LA GIORNATA

Abruzzo, D'Alfonso va a Roma e abbraccia Renzi. Nuovo Consiglio ancora sconosciuto

«Governo deve essere coinvolto nella nostra agenda». La legge elettorale impantana i burocrati

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7245

Abruzzo, D'Alfonso va a Roma e abbraccia Renzi. Nuovo Consiglio ancora sconosciuto




ROMA. Il giorno tanto attesa alla fine è arrivato. Il neo governatore Luciano D’Alfonso ha incontrato ieri a Roma Matteo Renzi, premier e segretario nazionale del Pd.
Un incontro a cui l’ex sindaco di Pescara teneva particolarmente dopo le polemiche dei mesi scorsi quando pareva addirittura che Renzi fosse contrario alla sua candidatura. Nelle stesse settimane, infatti, il premier bloccò la Barraciu in Sardegna per un avviso di garanzia. Per D’Alfonso invece (ancora con carichi pendenti)  Renzi ha sempre glissato e pure in presenza delle polemiche sollevate dai media relative alle incompatibilità con la Carta di Pisa ha lasciato fare. Così il Pd di fatto certifica i due pesi e le due misure.
Lunedì pomeriggio, a vittoria ormai accertata, quando il neo presidente ha incontrato i giornalisti la prima domanda è stata proprio quella: Renzi l’ha chiamata per farle gli auguri? Il no è stato confermato dalla risposta evasiva di D’Alfonso circa «il telefonino intasato» e del «ritiro in preghiera». Da giorni, poi, su Facebook il neo governatore sta pubblicando le lettere di congratulazioni arrivategli: c’è quella del sindaco di Mostar, quella del prefetto di Pescara D’Antuno, pure quella di Vasco Errani. Spicca l’assenza di Renzi. Ieri la rivincita di quell’incontro in direzione Nazionale del Pd e di quell’abbraccio perchè «ci siamo abbracciati» ha fatto sapere D’Alfonso. Non è stato però un incontro riservato ma allargato a tutti gli eletti della tornata elettorale di domenica scorsa, nonché i candidati ai ballottaggi dell'8 giugno.
Poco dopo l’incontro subito le foto pubblicate su Facebook, Renzi in maniche di camicia e senza cravatta, D’Alfonso che gli si avvicina e gli poggia la mano sul braccio. E’ l’immagine che il governatore può mostrare all’Abruzzo per far capire di aver il sostegno del Governo.
Renzi che era atteso nei prossimi giorni per sostenere Marco Alessandrini a Pescara e Manola di Pasquale a Teramo, però, probabilmente non arriverà in Abruzzo. Troppi impegni. Ma ha garantito che manderà i suoi ministri. Domani sarà la volta del ministro delle Riforme costituzionali,  Maria Elena Boschi, attesa per le 11,30 al cinema Sant’Andrea a Pescara insieme ad Alessandrini, Legnini e ovviamente anche D’Alfonso. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche Graziano Del Rio. «C'è bisogno che l'agenda Abruzzo riscontri il pieno coinvolgimento sempre crescente del Governo Nazionale», ripete il governatore.

GLI UFFICI NON DANNO I NUMERI: NUOVO CONSIGLIO ANCORA “BALLERINO”
Ma la giornata di ieri per D’Alfonso, presidente eletto ma ancora non proclamato, è stata un’altra giornata campale di intenso lavoro. Dal punto di vista politico c’è da sciogliere il nodo della giunta, prima però dovrà essere chiara la nuova composizione del Consiglio regionale.
Dopo la figuraccia dei dati disallineati e dell’oscuramento del sito che doveva fornire i dati in tempo reale dello scrutinio l’Abruzzo scende nettamente sotto l’equatore grazie ad una legge farraginosa e scritta davvero male che di fatto è la principale causa al momento della mancata proclamazione del nuovo consiglio.
Una legge che pure è stata il vanto della passata giunta e che è stata sbandierata ai quattro venti come migliore della precedente ed un passo avanti… In realtà così come è scritta è davvero difficile interpretare il significato che poi deve dare seguito ai calcoli. Tutto si gioca sui resti decimali ma bisogna capire quali sono le cifre che devono essere computate e quali devono rimanere fuori. Bisogna capire in sostanza come debba essere composta la minoranza e se i consiglieri ripescati con i resti debbano essere quelli conteggiati su base regionale o provinciale. Come dire che i burocrati si sono impiccati da soli. Intanto l’Abruzzo attende…  
A quattro giorni dallo scrutinio, come se non fosse bastata la figuraccia del sito della Regione, si rincorrono ancora pronostici e varianti.
 Il nodo da sciogliere ruota intorno alla candidata Marinella Sclocco che potrebbe restare fuori  se il seggio di Centro Democratico venisse a attribuito a L’Aquila e non a Pescara. Con Sclocco fuori D’Alfonso dovrebbe riequilibrare la disparità di genere, nominandola in qualità di assessore esterno, escludendo dunque Giovanni Lolli che secondo accordi pre elettorali doveva entrare in giunta. Sarebbe un colpo duro per l’ex deputato, rimasto a piedi alle scorse Politiche.
Ma tutto questo lascia prevedere con estrema facilità anche ricorsi futuri lunghi e farraginosi che terranno in ostaggio il nuovo consiglio per molti mesi.

D'ALFONSO ANCORA IN GIRO
 Ma ieri D’Alfonso ha ripreso anche gli incontri sul territorio e si è confrontato con i lavoratori ed Rsu dello stabilimento "Dialifluids" di Canosa Sannita, in provincia di Chieti, specializzata nella produzione di sacche per la dialisi. I dipendenti gli hanno chiesto l'impegno ad un intervento che eviti la chiusura e il licenziamento dei 120 addetti per la volontà della proprietà tedesca (Fresenius) di riportare la produzione in Germania. D’Alfonso si è impegnato ad essere presente all'incontro di Roma al Mise, programmato per il 5 giugno prossimo.
«Credo - ha aggiunto D'Alfonso - che le strade da percorrere possano essere, alternativamente, tre: o trattenere l'azienda in Abruzzo, o trovare una nuova proprietà, oppure arrivare alla creazione di una nuova soggettività economica con le forze in campo oggi».
Non sta a guardare il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente che indica la strada: «i risultati del voto, sia alle europee che nella nostra regione, a mio avviso indicano delle scelte chiare da parte dei cittadini italiani, che disegnano ed impongono nuove strategie politiche». Si concentra sulle aree interne, invece, il neo consigliere regionale aquilano del pd Pierpaolo Pietrucci che potrebbe trovare uno spazio in giunta.