questo caso la cifra supera gli 80 milioni di euro. Una mazzata tremenda per le casse dello Stato.
Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, in base alle informazioni trasmesse dalle autorità italiane, esisterebbero nel territorio italiano ancora almeno 218 discariche illegali di rifiuti, dislocate in tutte le regioni italiane, che, in ragione della loro natura abusiva, non rispetterebbero le disposizioni summenzionate.
Per quanto riguarda le discariche di rifiuti esisterebbero ancora 5 discariche, per le quali i relativi piani di riassetto non sarebbero stati presentati, o approvati, e che ciononostante non sarebbero state chiuse dall’autorità competente.
Nel 2007 la Commissione calcolò il numero di discariche in tutta Italia. All’epoca in Abruzzo risultavano 361 siti abusivi per una superficie di oltre 1 milioni di metri quadrati. Di queste 291 erano non bonificate e 250 non attive.
L’avvocato generale Juliane Kokott presenterà le sue conclusioni giovedì 4 settembre.
La causa sarà decisa dalla Grande sezione (15 giudici); giudice relatore è il signor Aindrias Ó Caoimh (Irlanda)