ECONOMIA E CRISI

Credito e costo del denaro: Confartigianato:«allarmanti i dati in Abruzzo»

Taffo:«presto un piano regionale per crescita e lavoro»

Redazione Pdn

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ABRUZZO. A febbraio 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013, in Abruzzo le imprese hanno registrato una flessione del credito del -6,8%, un dato maggiore di quello nazionale.
Il dato emerge da una elaborazione del centro studi di  Confartigianato nella consueta rilevazione che  analizza l’andamento dei finanziamenti al sistema imprenditoriale italiano su dati Istat. Nel dettaglio, seguendo il trend nazionale, in Abruzzo sono le aziende di piccola dimensione le più penalizzate sul fronte del caro-denaro: la contrazione  più evidente è per le imprese con meno di 20 addetti, che hanno visto una diminuzione, al netto delle sofferenze, del -7,3%.
«In termini assoluti – spiega Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo - a “soffrire” le difficoltà di accesso al credito sono soprattutto le piccole imprese del settore manifatturiero ed è la provincia di Chieti ad aver visto la contrazione maggiore del credito nell’ultimo anno, con una diminuzione complessiva del credito alle aziende del -7,5%, che raggiunge un calo del -8,5% per le imprese con pochi addetti».
 Allarmanti sono anche le notizie rilevate sul costo del denaro. In Abruzzo,  nel periodo compreso tra dicembre 2012 e dicembre 2013, il costo del denaro più alto, al netto delle operazioni a tasso agevolato, si è registrato  a L’Aquila con tassi di interesse al 7,17%, in lieve calo rispetto a dicembre 2012.  
Quest’ultimo è sceso anche in provincia di Teramo dove si registra il 5,98% mentre sale a Pescara +5,83% rispetto al dicembre 2012 e Chieti, dove raggiunge il +6,28%. Non va meglio per il credito alle aziende dell’artigianato, diminuito in tutte le provincie Italiane: in Abruzzo da dicembre 2012 a dicembre 2013, i prestiti alle imprese dell’artigianato sono scesi del  5,9%, percentuale leggermente più bassa rispetto alla media nazionale (-6,7%). La performance peggiore, ancora una volta,  si registra nella provincia dell’Aquila, che ha visto il calo maggiore in Abruzzo con un  -10,6% dei prestiti rispetto a performance meno negative di Pescara (-5,2%) , Teramo         (-4,7%) e Chieti (-4.6%).
«Stretta del credito e costo del denaro stanno frenando fortemente la ripresa-  conclude Taffo - .  I numeri analizzati da questo studio sono incontrovertibili: ci appelliamo al neo governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, affinchè rediga al più presto un piano regionale che preveda crescita e lavoro come priorità urgenti ed improrogabili ed un aiuto concreto per tutti i nostri artigiani, intervenendo decisamente sull’allargamento dei cordoni del credito, ossigeno vitale soprattutto per le imprese più piccole».