IL FATTO

Scrutinio e sito della Regione in tilt: Chiavaroli: «è grave che nessuno caccerà a calci i responsabili»

Dopo la figuraccia non arriva nessuna spiegazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5426

Scrutinio e sito della Regione in tilt: Chiavaroli: «è grave che nessuno caccerà a calci i responsabili»




ABRUZZO. La giunta della trasparenza della chiarezza non fornisce spiegazioni su cosa sia successo effettivamente il giorno delle elezioni. I fatti sono fin troppo chiari: nulla ha funzionato creando un disagio ed un danno di immagine immensi agli occhi dell’Italia.
Dalle 14 di lunedì il sito della Regione preposto alla diffusione dei dati elettorali (l’unico, visto che si è preferito fare da soli e senza il consueto aiuto del Ministero «risparmiando 600 mila euro») è andato in tilt, “accecando” tutti i cittadini che si erano connessi per sapere come procedesse lo spoglio
Il sito istituzionale è stato inservibile quasi totalmente e quel poco che ha funzionato ha fornito percentuali sbagliate. Dunque le considerazioni sono due: problema tecnico e problema nel merito della programmazione.
Perché è successo, di chi le responsabilità e dove si è sbagliato? Ma anche quanto è costato tutto quanto?
Nessuno della giunta uscente ha sentito il dovere di dare spiegazioni ma si è registrato un commento, via Facebook, dell’ex consigliere regionale di maggioranza Riccardo Chiavaroli (non rieletto), che lascia presagire cosa accadrà: «il fatto grave è che invece nessuno manderà via a calci nel sedere chi ha gestito il sito dei dati elettorali della Regione Abruzzo». Ecco, appunto.
Dall’altra parte, come di consueto, sono arrivate smentite stizzite e i soliti commenti anonimi di chi dentro le istituzioni pensa di delegittimare chi registra e critica il pessimo lavoro (ottimamente retribuito) di chi è chiamato a rendere un servizio pubblico ed invece compie errori da principianti.

LA SMENTITA
La prima smentita risentita arriva dal direttore generale dell’Arit, Carla Greco, che invia la missiva solo a PrimaDaNoi.it ma non a giornali e tv che pure hanno diffuso la stessa notizia e cioè che anche l’Arit avesse in qualche modo contribuito.
Invece l’Agenzia regionale per l’informatica tirata dentro erroneamente ci tiene a precisare fermamente che non ha svolto alcun ruolo nella programmazione e nella predisposizione del servizio di elaborazione e diffusione dati.
Dunque la Regione Abruzzo che ha una agenzia apposta per l’informatica non la utilizza per un servizio così delicato come se fosse una cosa normale. Che ci sta a fare allora l’Arit?
Dall’ufficio stampa poi fanno sapere che il loro lavoro è consistito nella predisposizione dei servizi da offrire nella sala stampa a L’Aquila ai giornalisti intervenuti e niente di più.
C’è qualcuno che ha lavorato per organizzare l’elaborazione dei dati e la loro diffusione?
Pare che il tutto sia da ricondurre al Crit gestito da Domenico Longhi, il sistema informatico regionale interno, una sorta di “Arit interno”, praticamente un doppione e che svolge anche compiti per certi versi molto simili all’altra società partecipata dalla Regione, Abruzzo Engineering.
Ci si attendono risposte precise e articolate su cosa sia successo se non altro perché l’innovazione è stato un tasto su cui la giunta uscente ha battuto molto, distribuendo centinaia di milioni di euro e investendo in progetti di cui non si sente parlare.

L'ANNUNCIO IN POMPA MAGNA DEL SERVIZIO
Di sicuro Chiodi a febbraio ha sbandierato il «grande successo» del protocollo d’intesa firmato con le prefetture «per l'organizzazione e gestione delle elezioni regionali»
E’ la legge regionale 9 del 2013 che ha stabilito la competenza elettorale in materia di rinnovo del Consiglio regionale in capo alla Regione Abruzzo.
«Dal canto suo, la Regione Abruzzo», aveva detto Chiodi, «provvederà all'individuazione, con conseguente oneri di spesa, delle ditte affidatarie di tutti i lavori, servizi e forniture di beni di concerto con le Prefetture. L'elemento di forte novità rispetto alle precedenti consultazioni elettorali in materia di rinnovo del Consiglio regionale è che la Regione Abruzzo curerà direttamente l'acquisizione dei dati e dei risultati ufficiosi della consultazione direttamente dai Comuni provvedendo alla loro diffusione e dandone comunicazione al ministero dell'Interno. Sarà dunque esclusivo compito della Regione predisporre la comunicazione con i Comuni per la raccolta dati e la loro diffusione in via ufficiosa in attesa della validazione della Corte d'appello».
Un compito tanto esclusivo che è rimasto intrappolato nei computer della Regione mentre si è registrato con stupore il fatto che i dati non venissero affatto trasmessi al Ministero dove campeggiavano in bella mostra i dati elettorali delle Regionali del Piemonte e non figurava affatto l’Abruzzo. Il sito dell’Interno rimandava solo al sito esterno (bloccato) della Regione Abruzzo. Non era mai accaduto che sul sito del Ministero non figurassero i dati di una elezione in corso.

Ed ormai a due giorni di distanza mancano ancora molti dati sui seggi da attribuire in consiglio regionale e la nuova composizione. Inoltre mancano moltissimi dati circa il referendum sulla "grande Pescara".

IL SINDACATO
Carmine Ranieri, Segretario Generale Cgil Funzione Pubblica, è critico e sostiene che «le scelte effettuate sono state miopi e contrastanti. Infatti, mentre da un lato si è puntato sull'Azienda Regionale per l'Informatica e le Telecomunicazioni affidando ad essa numerosi progetti, dall'altro lato la stessa Giunta Regionale non ha mai autorizzato in tale ente l'assunzione del personale vincitore di concorsi, paventando una illegittimità degli stessi. Le conseguenze sono state disastrose: carenza di personale per seguire i progetti affidati, la magistratura di primo e di secondo grado che ha condannato l'Arit ad assumere i vincitori di concorso ed a risarcire i lavoratori del danno subito. Nonostante le numerose denunce di tale situazione da parte della CGIL FP, nulla è stato fatto e quanto è accaduto», dice Ranieri, «è solo l'ultimo esempio delle inefficienze raggiunte. Basti ricordare che lo scorso anno vi fu la denuncia da parte di 180 Comuni abruzzesi dell'inerzia politica ed amministrativa della Regione Abruzzo la quale, a seguito della disattivazione delle funzioni dell'Arit (Azienda Regionale per l'Informatica e le Telecomunicazioni), non consentiva l'attivazione di progetti di qualità dell’informatica (servizi innovativi) bloccando risorse per 2,8 milioni di euro».

SEL: «FARE CHIAREZZA»

Sinistra Ecologia e Libertà all'interno della coalizione di centro sinistra ha ottenuto il 2,39% ciò ha permesso l'elezione di Mario Mazzocca come consigliere regionale. Fuori invece Franco Caramanico. Il primo impegno di Mazzocca sarà proprio quello di fare chiarezza sull'appalto relativo alla gestione dei dati elettorali di queste consultazioni regionali. «Il servizio offerto da parte della Regione è stato vergognoso», denuncia il partito, «scegliere di non affidare al Ministero degli Interni tale compito ha prodotto solo disservizi, caos e probabilmente anche costi superiori per gli Abruzzesi». 
Come annunciato ieri, inoltre, i deputati del Movimento 5 Stelle, Vacca, Colletti e Del Grosso hanno presentato una interrogazione parlamentare con la quale si chiede quali siano stati, nel dettaglio sezione per sezione, i tempi di comunicazione dei dati elettorali da parte della Regione Abruzzo al Ministero degli Interni e quali costi avrebbe dovuto sostenere, indicativamente, la Regione Abruzzo se l’intera gestione dei dati elettorali fosse stata affidata al Ministero degli Interni.

REGIONE ABRUZZO. ELEZIONI 2014. Circolare n. 8 2014 CH